Giovanni Paolo II, la paura del male non deve spaventarci

Giovanni Paolo II in Polonia , 2 giugno 1979
Foto: www.teleborsa.it
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Sono passati 40 anni e sembra che il mondo sia cambiato molto. Ma da quel 16 ottobre del 1978 in effetti nella  teodicea della storia è cambiato pochissimo.

Quel 16 ottobre ero in piazza San Pietro, le parole in italiano del cardinale polacco diventato Papa risuonano nel mio cuore ancora oggi. “ Ho avuto paura di accettare”. Lui, il Papa che ci ha insegnato a non avere paura.

Ma poi ho capito, lo abbiamo capito. La sua paura era paura del male, del mondo che dimentica Cristo.

Allora ho ritrovato un testo di Papa Giovanni Paolo II del 1979. Il viaggio di un Papa polacco nella Polonia del regime comunista. C’è da avere davvero paura. Ma Wojtyła

spiega invece ai vescovi riuniti a tavola alla fine di una giornate del viaggio, di cosa avere davvero paura. E non è certo la questione politica.

Ecco alcuni passaggi di quel discorso pubblicato interamente in “ Il Mistero dei Dodici. I vescovi del mondo a tavola con Giovanni Paolo II”. Edizioni Tau

Ovviamente, già parecchie volte mi hanno criticato, dicendo che voglio governare tutto alla polacca nella Chiesa universale. Io non voglio organizzare alla polacca, penso che la Polonia in questa universalità della Chiesa si ritrovi bene. Che in questo momento esprime bene sia la preoccupazione di Cristo sia quella di Paolo su cosa bisogna annunciare e professare e di che cosa veramente bisogna avere paura. Perché sicuramente ci sono oggi tante cose nella Chiesa di cui bisogna avere paura, però non bisogna entrare nel panico. Guardiamo la Chiesa nella sua dimensione universale – io guardo oramai questa Chiesa da molti anni – perché è l’obbligo prima di un cardinale e del papa. Perché ci sono tantissime cose di cui bisogna avere paura, ma non bisogna andare nel panico.

 

Penso che le mie prime decisioni non sono nate dalla paura, ma dalla fiducia. E questo che ho detto oggi è solo un sigillo su tutte questi decisioni, ma soprattutto sull’atteggiamento che sta dietro a queste decisioni. Si poteva avere paura della Lettera ai Sacerdoti, perché abbiamo sentito così tanto, quanto i sacerdoti vogliono abolire il celibato. Quanto diversamente immaginano il sacerdozio. Invece, dopo la Lettera ai sacerdoti che è andata in tutto il mondo, si è verificato quello che avevo previsto. Cioè, che si trattava di piccoli ambienti di minoranza, molto rumorosi. I quali, come lo sappiamo bene, tutti lo conosciamo bene dall’esperienza pastorale, riescono con il proprio gridare a dare un’impressione di essere molti. E dopo, quando si dice in modo chiaro e si fa ricorso a quello che c´è nell’uomo, anche la preoccupazione per questo che è nell’uomo, risulta che tutta questa serie di formulazioni e di tendenze rimane al margine.

Si vede quale è veramente la rappresentatività di idee. Non bisogna avere così tanta paura di tutto quanto. Cioè bisogna sapere di che cosa bisogna avere paura. Il Signore Gesù ci ha detto che non dobbiamo essere audaci, che dobbiamo essere indiscriminati, senz’altro no. Bisogna avere paura. Il Signore ha detto che cosa dobbiamo temere. Ha detto di chi bisogna avere paura! L’ha detto molto chiaramente. Di costui bisogna temere! Bisogna temerlo in ciascuno di noi. E bisogna temerlo per tutti i nostri fratelli. Per tutti i nostri fratelli e tutte le nostre sorelle. Per tutte le Chiese. Per tutte le nazioni. Di questo dobbiamo temere! Bisogna avere paura perché lui, il diavolo! Esiste! E agisce e tenta e ha diversi modi per tentare ha delle varie tattiche. Una propria tattica orientale e una propria tattica occidentale. Ha una propria tattica del terzo mondo e Cristo dice: di questo dovete avere paura. Ma allo stesso tempo dice che non dobbiamo cadere nel panico. Dice: io ho vinto il Mondo non ci sono dubbi. Poi ho vinto il mondo di nuovo una volta sola! Una volta sola alla fine il vostro compito di voi tutti insieme con te Pietro, il capo, è soltanto rivelare in ogni epoca questa vittoria con la quale io ho vinto il Mondo.

Così non bisogna avere paura di questa “dipendenza” non bisogna avere paura di dipendere dalla Madre di Dio, che Dio ci protegga, perché noi non cadiamo nella braccia di colui che dobbiamo temere. Che noi non abbiamo paura di menzionare il Nome di Maria, così che noi non cominciamo ad avere paura di qualsiasi cosa...

La gente si aspetta da noi un’altra cosa, non solo ad est ma anche ad ovest”.

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