Il Papa ai coniugi in difficoltà: "La crisi non è una maledizione, fa parte del cammino"

"La crisi ci aiuta a crescere, e quello di cui dobbiamo avere cura è non cadere nel conflitto, perché quando tu cadi nel conflitto chiudi il cuore e non c’è soluzione del conflitto o difficilmente"

Il Papa con una coppia di sposi
Foto: Vatican Media / ACI Group
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"Sono contento che durante questo Anno della Famiglia Amoris laetitia ci sia anche questo incontro, dedicato ai coniugi che vivono una crisi seria nella loro relazione". Papa Francesco accoglie in Vaticano i Membri dell’Associazione “Retrouvaille”. È un servizio esperienziale per coppia in crisi offerto a coppie sposate o conviventi che soffrono gravi problemi di relazione, che sono in procinto di separarsi o già separate o divorziate, che intendono ricostruire la loro relazione d’amore lavorando per salvare il loro matrimonio in crisi, ferito e lacerato.

Retrouvaille è una parola francese che significa “ritrovarsi“. L'associazione vuole essere un segno di speranza per ogni coppia in crisi, un raggio di luce in una società "dove i mass-media propongono come unica alternativa ai problemi di coppia la separazione o il divorzio", si legge sul sito ufficiale.

"La prima parola che vorrei condividere con voi è proprio crisi", dice il Papa. "La crisi ci aiuta a crescere, e quello di cui dobbiamo avere cura è non cadere nel conflitto, perché quando tu cadi nel conflitto chiudi il cuore e non c’è soluzione del conflitto o difficilmente. Invece la crisi ti fa “ballare” un po’, ti fa sentire le cose brutte a volte, ma dalla crisi si può uscire, a patto che si esca migliori. Non si può uscire uguali: o usciamo migliori o peggiori. Questo è importante. E dalla crisi difficilmente si può uscire da soli, dobbiamo uscire sempre tutti in crisi. Questo mi piace. Non avere paura della crisi, avere paura del conflitto!", aggiunge a braccio il Pontefice.

"E io mi ritrovo nella vostra esperienza, che invita a considerare la crisi come opportunità, in questo caso opportunità di fare un salto di qualità nella relazione - sottolinea anche il Pontefice - E qui vorrei subito aggiungere un’altra parola: ferite. Perché le crisi delle persone producono ferite, piaghe nel cuore e nella carne. Ferite è una parola-chiave per voi, fa parte del vocabolario quotidiano di Retrouvaille. Fa parte della vostra storia: infatti, voi siete coppie ferite che siete passate attraverso la crisi e siete guarite; e proprio per questo siete in grado di aiutare altre coppie ferite".

"Oggi c’è tanto bisogno di persone, di coniugi che sappiano testimoniare che la crisi non è una maledizione, fa parte del cammino, e costituisce un’opportunità. E anche noi, preti e vescovi, dobbiamo andare su questa strada, far vedere che la crisi è un’opportunità. Ma per essere credibili bisogn averlo sperimentato. Non può essere un discorso teorico, una “pia esortazione”; non sarebbe credibile. Invece voi portate una testimonianza di vita. Siete stati in crisi, siete stati feriti; grazie a Dio e con l’aiuto dei fratelli e delle sorelle siete guariti; e avete deciso di condividere questa vostra esperienza, di metterla al servizio di altri. Grazie di questo perché è un gesto che fa crescere, fa maturare le altre coppie.", sottolinea Papa Francesco.

"Dopo il binomio crisi-ferite, vorrei condividere un’altra parola, che è chiave nella pastorale familiare: accompagnare - commenta ancora il Papa - Questo riguarda naturalmente i pastori, fa parte del loro ministero; ma coinvolge in prima persona anche i coniugi, come protagonisti di una comunità che accompagna. La vostra esperienza ne dà una testimonianza specifica. Un’esperienza che è nata dal basso, come spesso succede quando lo Spirito Santo suscita nella Chiesa realtà nuove che rispondono a esigenze nuove. Così è stato per Retrouvaille. Di fronte alla realtà di tante coppie in difficoltà o già divise, la risposta è prima di tutto accompagnare".

"Accompagnare vuol dire perdere tempo per stare vicino alle situazioni di crisi. spesso ci vuole molto tempo, ci vuole pazienza, rispetto, disponibilità... Tutto questo è accompagnare. E voi lo sapete bene", conclude infine il Papa.

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