Gli oneri delle messe, le intenzioni non applicate e il ruolo della Penitenzieria

La nota della Penitenzieria Apostolica

La Santa Messa
Foto: pd
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Il Motu Proprio “Assegnare alcune competenze”, in vigore dal 15 febbraio 2022, al proposito delle intenzioni delle Sante Messe così dispone: «La riduzione degli oneri delle Messe, da farsi soltanto per causa giusta e necessaria, è riservata al Vescovo diocesano e al Moderatore supremo di un Istituto di Vita Consacrata o di una Società di Vita Apostolica clericali».

Papa Francesco “ha confermato la prassi vigente per il foro interno, ovvero che se un sacerdote ha ricevuto un certo numero di intenzioni per Sante Messe e si trova impossibilitato a celebrarle, può, per mezzo del proprio Confessore, ricorrere alla Penitenzieria Apostolica, che dopo aver valutato il ricorso sulla base delle informazioni ricevute, agirà di conseguenza. Di tutti i casi di eventuale riduzione di oneri di Sante Messe, il Penitenziere Maggiore informerà il Santo Padre in Udienza privata”.

Questa la nota pubblicata il 15 marzo dalla Penitenzieria Apostolica, ma cosa dignifica esattamente?

Ecco la spiegazione del Cardinale Penitenziere Magggiore Mauro Piacenza: 

“Tutto ciò che riguarda la Santa Messa costituisce il tesoro più grande della Chiesa e, per questo, anche le intenzioni dei fedeli che chiedono la applicazione di una celebrazione per loro intenzioni particolari o comunque per se stessi, per fedeli vivi o per il suffragio di defunti, devono essere trattate con estremo rispetto e precisione. Nulla di più sacro della celebrazione eucaristica!

Se capitasse che, per qualche grave motivo, non fosse stato soddisfatto l’obbligo, allora si deve seguire una determinata prassi di ricorso alla Santa Sede per i casi attinenti al cosiddetto Foro Interno (legato alla coscienza). Trattandosi di celebrazione, il soggetto può essere esclusivamente un fedele ordinato nel grado del presbiterato o dell’episcopato. Questi, se inadempiente per diversi motivi, se ne confesserà e il confessore fungerà da tramite con la Penitenzieria Apostolica che esaminerà il caso e risponderà prontamente. Ad essa ricorrono in genere sacerdoti che hanno ricevuto una notevole quantità di intenzioni ma, per qualche motivo, attualmente non sono più in grado di soddisfarle. Il più delle volte le motivazioni sono nelle condizioni di salute fisica o di età molto avanzata. Trattasi di sacerdoti che soffrono molto perché sentono l’obbligo grave di applicare le intenzioni loro affidate. Può capitare anche che si sia verificato un furto delle offerte, oppure può trattarsi di sacerdoti prossimi alla morte e che avvertono la situazione e, per questo, sono oppressi dallo scrupolo di non aver celebrato secondo tutte le intenzioni a loro affidate lungo il corso della vita.

Può verificarsi anche il caso di obblighi celebrativi per i quali non sono state ricevute offerte: la S.Messa pro populo , le Messe che in molte diocesi si sogliono lodevolmente celebrare in occasione della morte di ogni confratello.

La prassi per richiedere la riduzione o la condonazione è semplice: il Confessore, nella lettera riferisce il numero di intenzioni non applicate, il motivo, come sia stato utilizzato il denaro dell’offerta, lo stato di salute e l’età del ricorrente, il numero di Sante Messe che comunque potrebbe ancora celebrare personalmente o incaricando altri.

Valutata la situazione particolare, la Penitenzieria talvolta riduce gli obblighi o li condona (su questa decisone si tiene soprattutto presente l’età e le condizioni di salute fisica e psichica. Talvolta si impone una penitenza congrua se si verifica negligenza. Di tutti i casi il Cardinale Penitenziere Maggiore dà relazione al Sommo Pontefice il quale sovente celebra personalmente per riparare. Comunque si deve tenere presente che le intenzioni vengono sempre soddisfatte dal “tesoro della Chiesa”, ovvero i meriti infiniti di Cristo, i meriti sovrabbondanti della Beata Vergine Maria, dei Martiri e dei Santi. Inoltre si deve tenere presente che nei giorni del Santo Natale e della commemorazione di tutti i fedeli defunti, ogni sacerdote ha la facoltà di celebrare tre Sante Messe (una secondo l’intenzione particolare, una ad mentem del Santo Padre ed una per tutte le intenzioni. Questo avviene in tutto il mondo e va a sanare molte inadempienze)”.

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