Il Cardinale Parolin: “In Irlanda per annunciare il Vangelo della famiglia”

Il Cardinale Pietro Parolin alla consacrazione della Chiesa Madre di Cassino come Con-Cattedrale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, Cassino 12 agosto 2018
Foto: Giovanni Mancini
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Il viaggio in Irlanda, per annunciare il “Vangelo della famiglia”. Il problema del Nicaragua, che si può risolvere solo con un “serio dialogo nazionale”. E la questione cinese, tutta ancora aperta. Al termine della celebrazione per la consacrazione della Chiesa Madre di Cassino a Concattedrale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, il Cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, si è soffermato brevemente con ACI Stampa su tre temi di interesse internazionale, parte del grande sforzo della diplomazia pontificia.

Lo scorso 10 agosto, ha avuto una telefonata con il vicepresidente statunitense Mike Pence sulla situazione in Nicaragua, su cui la Santa Sede è molto impegnata, anche affiancando i vescovi nel lavoro di mediazione. Di chi è stata l’iniziativa? E su cosa collaborerete?

È stata una iniziativa del vicepresidente che voleva scambiare con la Santa Sede alcune impressioni sulla situazione in Nicaragua e soprattutto insistere sul dialogo, come hanno anche detto nel comunicato stampa che poi la vicepresidenza è diffuso. A noi sembra che i problemi ancora permangano. Nonostante fosse tornata una certa calma, ho visto che in questi giorni ci sono state nuove manifestazioni, ancora morti, tensioni e nuove tensioni. I problemi si possono risolvere solo attraverso un serio dialogo nazionale che coinvolga tutte le parti.

Tra una settimana parte per l’Irlanda, per accompagnare Papa Francesco nel suo viaggio verso l’Incontro Mondiale per le Famiglie. Lo scorso anno, lei definì l’approvazione della legge per il matrimonio omosessuale in Irlanda una sconfitta per l’umanità. Alle luce di tutto questo, quanto è importante questo viaggio?

È importante perché ancora una volta offre l’opportunità al Santo Padre e alla comunità cattolica, quindi alla Chiesa, di annunciare il vangelo della famiglia. Noi non siamo contro nessuno. Però abbiamo un messaggio che riteniamo un messaggio di felicità e di gioia per tutte le persone. Questo messaggio lo proponiamo con molta umiltà, ma anche con molta fermezza e con molta determinazione.

Infine, la questione cinese. Si parlava di un accordo imminente, ora invece sembra tutto fermo, come se fossimo ancora al punto di partenza…

Non siamo al punto di partenza dopo tanto tempo. Ma comunque ancora non siamo alla fine.

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