I vescovi del mondo ai confratelli tedeschi, non finite in un vicolo cieco

Ancora una lettera - appello perché il Cammino sinodale della Chiesa in Germania non porti allo scisma

Una liturgia del "Cammino sinodale"
Foto: www.synodalerweg.de
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Ancora una lettera- appello ai vescovi della Germania perché il “ Cammino sinodale” in corso nella Chiesa cattolica di quel paese non porti lontano dalla dottrina. 

La lettera è stata già firmata da quattro cardinali Francis Arinze, Raymond Burke Wilfred Napier e George Pell, e da moltissimi vescovi soprattutto statunitensi e africani. Tra gli italiani Massimo Camisasca. 

Le questione centrale è nell’avvertimento di San Paolo di “non conformarsi alla mentalità di questo mondo”.

E da questo il testo prende l’avvio. Si parla di “confusione che il “Cammino Sinodale” ha già causato e continua a causare, e dal potenziale per uno scisma che inevitabilmente ne deriverebbe nella vita della Chiesa”.

La necessità di una “riforma” si spiega nella lettera, non deve allontanare dal radicamento nella parola di Gesù. E non di deve ignorare, dicono i firmatari, “l’unità, l’esperienza e la sapienza accumulate dal Vangelo e dalla Chiesa”. Il rischio è di finire in un “vicolo cieco”.

Ecco allora le riflessioni dei vescovi spiegate in 7 punti.

Particolarmente significativo il terso punto: “Mentre mostrano una patina di idee religiose ed un vocabolario religioso, i documenti del Cammino Sinodale tedesco sembrano in gran parte ispirati non dalla Scrittura e dalla Tradizione – che, per il Concilio Vaticano II, costituiscono “un unico sacro deposito della Parola di Dio” – ma dall’analisi sociologica e dalle ideologie politiche contemporanee, incluse quelle del “gender”. Essi guardano alla Chiesa e alla sua missione attraverso la lente del mondo piuttosto che attraverso la lente delle verità rivelate nella Scrittura e nell’autorevole Tradizione della Chiesa”.

Ma si parla anche di libertà, e di obbedienza al mondo, di pesantezza della struttura del Cammino che porta ad una “ sclerosi ecclesiale” che mette in  modo del tutto ironico con “il suo esempio distruttivo, esso può portare alcuni vescovi, e porterà molti laici altrimenti fedeli, a diffidare della stessa idea di “Sinodalità”, così da ostacolare ulteriormente il necessario dialogo in seno alla Chiesa sul compimento della sua missione di convertire e di santificare il mondo”. 

Il presidente dei vescovi tedeschi, ha risposto alle altre lettere, come quella dei vescovi polacchi e quella dei vescovi scandinavi. senza entrare nel dettaglio ma sostenendo solo che non c’è intenzione di creare uno “scisma” ma solo riformare e rispondere alle necessità dei fedeli.

Papa Francesco aveva già mandato una lettera chiara all’inizio del “ Cammino Sinodale”, ma senza grande successo per ora. I temi discussi del resto sono quelli che da decenni alcuni vescovi in Germania hanno usato come bandiera anti romana.

Per chi volesse unirsi nella firma alla lettera basta una mail episcopimundi2022@gmail.com

 

Ecco il testo integrale della lettera, e le firme raccolte fino ad oggi. 

 

UNA LETTERA APERTA E FRATERNA AI NOSTRI CONFRATELLI VESCOVI IN GERMANIA 11 Aprile 2022 

 

In un’epoca di rapida comunicazione globale, gli eventi che accadono in una nazione hanno un impatto inevitabile sulla vita ecclesiale altrove. Così il processo del “Cammino Sinodale”, come attualmente intrapreso dai cattolici in Germania, comporta conseguenze per la Chiesa nel mondo. Ciò include le Chiese locali di cui noi siamo pastori e i tanti fedeli cattolici di cui siamo responsabili. Alla luce di ciò, gli eventi in Germania ci costringono ad esprimere la nostra crescente preoccupazione per la natura dell’intero processo del “Cammino Sinodale” tedesco e il contenuto dei suoi vari documenti. I nostri commenti qui presenti sono volutamente brevi. Essi richiedono, e noi lo incoraggiamo fortemente, maggiori riflessioni (come, ad esempio, An Open Letter to the Catholic Bishops of the World dell’Arcivescovo Samuel Aquila) da parte dei singoli vescovi. Tuttavia, l’urgenza delle nostre osservazioni qui contenute trovano il loro fondamento nella lettera ai Romani, capitolo 12, ed in particolare nell’avvertimento di San Paolo di «non conformarsi alla mentalità di questo mondo». La serietà di queste osservazioni scaturisce dalla confusione che il “Cammino Sinodale” ha già causato e continua a causare, e dal potenziale per uno scisma che inevitabilmente ne deriverebbe nella vita della Chiesa. La necessità di riforma e di rinnovamento è antica quanto la Chiesa stessa. Alla sua radice, questo impulso è lodevole e non dovrebbe mai essere temuto. Molti di coloro coinvolti nel processo del Cammino Sinodale sono senza dubbio persone dotate di un carattere eccezionale. Eppure, la storia cristiana è disseminata da sforzi animati da buone intenzioni che hanno però perso il loro radicamento nella Parola di Dio, in un incontro fedele con Gesù Cristo, in un vero ascolto dello Spirito Santo e nella sottomissione della nostra volontà alla volontà del Padre. Questi sforzi sono falliti perché hanno ignorato l’unità, l’esperienza e la sapienza accumulate dal Vangelo e dalla Chiesa. Dal momento che non hanno dato ascolto alle parole di Gesù: «senza di me non potete far nulla» (Gv 15,5), tali sforzi sono rimasti infruttuosi e hanno danneggiato sia l’unità che la vitalità evangelica della Chiesa. Il cammino sinodale della Germania rischia di condurre ad un tale vicolo cieco.

Come vostri confratelli vescovi, le nostre preoccupazioni includono, ma non si limitano a quanto segue: 1. Non ascoltando lo Spirito Santo ed il Vangelo, le azioni del Cammino Sinodale minano: la credibilità dell’autorità della Chiesa, compresa quella di Papa Francesco; l’antropologia cristiana e la morale sessuale; e l’attendibilità delle Scritture. 2. Mentre mostrano una patina di idee religiose ed un vocabolario religioso, i documenti del Cammino Sinodale tedesco sembrano in gran parte ispirati non dalla Scrittura e dalla Tradizione – che, per il Concilio Vaticano II, costituiscono “un unico sacro deposito della Parola di Dio” – ma dall’analisi sociologica e dalle ideologie politiche contemporanee, incluse quelle del “gender”. Essi guardano alla Chiesa e alla sua missione attraverso la lente del mondo piuttosto che attraverso la lente delle verità rivelate nella Scrittura e nell’autorevole Tradizione della Chiesa. 3. Il contenuto del Cammino Sinodale sembra anche reinterpretare, e quindi sminuire, il significato della libertà cristiana. Per il cristiano, la libertà consiste nella conoscenza, nella volontà e nella libera capacità di fare ciò che è giusto. La libertà non è “autonomia”. La libertà autentica, come insegna la Chiesa, è legata alla verità ed è ordinata al bene e, in definitiva, alla beatitudine. La coscienza non crea la verità, né la coscienza è una questione di preferenze personali o di autoaffermazione. Una coscienza cristiana adeguatamente formata rimane soggetta alla verità sulla natura umana e alle norme di una vita retta rivelate da Dio e insegnate dalla Chiesa di Cristo. Gesù è la verità che ci rende liberi (Gv. 8). 4. La gioia del Vangelo – essenziale per la vita cristiana, come spesso sottolinea Papa Francesco – sembra essere del tutto assente dalle discussioni e dai testi del Cammino Sinodale. Come tale, questo è un difetto eloquente per uno sforzo che mira ad un rinnovamento personale ed ecclesiale. 5. Il processo del Cammino Sinodale, in quasi ogni sua fase, è opera di esperti e comitati, così da essere burocraticamente pesante, ossessivamente critico, e con lo sguardo volto all’interno. Esso quindi in sé stesso riflette una forma ampiamente diffusa di sclerosi ecclesiale e, ironicamente, assume un tono antievangelico. Nei suoi effetti, il Cammino Sinodale mostra più una sottomissione ed obbedienza al mondo e alle sue ideologie che a Gesù Cristo come Signore e Salvatore. 6. L’attenzione del Cammino Sinodale al “potere” nella Chiesa suggerisce uno spirito fondamentalmente in contrasto con la vera natura della vita cristiana. In fondo la Chiesa non è solo un’“istituzione” ma una comunità organica; non un sistema egualitario, ma familiare, complementare e gerarchico - un popolo sigillato nell’unità dall’amore di Gesù Cristo e dall’amore reciproco nel suo Nome. La riforma delle strutture non è affatto la stessa cosa che la conversione dei cuori. L’incontro con Gesù, come si vede nel Vangelo e nella vita dei santi nel corso della storia, cambia i cuori e le menti, porta guarigione, allontana da una vita di peccato e di infelicità e dimostra la forza del Vangelo. 7. L’ultimo e più immediato e angosciante problema del Cammino Sinodale in Germania risulta essere anche terribilmente ironico. Con il suo esempio distruttivo, esso può portare alcuni vescovi, e porterà molti laici altrimenti fedeli, a diffidare della stessa idea di “Sinodalità”, così da ostacolare ulteriormente il necessario dialogo in seno alla Chiesa sul compimento della sua missione di convertire e di santificare il mondo.

In questo tempo l’ultima cosa di cui la nostra comunità di fede ha bisogno è ricevere più confusione. Nel discernere la volontà del Signore per la Chiesa in Germania, siate certi delle nostre preghiere per voi.

 

Francis Cardinale Arinze (Onitsha, Nigeria) Raymond Cardinale Burke (Saint Louis, USA) Wilfred Cardinale Napier (Durban, Sudafrica) George Cardinale Pell (Sydney, Australia) Arcivescovo Samuel Aquila (Denver, USA) Arcivescovo Emerito Charles Chaput (Philadelphia, USA) Arcivescovo Paul Coakley (Oklahoma City, USA) Arcivescovo Salvatore Cordileone (San Francisco, USA) Arcivescovo Damian Dallu (Songea, Tanzania) Arcivescovo Emerito Joseph Kurtz (Louisville, USA) Arcivescovo J. Michael Miller (Vancouver, British Columbia, Canada) Arcivescovo Joseph Naumann (Kansas City in Kansas, USA) Arcivescovo Andrew Nkea (Bamenda, Cameroon) Arcivescovo Renatus Nkwande (Mwanza, Tanzania) Arcivescovo Gervas Nyaisonga (Mbeya, Tanzania) Arcivescovo Gabriel Palmer-Buckle (Cape Coast, Ghana) Arcivescovo Emerito Terrence Prendergast (Ottawa-Cornwall, Ontario, Canada) Arcivescovo Jude Thaddaeus Ruwaichi (Dar-es-Salaam, Tanzania) Arcivescovo Alexander Sample (Portland in Oregon, USA) Vescovo Joseph Afrifah-Agyekum (Koforidua, Ghana) Vescovo Michael Barber (Oakland, USA) Vescovo Emerito Herbert Bevard (Saint Thomas, Isole Vergini Americane) Vescovo Earl Boyea (Lansing, USA) Vescovo Neal Buckon (Ausiliare, Servizi Militari, USA) Vescovo William Callahan (La Crosse, USA) Vescovo Emerito Massimo Camisasca (Reggio Emilia-Guastalla, Italia) Vescovo Liam Cary (Baker, USA) Vescovo Peter Christensen (Boise City, USA) Vescovo Joseph Coffey (Ausiliare, Servizi Militari, USA) Vescovo James Conley (Lincoln, USA) Vescovo Thomas Daly (Spokane, USA) Vescovo John Doerfler (Marquette, USA) Vescovo Timothy Freyer (Ausiliare, Orange, USA) Vescovo Donald Hying (Madison, USA) Vescovo Emerito Daniel Jenky (Peoria, USA) Vescovo Stephen Jensen (Prince George, British Columbia, Canada) Vescovo William Joensen (Des Moines, USA) Vescovo James Johnston (Kansas City-St. Joseph, USA) Vescovo David Kagan (Bismarck, USA) Vescovo Flavian Kassala (Geita, Tanzania) Vescovo Carl Kemme (Wichita, USA) Vescovo Rogatus Kimaryo (Same, Tanzania) Vescovo Anthony Lagwen (Mbulu, Tanzania) Vescovo David Malloy (Rockford, USA) Vescovo Gregory Mansour (Eparchia di San Marone di Brooklyn, USA) Vescovo Simon Masondole (Bunda, Tanzania) Vescovo Robert McManus (Worcester, USA) Vescovo Bernadin Mfumbusa (Kondoa, Tanzania) Vescovo Filbert Mhasi (Tunduru-Masasi, Tanzania) Vescovo Lazarus Msimbe (Morogoro, Tanzania) Vescovo Daniel Mueggenborg (Reno, USA) Vescovo William Muhm (Ausiliare, Servizi Militari, USA) Vescovo Thanh Thai Nguyen (Ausiliare, Orange, USA) Vescovo Walker Nickless (Sioux City, USA) Vescovo Eusebius Nzigilwa (Mpanda, Tanzania) Vescovo Thomas Olmsted (Phoenix, USA) Vescovo Thomas Paprocki (Springfield, Illinois, USA) Vescovo Kevin Rhoades (Fort Wayne-South Bend, USA) Vescovo David Ricken (Green Bay, USA) Vescovo Almachius Rweyongeza (Kayanga, Tanzania) Vescovo James Scheuerman (Ausiliare, Milwaukee, USA) Vescovo Augustine Shao (Zanzibar, Tanzania) Vescovo Joseph Siegel (Evansville, USA) Vescovo Frank Spencer (Ausiliare, Servizi Militari, USA) Vescovo Joseph Strickland (Tyler, USA) Vescovo Paul Terrio (Saint Paul in Alberta, Canada) Vescovo Thomas Tobin (Providence, USA) Vescovo Kevin Vann (Orange, USA) Vescovo Robert Vasa (Santa Rosa, USA) Vescovo David Walkowiak (Grand Rapids, USA) Vescovo James Wall (Gallup, USA) Vescovo William Waltersheid (Ausiliare, Pittsburgh, USA) Vescovo Michael Warfel (Great Falls-Billings, USA) Vescovo Chad Zielinski (Fairbanks, USA)

 

 

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