Gli scienziati polacchi: "La guerra in Ucraina è un attacco ai valori fondamentali"

"Per noi, l'aggressione in corso da parte della Russia contro l'Ucraina è un attacco ai valori occidentali: libertà, democrazia, diritto alla proprietà, diritto alla vita e rispetto della propria identità". Parlano gli scienziati polacchi

Incontro tra i rettori e i circoli accademici delle cinque maggiori università polacche
Foto: KUL
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"Per noi, l'aggressione in corso da parte della Russia contro l'Ucraina è un attacco ai valori occidentali: libertà, democrazia, diritto alla proprietà, diritto alla vita e rispetto della propria identità. Nel discorso pubblico russo, le questioni relative ai valori diventano sempre più centrali e giustificano l'aggressione russa e persino i crimini". Questo ha affermato il Rev.do prof. Marcin Składanowski durante un incontro della comunità accademica delle cinque maggiori università polacche.

Il tema del dibattito è stato "Scontro di valori? Aspetti assiologici della guerra”. L'incontro si è svolto il 24 giugno 2022 presso l'Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino.

“La discussione assiologica di oggi sulla difficile situazione della guerra ha messo in luce le potenzialità del cuore umano. A causa della necessità di affrontare questa tragica situazione, siamo maturati internamente. Abbiamo visto l'altra persona non attendersi nulla in cambio. (...) Penso che anche se possiamo essere divisi dal credo e dalla religione, quando pensiamo con la categoria del cuore, ci sono più vicine le categorie umane e umanistiche, che ci rendono sensibili alle altre persone” – ha dichiarato il Rev.do Prof. Miroslaw Kalinowski, Rettore dell'Università Cattolica di Lublino .

Al dibattito hanno partecipato anche il prof. Alojzy Z. Nowak, Rettore dell'Università di Varsavia; il prof. Jacek Popiel, Rettore dell'Università Jagellonica di Cracovia; il prof. Bogumiła Kaniewska, Rettore dell'Università Adam Mickiewicz di Poznań, e il dr Jerzy Andrzej Przyborowski, Rettore dell'Università di Warmia e Masuria con sede a Olsztyn.

Durante il dibattito, gli esperti hanno discusso, tra l'altro, la dottrina di una guerra giusta nel contesto di vari sistemi assiologici, riferendosi all'attuale aggressione russa su vasta scala contro l'Ucraina, ma anche alla politica del Cremlino che l'ha preceduta. Gli studiosi hanno anche sottolineato che la Russia manifesta da secoli tendenze imperialiste, giustificate anche da alti rappresentanti della Chiesa ortodossa russa.
“Il bene e la speranza, il male e la paura delle persone del nostro tempo, specialmente quelle che vivono la guerra e la violenza, il dolore e le peregrinazioni, sono anche il bene e la speranza, il male e la paura delle comunità universitarie. E non si può trovare nulla di veramente umano, sperimentato e conosciuto che non rifletta l'eco delle preoccupazioni nelle loro aule” – hanno sottolineato gli organizzatori dell'Aeropago delle Università, aggiungendo che la guerra russo- ucraina, come la precedente pandemia di COVID-19, ha scosso la fede delle società occidentali nella stabilità e nello sviluppo.

"L'uomo del XXI secolo è sorprendentemente simile ai suoi antenati del XX, XVI o V secolo. Gli eventi bellici mostrano come lo sviluppo tecnologico non sia in linea con lo sviluppo morale, con i valori di democrazia, tolleranza e la cultura della vita comune. (…) Nel nostro "oggi queste domande non possono prescindere dal tema della sicurezza, che non è mai solo ;mia, ma sempre nostra",– hanno aggiunto gli organizzatori.

L'idea principale dell'Areopago delle Università, sponsorizzata dalla Conferenza dei Rettori delle Accademie Polacche, è quella di condurre un dibattito pubblico sulle sfide contemporanee nello spazio universitario. È un'iniziativa della comunità accademica di quattro università: l'Università Cattolica Giovanni Paolo II di Lublino, l'Università di Varsavia, l'Università Jagellonica e l'Università Adam Mickiewicz. Nel 2021, nella prima edizione dell'Areopago dell'Università, gli esperti hanno discusso le questioni legate alla pandemia di COVID-19, quest'anno il dibattito si è concentrato sulla guerra in Ucraina.

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