Papa Francesco incontra il metropolita Hilarion. Che ieri ha parlato al Sinodo 2018

Papa Francesco con il Metropolita Hilarion, Palazzo Apostolico Vaticano, 19 ottobre 2018
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Non sono stati rivelati i dettagli dell’incontro tra Papa Francesco e il metropolita Hilarion, capo del Dipartimento delle Relazioni Esterne del Patriarcato di Mosca. Ma è molto probabile che, nel loro settimo incontro, si siano anche andati a toccare i difficili rapporti tra il Patriarcato di Mosca e quello di Costantinopoli, divisi ora sulla questione dell’Ucraina. Ed è altrettanto probabile che Papa Francesco abbia detto di non voler entrare nella questione.

Arrivato a Roma in un momento di grandi turbolenze per la Chiesa Ortodossa, con una disputa aperta tra Patriarcato di Mosca e Patriarcato di Costantinopoli sulla costituzione di una eventuale Chiesa autocefala ucraina (e dunque nazionale), il metropolita Hilarion ha tenuto un profilo basso in tutti gli incontri di questi giorni: un discorso al Sinodo dei vescovi, un incontro con il Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, e uno con Papa Francesco.

Ed è possibile che sia Mosca che Costantinopoli guardino al Papa come garante di un processo che potrebbe persino portare ad uno scisma. Ma sia Mosca che Costantinopoli sanno che la Santa Sede non entrerà in una vicenda dell’Ortodossia.

Si legge in un comunicato del Patriarcato di Mosca che "Papa Francesco ha accolto calorosamente il metropolita Hilarion", e lo ha ringraziato del suo discorso al Sinodo. L'incontro è descritto come "svolto in un'atmosfera di reciproca comprensione e buona volontà", durante il quale "le parti hanno discusso questioni di attualità nei rapporti tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica romana". 

Da parte sua, il Metropolita Hilarion ha dato impressioni positive sul Sinodo, ha raccontato della sua visita di lavoro in Portogallo nel settembre di quest'anno, "durante la quale ha avuto fruttuosi incontri con il cardinale Manuel Clemente, patriarca di Lisbona e altri alti rappresentanti della Chiesa cattolica in Portogallo", e ha poi parlato con soddisfazione del lavoro culturale cattolico ortodosso di questi ultimi anni, in particolare "il progetto Summer Institutes" , di cui il metropolita Hilarion ha parlato durante il suo intervento al Sinod. 

Ovviamente, è stato toccato il tema della situazione in Ucraina, e il tono del comunicato è molto freddo. "Il metropolita Hilarion - si legge - ha parlato a Papa Francesco delle decisioni prese dal Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa il 15 ottobre a Minsk in connessione con le azioni non canoniche del Patriarcato di Costantinopoli", spiegando le posizioni di Mosca sul tema e il fatto che il Patriarcato, a causa di questa posizione, sia stato "costretto a sospendere la partecipazione ai lavori della Commissione mista internazionale sul dialogo teologico tra la Chiesa cattolica romana e la Chiesa ortodossa". 

All'incontro hanno partecipato anche il funzionario responsabile della Segreteria di Stato della Santa Sede, monsignor Visvaldas Kulbokas, il membro dello staff del DECR, il prete Alexy Dikarev e il sottocroce Ivan Nikolaev.

Da vedere se i toni dell’incontro con Papa Francesco sono stati quelli delle interviste della vigilia, quando il metropolita Hilarion ha definito la decisione di Costantinopoli di garantire autonomia a una Chiesa Ortodossa Ucraina come “un atto di brigantaggio”, ha ventilato lo spettro di aiuti economici provenienti dagli USA per portare avanti questo processo, e poi ha detto che “ci sono un ampio arco di questioni bilaterali da trattare”, e che si sarebbe parlato anche dell’Ucraina, ma senza aspettarsi alcuna azione o intrusione da Papa Francesco.

Con il quale, invece, c’è un cammino da portare avanti, secondo un dialogo che è diventato fiorente dall’incontro tra Papa Francesco e Kirill a Cuba il 12 febbraio 2016, e poi con la traslazione delle reliquie di San Nicola.

E – ha detto Hilarion al sinodo il 18 ottobre - il cammino comune per ortodossi e cattolici in un tempo di incertezze è “l’educazione cristiana della gioventù”, che è “uno dei progetti che noi, ortodossi, siamo pronti a valorizzare insieme ai cattolici”,

Il tema del Sinodo è quello dei giovani, che – sottolinea Hilarion – “riguarda direttamente il futuro del Cristianesimo e della sua missione nel mondo contemporaneo”, in una epoca complessa a causa di “varie forze che stanno combattendo per le giovani generazioni, rovesciando su di loro un enorme flusso di informazioni nel quale a volte è veramente difficile orientarsi”.

È sempre più attuale la “necessità di discernimento”, dice il rappresentante del Patriarca Kirill, sottolineando che “il dovere sociale della Chiesa è favorire la protezione dei giovani dalle malefiche tentazioni che oggi sono diffuse più che mai, specialmente nei Paesi sviluppati”, facendo sì che “in nome di una libertà percepita in maniera del tutto errata” venga “iniettato il relativismo morale” ai giovani, mentre “la religione viene gettata via, in periferia della vita sociale”.

Le Chiese dunque “sono chiamate a unire i loro sforzi per contrastare questa tendenza e per difendere i criteri morali che sono tanto necessari per il benessere spirituale delle prossime generazioni”, fornendo il tesoro della “immagine evangelica del Signore Gesù Cristo crocifisso e risorto” che “non può che trovare risposta in un cuore giovane”.

Il metropolita Hilarion chiede di diffondere questa immagine, per “aiutare i giovani di oggi a superare quest’abisso, a capire che hanno bisogno di Cristo, che il Cristo può trasformare la sua vita, renderla colma di significato, senso e ispirazione”.

Nota il metropolita che “nell’epoca che stiamo vivendo ogni verità messa in dubbio”, ma la Chiesa, malgrado tutto, “continua a predicare la verità assoluta, che è il Signore Gesù Cristo”, perché “solo la vera libertà dalla schiavitù del peccato e del male può rendere una persona felice ed aiutarla a realizzare pienamente le loro vocazione.

C’è stato il tempo delle grandi conversioni di massa, per la Chiesa ortodossa russa, ma anche quella della persecuzione sotto il comunismo, con i martiri che “erano la testimonianza più persuasiva del Cristo morto e risorto”, cosa che permette oggi di avere tanti seminari lì dove ce n’erano pochissimi, e tante vocazioni.

Insomma, c’è bisogno di educazione, ed è questo uno dei progetti che ortodossi e cattolici possono fare insieme, considerando anche il lavoro che dal 2015 c’è una collaborazione tra Chiesa Ortodossa e Santa Sede, con uno scambio tra seminaristi e studenti di università pontificie che vanno in Russia e un gruppo di giovani del Patriarcato Ecumenico visitano Roma.

Ovvio, dice il Metropolita Hilarion, “non basta soltanto la conoscenza reciproca” , perché questa conoscenza “deve dare buon frutto nella vita della nostra società e delle nostre comunità ecclesiastiche”, dato che “siamo uniti dallo stesso Vangelo e dalla stessa persona di Gesù Cristo, i quali devono determinare il contenuto e l’agenda di collaborazione della gioventù cristiana”.

È questo il tema cruciale secondo il metropolita Hilarion, considerando che “decristianizzazione, secolarismo, rinnegamento dei valori e persecuzione dei cristiani sono tutti fattori della nostra oggettiva realtà globale”. Una situazione che può essere ribaltata dalla gioventù, la quale, “riunita attorno a Cristo e al Vangelo, può diventare quella forza creativa e viva che potrà trovare delle risposte a queste sfide”.

Quindi, l’incontro con il Cardinale Kurt Koch. Si legge in un comunicato del Patriarcato di Mosca che “gli interlocutori hanno scambiato impressioni sul lavoro del Sinodo”.

Dal canto suo, il metropolita Hilarion ha “informato il cardinale Koch sulle decisioni del Santo Sinodo della Chiesa ortodossa russa, adottate in una riunione a Minsk il 15 ottobre in connessione con le azioni non canoniche del Patriarcato di Costantinopoli in Ucraina, ha dettagliato la posizione del Patriarcato di Mosca su questo tema e ha trasmesso al Cardinale il testo della dichiarazione del Santo Sinodo “.

articolo aggiornato sabato 20 ottobre 2018 con il comunicato del Patriarcato di Mosca sull'incontro con Papa Francesco

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