I vescovi francesi incoraggiati da Papa Francesco nella lotta agli abusi

I vescovo francesi in preghiera alla Grotta di Lourdes
Foto: eglise.catholique.fr
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Un incoraggiamento alla lotto contro la pedofilia, all'accoglienza e all'ascolto delle vittime le cui ferite non saranno mai in “prescrizione”, solo così si realizza la tolleranza zero.

Papa Francesco lo ha inviato ai vescovi francesi che domani chiudono a Lourdes i lavori della loro Assemblea plenaria dedicata in gran parte alla questione degli abusi.

I lavori sono iniziati il 3 novembre con l’ascolto di otto persone vittime di atti pedofili da parte di sacerdoti e religiosi. L’obiettivo è stato quello di consentire un dialogo proficuo e responsabile a livello istituzionale. Tre piccoli forum, in modo da “favorire l’ascolto empatico” e permettere “un dialogo più attento, garantendo un clima di confidenzialità e una maggiore libertà di espressione a tutti i partecipanti”. L’incontro è stato organizzato dalla unità permanente istituita presso la Conferenza episcopale che ha chiesto alle vittime di esprimersi soprattutto sulle possibili vie di riparazione, di accompagnamento delle persone e del loro ambiente e sul  ricorso ai diritti civili e canonici. Soprattutto si è parlato di prevenzione e garanzie di sicurezza per tutti gli agenti pastorali.

A fine ottobre è stato anche pubblicato un rapporto sulla lotta alla pedofilia nella Chiesa voluto dalla CEF.

“Da gennaio 2017- si legge nel testo- 211 persone hanno portato la loro testimonianza ai vescovi. Dal 2017, 14 diocesi non hanno avuto nessuna testimonianza, nessun reclamo e pertanto hanno non hanno fatto alcuna segnalazione. La differenza tra il numero di vittime che si manifestano (211) e il numero di vittime le relazioni presentate (75) possono essere spiegate in particolare come segue: almeno 11 degli autori implicati dal testimone sono morti;c'è più di un testimone riferito a un singolo autore; alcune testimonianze non garantivano un rapporto al pubblico ministero”.

Tra le cifre riportate quella di 49 chierici temporaneamente sospesi da tutto o parte del loro ministero. Ci sono anche misure prudenziali come la sospensione dallo stato clericale, la sospensione definitiva, il divieto di confessare, il divieto di esercitare il ministero con i bambini.

Il documento specifica che dall'aprile 2016 è stato svolto un lavoro ampio e diversificato, a livello nazionale e locale per facilitare la denuncia dei reati di pedofilia come crimine.

Una lotta contro la cultura della segretezza, la tentazione di minimizzare la gravità degli abusi sessuali, l'oblio o il rifiuto di ascoltare le vittime e la tentazione di voler difendere l'istituzione ad ogni costo che sono tutti ostacoli da superare nella Chiesa. E’ solo l'inizio, questa lotta contro la pedofilia deve continuare negli anni a venire con determinazione e umiltà si legge nel rapporto.

“Questo non pone fine al dovere del nostro pastore” ha detto Georges Pontier arcivescovo di Marsiglia e presidente della  Conférence des évêques de France .”Siamo anche i vescovi delle persone maltrattate e sappiamo che sono loro le vittime e che abbiamo percepito solo troppo lentamente la profondità della loro ferita” e per questo i vescovi chiedono aiuto a tutti anche alle vittime: “La tua sofferenza è diventata ancora più profonda poiché gli autori erano tra coloro che ispirano fiducia e sono servitori dell'amore di Dio per tutti. Siamo chiamati insieme per percorrere un cammino che porterà frutti per le vittime e per la vita ecclesiale”.

A Lourdes i vescovi, si stanno interrogando anche sulla opportunità di invitare un gruppo di esperti indipendenti, storici e altri esperti per essre aiutati  a comprendere il perché d questi abusi in Francia.

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