Il Papa ai ministranti: “I giovani hanno bisogno di amici che danno il buon esempio”

Il Papa con i 60.000 ministranti a San Pietro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Sono più di 60.000 i chierichetti che partecipano alXII Pellegrinaggio internazionale dei ministranti” che si è aperto domenica a Roma per concludersi il 3 agosto, con al centro l’udienza del Papa in programma oggi in piazza San Pietro. 

Sono ragazzi provenienti principalmente dalla Germania e da altri 18 Paesi, maschi e femmine dai 13 ai 23 anni. A riunirli il motto tratto dal Salmo 34: “Cerca la pace e perseguila”. Papa Francesco li accoglie in una calda ma gioiosa Piazza San Pietro, risponde ad alcune domande e pronuncia un’omelia legata alla Liturgia della Parola odierna e alla recita dei Vespri.

Durante l’udienza anche testimonianze, canti e balli e a Francesco vengono donate da tre ministranti provenienti da Ucraina, USA e Germania, le insegne del pellegrinaggio, tra cui il tipico foulard della CIM, la Coetus Internationalis Ministrantium.

I ragazzi sono accompagnati dal Vescovo di Zrenjanin (Serbia), Monsignor Ladislav Nemet, Presidente del CIM.

Francesco risponde a cinque domande. Sono in tante lingue: francese, inglese, ungherese, portoghese e tedesco. I giovani chierichetti chiedono al Papa come si possa essere costruttori di pace anche fuori dalle mura della Chiesa, come si possano invitare gli altri coetanei a partecipare alle Messe come ministranti e quali siano il modo e la strada migliore per diventare santi.

L’impegno concreto per la pace è la prova del fatto che siamo veramente discepoli di Gesù – risponde Francesco ad una delle domande in italiano - la ricerca della pace comincia dalle piccole cose. Per esempio, a casa, dopo un litigio tra fratelli, mi chiudo in me stesso, facendo l’offeso, o provo a fare un passo verso l’altro? Sono pronto a domandarmi in ogni situazione: ‘Che cosa farebbe Gesù al mio posto’ ?

Per il Papa “non c’è bisogno di tante parole, sono più importanti i fatti, la vicinanza, il servizio”. “I giovani – sottolinea ancora il Papa rispondendo alle domande - hanno bisogno di amici che danno un buon esempio, che fanno senza pretendere, senza aspettarsi qualcosa in cambio. E in questo modo voi fate sentire anche com’è bella la comunità dei credenti perché il Signore abita in mezzo a loro, com’è bello far parte della famiglia della Chiesa”.

E alla domanda sulla santità Papa Francesco commenta: “Il Signore Gesù ci ha dato un programma semplice per camminare sulla via verso la santità: il comandamento dell’amore di Dio e del prossimo. Cerchiamo di essere ben radicati nell’amicizia con Dio, grati per il suo amore e desiderosi di servire Lui in tutto, e così non possiamo fare altro che condividere il dono del suo amore con gli altri”. Una particolare attenzione del Papa va alle opere di misericordie, opere impegnative ma "alla portata di tutti".

Nell’omelia il Papa ricorda ai ministranti alcuni criteri elencati da San Paolo nelle letture appena ascoltate: ”Fate tutto per la gloria di Dio”, “sforzarsi di piacere a tutti in tutto perché giungano alla salvezza”, “fatevi i miei imitatori, come io lo sono di Cristo”. Per Papa Francesco “servire la gloria di Dio in ogni cosa che facciamo è il criterio decisivo per il nostro agire, la sintesi massima di ciò che significa vivere l’amicizia con Gesù”. Il Papa aggiunge  a braccio: “Sulla via della santità non c’e’ posto per i giovani pigri”. 

Per i ragazzi che partecipano è stata creata anche l’App “Go Rome” per seguire in diretta gli appuntamenti del Pellegrinaggio e condividere idee, impressioni, domande anche da rivolgere al Santo Padre, in vista del Sinodo di ottobre.

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