Giovanni Paolo I e quell'atto di affidamento a Maria

Papa Giovanni Paolo I
Foto: pubblico dominio
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Con una omelia in tre lingue - latino, italiano e francese - Giovanni Paolo I inaugurava esattamente 40 anni fa - era il 3 settembre 1978 - il suo ministero petrino. Il Papa era stato eletto il 26 agosto precedente. Quella fu l’unica Messa pubblica celebrata dal Papa sul sagrato della Basilica Vaticana. 

Perché l’esordio in latino? “Abbiamo voluto iniziare questa nostra omelia in latino, perché -  spiegò Papa Luciani - esso è la lingua ufficiale della Chiesa, della quale, in maniera palmare ed efficace, la universalità e la unità”.

Giovanni Paolo I parla con il pluralis maiestatis, ma sarà una delle ultime volte: sarà infatti lui per primo come Papa a non usarlo più.

“Con attonita e comprensibile trepidazione, ma anche con immensa fiducia nella potente grazia di Dio e nella ardente preghiera della Chiesa - confidò il Papa - abbiamo accettato di diventare il Successore di Pietro nella sede di Roma, assumendo il giogo che Cristo ha voluto porre sulle nostre fragili spalle”. 

Ma Giovanni Paolo I era anche consapevole della vicinanza dei fedeli. “Siamo stati profondamente colpiti ed incoraggiati - ammise nell’omelia - dalle manifestazioni di affetto dei nostri figli di Roma ed anche di coloro, che da tutto il mondo ci fan pervenire l'eco della loro incontenibile esultanza per il fatto che ancora una volta Dio ha donato alla Chiesa il suo Capo visibile”.

La conclusione dell’omelia è un atto di affidamento alla Madonna: “la Vergine - ricordò il Papa - che ha guidato con delicata tenerezza la nostra vita di fanciullo, di seminarista, di sacerdote e di Vescovo, continui ad illuminare e a dirigere i nostri passi, perché, fatti voce di Pietro, con gli occhi e la mente fissi al suo Figlio, Gesù, proclamiamo nel mondo, con gioiosa fermezza, la nostra professione di fede: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.

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