Il Papa ai Gendarmi, avete il compito di promuovere l'onestà

Il Papa celebra la Messa per la Gendarmeria vaticana
Foto: CTV
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Tre profili umani, tre caratteristiche dell’ animo umano: lo sfruttatore, il truffatore e l’uomo fedele.

Di questo ha parlato il Papa, traendo spunto dalle letture della liturgia domenicale, agli uomini della Gendarmeria vaticano con le loro famiglie che celebrano i 200 anni di vita.

Nella basilica vaticana, invece che alla Grotta di Lourdes nei g Giardini a causa della pioggia, la messa si è svolta con la serenità di un incontro di famiglia.

Lo sfruttatore come lo descrive il profeta Amos, “una persona presa da una forma maniacale di guadagno, fino al punto di provare fastidio e insofferenza verso i giorni liturgici di riposo, perché spezzano il ritmo frenetico del commercio” è per il Papa “un tipo umano che si ritrova in ogni epoca, anche oggi”.

Poi il il truffatore “l’uomo che non ha fedeltà” il protagonista de Vangelo di Luca, che è arrivato al punto di truffare, di rubare al suo padrone “a poco a poco. Magari elargendo un giorno una mancia qui, l’altro giorno una tangente là, e così a poco a poco si arriva alla corruzione” e che il padrone elogia per la sua furbizia. “Una furbizia tutta mondana e fortemente peccatrice. Esiste invece una furbizia cristiana, di fare le cose con scaltrezza, ma non con lo spirito del mondo, onestamente. E’ quello che dice Gesù quando invita ad essere astuti come i serpenti e semplici come le colombe: mettere insieme queste due dimensioni è una grazia dello Spirito Santo, una grazia che dobbiamo chiedere”.

Infine l’uomo fedele, quello descritto da San Paolo, “colui che segue Gesù”  e “un uomo di preghiera, nel duplice senso che prega per gli altri e confida nella preghiera degli altri per lui”.

Ecco allora il compito per i cristiani e un po’ più specificatamente per i Gendarmi: “Si tratta di evitare che si facciano le cose brutte come lo sfruttatore e il truffatore, e di difendere e promuovere l’onestà”.

La celebrazione dei 200 della nascita della Gendarmeria prosegue nel pomeriggio con una cerimonia ufficiale nell’ Aula Paolo VI alla presenza del Segretario di Stato.

La  Gendarmeria è inserita come primo Corpo nella Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, e al suo interno coordina l’attività e cura il profilo amministrativo del Corpo dei Vigili del fuoco. I compiti del Corpo sono quelli di assicurare l’incolumità del Papa e la difesa del territorio.

Come ricorda l’ Osservatore Romano, fu  “Pio vii a costituire, con motuproprio del 14 luglio 1816, una “forza esecutrice” per il servizio di polizia nello Stato, costituita da 2280 uomini e successivamente denominata Corpo dei carabinieri pontifici, il cui regolamento fu emanato il 22 ottobre dello stesso anno. Riorganizzati nel 1838, i carabinieri furono sostituiti, con decreto di Pio ix del 15 febbraio 1850, dopo la caduta della seconda Repubblica romana dai Veliti pontifici — in totale, 1648 uomini e 525 cavalli — e a sua volta questo Corpo, con decreto del 15 luglio 1851, assunse la denominazione di Gendarmeria pontificia, «adottata generalmente per tale arma presso tutti gli altri Stati».

Nell’ultimo ventennio dello Stato pontificio i gendarmi parteciparono validamente a molte operazioni di polizia e di difesa del territorio, in particolare nelle Marche, presso Viterbo e nelle province meridionali di Frosinone e Velletri, dove contrastarono il brigantaggio. Il Corpo si prodigò anche durante l’epidemia di colera che nel 1867 infierì soprattutto ad Albano, dove la cittadinanza abbandonava le case dandosi alla fuga, mentre i gendarmi, collaborando con il clero, sorvegliarono proprietà e abitazioni, mantenendo l’ordine.

Nel 1870, dopo la presa di Roma, la Gendarmeria venne ridotta a cento effettivi, che formarono la Tenenza dei Sacri palazzi apostolici. In seguito da Leone xiii i gendarmi ebbero uno stendardo di velluto scuro come la loro uniforme, con lo stemma del Pontefice regnante ricamato in seta e oro, e sull’asta una sfera aurea sormontata da una statuina dell’arcangelo san Michele, patrono del Corpo. Dopo i patti del Laterano e la costituzione dello Stato della Città del Vaticano, a norma della legge fondamentale del 7 giugno 1929, la Gendarmeria venne posta alle dipendenze del Governatorato e fu potenziata per far fronte alle esigenze di un territorio più ampio, comprendente le zone extraterritoriali.

Nel centenario della fine del potere temporale, il 14 settembre 1970 Paolo vi dispose lo scioglimento dei Corpi armati pontifici, eccettuata la Guardia svizzera. Il successore dell’apostolo Pietro deve manifestare «con chiarezza il carattere religioso della sua missione, sempre più ispirata a una linea di schietta semplicità evangelica» sottolineava il Pontefice. Per questo — aggiungeva — «comprendiamo bene come, fra l’altro, i nostri pur tanto benemeriti Corpi militari tuttora esistenti al servizio della Santa Sede non corrispondano più alle necessità per le quali essi erano stati istituiti».

Al posto della Gendarmeria il 15 dicembre 1970 venne così istituito un Ufficio centrale di vigilanza. Un ventennio più tardi, sotto il pontificato di Giovanni Paolo ii, con legge del 25 marzo 1991 l’ufficio fu denominato Corpo di vigilanza dello Stato della Città del Vaticano e quindi, con legge del 2 gennaio 2002, Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. Sul piano internazionale, invece, va ricordato che nel 2008 lo Stato vaticano ha aderito a Interpol, l’Organizzazione internazionale di polizia criminale”.

Oltre agli addestramenti i gendarmi partecipano a riunioni di carattere spirituale, per esprimere in modo più formato l’adesione alla Chiesa e al Papa. A ricordo dell’anniversario il Governatorato ha disposto una emissione numismatica di una moneta commemorativa da due euro e una emissione filatelica di una serie di francobolli che raffigurano i gendarmi nelle uniformi antiche e moderne.

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