Il Cardinale Koch in Ungheria. Un anticipo del viaggio di Papa Francesco?

Il presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani è stato nell’abbazia di Pannonhalma, che ha una forte tradizione ecumenica e che compie 1025 anni

Il Cardinale Koch durante la conferenza dell'8 giugno a Pannonhalma
Foto: Magyar Kurir
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Non si sa se Papa Francesco avrà il tempo di visitare anche l’abbazia di Pannonhalma, durante il suo prossimo viaggio in Ungheria. Probabilmente no, perché il Papa starà poche ore in Ungheria, e a Budapest per il Congresso Eucaristico. Di certo, però, la presenza del Cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ha rappresentato un bel ritorno all’attività per l’abbazia benedettina, che quest’anno compie 1025 anni.

Il Cardinale Koch ha tenuto l’8 giugno una conferenza nell’abbazia dalla forte tradizione ecumenica. Ma è stato anche a Budapest, ha discusso i preparativi del Congresso Eucaristico Internazionale che si terrà il prossimo settembre, e che vedrà nell’ultimo giorno anche la presenza di Papa Francesco.

Non è un caso: il Congresso sarà fortemente ecumenico, guarderà alle Chiese orientali, sarà una finestra di unità nelle intenzioni del Cardinale Petr Erdo, arcivescovo di Esztergom-Budapest.

Se il Papa non andrà a Pannonhalma, sarà comunque Pannonhalma ad andare dal Papa, perché i monaci dell’abbazia parteciperanno alla Messa ecumenica celebrata dal Papa in piazza degli Eroi.

Nell’antica abbazia, il Cardinale Koch ha parlato alla conferenza “Dio e il mondo. Ospite alla Mensa della Parola”, durante la quale sono intervenuti anche il Cardinale Erdo, il vescovo Luterano Tamas Fabini, e l’arcivescovo Michael August Blume, nunzio apostolico.

La conferenza si inserisce nell’ampia tradizione di dialogo ecumenico del monastero benedettino, che ha ospitato anche il Papa copto Shenuda III, il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli, il Patriarca di Mosca Alexey II e il metropolita bulgaro Simeone.

La conferenza del Cardinale Koch riguarda il rapporto della cultura cristiana nel mondo sulle prospettive ecumeniche.

Il cardinale ha sottolineato che “dietro le differenze confessionali, c’è probabilmente una visione diversa del rapporto tra trascendenza ed immanenza, e di conseguenza il nesso tra cronologia e storia”. Ma la teologia ecumenica – ha aggiunto il cardinale – “ha il compito di trascendere entrambe le concezioni estreme: è presente nel logos ed è presente in ogni creatura mediante il suo spirito, in quanto si fa altro uomo, ma non si dissolve nel mondo”.

Allo stesso tempo, ha detto il presidente del dicastero ecumenico, il cristiano deve essere “solidale con il mondo”, come suggerisce la definizione di “sale della terra”, mentre la “luce del mondo” indica che dobbiamo essere diversi dal mondo.

Con la conferenza, il Cardinale ha concluso un programma di quattro giorni in Ungheria, dove ha incontrato rappresentanti della Chiesa cattolica e di altre confessioni cristiane, con esponenti dell’università e dello Stato ungherese.

Durante la visita del Cardinale, un comunicato della conferenza episcopale ungherese annuncia che “Papa Francesco arriverà in Ungheria il 12 settembre 2021 per la messa di chiusura del 52° Congresso Eucaristico Internazionale. Prima della partecipazione al Congresso, è previsto un incontro separato con i capi di stato ungheresi, il presidente János Áder, il primo ministro Viktor Orbán, i membri del governo e altri capi di stato di alto rango”.

Un modo di frenare speculazioni su una possibile non volontà del Papa di incontrare il primo ministro ungherese Orban. Tuttavia, il viaggio, che doveva essere annunciato lo scorso 26 maggio, non è ancora ufficiale. Sono dunque da definire con esattezza tutti gli appuntamenti del Santo Padre a Budapest.

Come ancora non è ufficiale il programma per il viaggio in Slovacchia, che dovrebbe avvenire nei tre giorni successivi. Le ultime indiscrezioni parlano di un passaggio del Papa a Bratislava, uno a Kosice per festeggiare i 375 dall’unione di Uzghorod che diede vita alla Chiesa Greco Cattolica Slovacca, e una tappa a Sastin, per il ventennale della città più giovane del Paese.

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