Il Papa ai Camilliani: "La risposta cristiana sta nella carità"

Il Papa accoglie i partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani)

Udienza ai partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani)
Foto: Vatican Media / ACI Group
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"Qual è la profezia camilliana oggi?". "Animati dalla grazia propria di un Capitolo – se vissuto bene nell’ascolto dello Spirito, dei fratelli e della storia –, vi proponete di trovare strade nuove di evangelizzazione e di prossimità, al fine di realizzare con fedeltà dinamica il vostro carisma, che vi pone al servizio dei malati". Con queste parole il Papa accoglie i partecipanti al Capitolo Generale dell’Ordine dei Ministri degli Infermi (Camilliani).

"Il nostro tempo è segnato da un individualismo e da un’indifferenza che generano solitudini e provocano lo scarto di tante vite. La risposta cristiana non sta nella constatazione rassegnata del presente o nel rimpianto nostalgico del passato, ma nella carità che, animata dalla fiducia nella Providenza, sa amare il proprio tempo e, con umiltà, rende testimonianza al Vangelo", commenta il Papa.

Il Papa ricorda il Fondatore, San Camillo de Lellis, che è "una delle figure di santi che meglio incarnano lo stile del Buon Samaritano, del farsi prossimo al fratello ferito lungo la strada".

Ricordandolo "farete della profezia camilliana, una profezia incarnata, che spinge a farsi carico dei pesi degli altri, delle piaghe e delle inquietudini dei fratelli e delle sorelle più vulnerabili. Ciò richiede apertura docile allo Spirito Santo, che è l’anima di ogni dinamismo apostolico; e richiede una certa dose di audacia, per scoprire e percorrere insieme strade inesplorate o esprimere in forme nuove le potenzialità del carisma e del ministero camilliano", dice il Pontefice.

"Questo vostro stile di vita e di apostolato, dedito specialmente al servizio dei malati e delle persone deboli e anziane, mi pare che coniughi bene due dimensioni essenziali della vita cristiana: da una parte il desiderio di una testimonianza estroversa e concreta verso gli altri, dall’altra l’esigenza di comprendere sé stessi secondo i canoni della piccolezza evangelica. non trascurate di custodire la memoria del primo amore, con il quale Gesù ha conquistato il vostro cuore, per rinnovare sempre dalle radici la vostra scelta di vita consacrata. Tornare sempre alle radici del primo amore, perché lì c’è la nostra identità religiosa: il primo dialogo con Gesù, la chiamata.", commenta ancora, anche a braccio, Papa Francesco.

Il Papa conclude la sua udienza con un incoraggiamento: "Vi incoraggio a collaborare con lo Spirito Santo nel cercare ogni via per vivere il suo carisma di misericordia, valorizzando anche nei modi più opportuni la collaborazione con i laici, in particolare con gli operatori sanitari. Coltivare tra voi e con tutti la spiritualità di comunione vi aiuterà a discernere meglio ciò che il Signore vuole da voi".

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