I figli di Sant'Alfonso e l'apostolato nella parrocchia di san Gioacchino in Prati

I Redentoristi da più di cento anni prestano la loro opera nel rione romano a due passi da San Pietro

Sant'Alfonso M. de Liguori
Foto: pubblico dominio
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Il Cardinale vicario Pietro Respighi, il 29 ottobre 1905 inaugurava, nel quartiere Prati di Roma, la parrocchia di San Gioacchino.

La cura pastorale della zona era così affidata ai Missionari redentoristi, figli di Sant'Alfonso la cui festa liturgica cade oggi.

Il Pontefice conosceva bene l'opera dei religiosi, avendo constato il loro lavoro di confessori e moralisti, nel corso delle diverse epoche storiche.

In questa parte della città, edificata a seguito dell'unità italiana, la parrocchia fu l'unica realtà operante per il culto divino.

Nell'erezione del tempio, il progetto del Pontefice Leone XIII era quello di erigere una nuova fondazione,anche con la scopo di dare una sede internazionale al Pio Sodalizio dell'Adorazione Eucaristica Riparatrice.

Visitando la chiesa è possibile scorgere numerosi simboli eucaristici, che testimoniano ciò. Il grande ostensorio che troneggia sulla cupola è uno di questi, ben visibili nel cuore di Roma.

Altra devozione, portata avanti dall'apostolato dalla recente fondazione, è il culto al Cuore Eucaristico di Gesù, parte integrante della spiritualità della Congregazione alfonsiana e collegata all'Adorazione del Santissimo Sacramento.

Il territorio, affidato alla cura dei Padri, era molto ampio arrivando fino a ponte Milvio.

La zona per l'estensione aveva un numero molto elevato di fedeli.

Le parrocchie limitrofe, sorgeranno, in anni successivi, a quella di san Gioacchino.

In realtà, i figli di Sant'Alfonso erano, già, capillarmente presenti sul territorio dal 28 agosto 1898 . La prima comunità prese in affitto un appartamento in via Cola di Rienzo e da questo luogo i padri si muovevano per le varie attività.

Il primo superiore in carica fino all'erezione giuridica, fu padre Luigi Paliolla (1842-1916).

Il Padre generale, come stabiliva la Regola della famiglia redentorista, in vigore fino al Concilio Vaticano II (1965), scelse di affidare la fondazione al sacerdote, in quanto nel corso del suo ministero aveva sviluppato, diverse e notevoli, esperienze pastorali e per di più era poliglotta.

Ciò non era da tutti, soprattutto se si considera che, in questi anni, la parrocchia di San Gioacchino, fu sede del noviziato redentorista, trasferito da Villa Caserta.

Dal 1902 al 1908 la casa ospitò numerosi novizi. Maestro era padre Luigi Bertasi, apprezzato da tutti e morto in concetto di santità.

I figli di Sant'Alfonso furono molto attivi nell'amministrazione dei sacramenti quali confessioni, celebrazioni liturgiche, quarantore, novene e tridui e solennità disposte dal calendario liturgico.

Non mancò, però anche l'aspetto dell'apostolato pastorale concretizzato nel catechismo ai bambini ed in alcuni casi anche agli adulti, le feste patronali, ed un intensa attività caritatevole nei confronti dei più bisognosi.

Nel corso del tempo, alcune delle molte opere compiute: dalle scuole parrocchiali, volute da padre Trani, a cui collaborò Monsignor Carlo Veneziani, direttore dal 1924 fino alla morte, alla Filodrammatica, alle associazione di volontariato tra cui la Conferenza di San Vincenzo de Paoli, l'Azione Cattolica e tante altre che hanno onorato l'opera redentorista.

Particolare menzione merita la celebrazione del Congresso Eucaristico Internazionale, celebrato nella parrocchia nel 1922 e Nazionale nel 1923. Le due assise furono volute ed incoraggiate dall'opera di padre Lorenzo Trani.

La comunità, composta da più persone, nel corso del tempo, si è modificata, ma meritano un ricordo speciale padre Francesco Pitocchi (1855-1922) confessore a San Gioacchino e padre spirituale di papa Giovanni XXIII; padre Marco Antonio Dressino, Giusto fra le Nazioni, parroco dal 1942 al 1952 e viceparroco dal 1933; padre Vladimiro Felici (1888-1964) che, con autentico sacrificio, seppur disabile confessava nella sua stanza; padre Silvino Battistoni (1918-1999) parroco ed esorcista.

Attualmente il parroco è il redentorista padre Pietro Sulkowski, a cui è affidata la cura pastorale del territorio.

Entrando nella chiesa, nella navata di destra si può ammirare il quadro di Sant'Alfonso Maria de Liguori, fondatore dei Redentoristi, ed è bello contemplare lo sguardo del santo in questo quartiere in cui, da oltre un secolo, sono presenti i suoi figli.

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