Il cardinale Filoni in Giappone in attesa della visita del Papa

Il cardinale Filoni
Foto: Aci Stampa
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Dal 17 al 25 settembre una settimana intera in Giappone, la prima volta per il cardinale Filoni Prefetto di Propaganda Fide  che ha ricordato che “Iimissionari possono integrare, ma non sostituire” il lavori pastorale in un Chiesa. Fukuoka, Nagasaki, Hiroshima, Osaka, Sendai, e ovviamente Tokio le tappe del viaggio ricco di appuntamenti.

In Giappone vivono  550 mila cattolici su una popolazione di quasi 127 milioni di abitanti; 26 i vescovi, circa1500 i sacerdoti diocesani e religiosi, oltre 5 mila le suore, 26 i diaconi, 127 i seminaristi minori e maggiori e più di 1600 i catechisti.  

Una presenza inferiore a quella del XVI secolo quando arrivarono i primi missionari gesuiti. Persecuzioni feroci e martirii non hanno certo facilitato la via dei cattolici. Certo, “il Vangelo va oltre le culture” ha ricordato Filoni,  “Sono convinto – ha concluso - che, anche i giapponesi di oggi, abbiano sete del messaggio di Gesù, come tutti gli altri popoli del mondo”.

E alla messa a Sendai il porporato ha ripetuto: “Dio vi ama, nonostante le vostre sofferenze, non è indifferente, non si è dimenticato di voi”. Nel pomeriggio Filoni si era recato nei luoghi dove ancora sono visibili gli effetti del disastro che l'11 marzo 2011 provocò la perdita di almeno 18mila vite umane, insieme a danni inestimabili: "Perché esiste il male nel mondo?Come si può spiegare questa realtà che suscita tanta tristezza? Non sempre” ha riconosciuto il porporato “l’uomo ha una spiegazione per tutto e, a volte, il rimanere muti permette di riflettere sul fatto che, davanti al bene e al male, noi non abbiamo risposte adeguate”.

Nel seminaio di Fukuoka il cardinale ha ricordato che L'annuncio del Vangelo “è un atto di grande carità per i fratelli che attendono una luce”. L’incontro è stato un momento importante del programma della visita che il cardinale.

Lunedì il porporato ha incontrato aTokyo i Vescovi giapponesi e nel suo discorso ha messo in luce come “Uno dei maggiori ostacoli alla propagazione della fede in Giappone sembra essere la falsa identificazione tra cristianesimo e cultura europea”, e “forse dovremmo riscoprire la forza dell’evangelizzazione iniziale, aggiornandola con l’esperienza e la conoscenza attuale”. Si è conclusa così la visita pastorale del Cardinal Filoni in Giappone, iniziata lo scorso 17 settembre. Poco prima il cardinale aveva incontrato i religiosi e li aveva messi in guardia da tre pericoli:  “ il «settarismo»  il «proselitismo»  e l’«ideologismo». L’Evangelizzazione, ha detto,  è incontro personale con Cristo, ed avviene per l’annuncio del Vangelo e per contatto, ossia attraverso la testimonianza umile e generosa, che suscita nell’altro l’interesse sul perché tu credi e ti comporti in modo diverso”.

La visita si inserisce in una lunga serie di scambi culturali e religiosi avvenuti negli ultimi anni tra Vaticano e Giappone anche grazie all’impegno della Ambasciata presso la Santa Sede.

Nel 2015 una mostra e un convegno presentarono la vicenda della persecuzione, la proiezione di film sulle vicende delle persecuzioni in Vaticano e la recente beatificazione del “samurai di Cristo” insieme ad altri eventi fanno pensare alla preparazione di un possibile viaggio in Giappone di Papa Francesco che ha sognato fin da giovane di essere missionario nel paese e ricorda spesso la vicenda dei cristiani nascosti: “"Quando dopo questo tempo sono tornati di nuovo altri missionari, hanno trovato tutte le comunità a posto: tutti battezzati, tutti catechizzati, tutti sposati in chiesa, e quelli che erano morti, tutti sepolti cristianamente. Non c’erano preti. E chi aveva fatto tutto questo? I semplici battezzati!”.

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