Il Papa all’Udienza Generale: l’appello per il Sud Sudan e l’attesa di “cieli nuovi”

Papa Francesco, Udienza
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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Torna in Piazza San Pietro l’Udienza Generale di Papa Francesco. Nella speranza ci riconosciamo “tutti salvati”. E’ questo il tema di oggi, perché il cristiano “non vive fuori dal mondo, sa riconoscere nella propria vita e in ciò che lo circonda i segni del male, dell’egoismo”. È solidale con chi soffre, però nello stesso tempo, ha imparato a leggere tutto questo “con gli occhi della Pasqua, con gli occhi del Cristo Risorto”. Perché cieli nuovi e terre nuove ci aspettano. E legato a questo tema è l’appello di Papa Francesco per la grave situazione in Sud Sudan.

“Destano particolare apprensione – dice il Papa -  le dolorose notizie che giungono dal martoriato Sud Sudan, dove ad un conflitto fratricida si unisce una grave crisi alimentare che colpisce la regione del Corno d'Africa e che condanna alla morte per fame milioni di persone, tra cui molti bambini". "In questo momento - continua Papa Francesco - è più che mai necessario l’impegno di tutti a non fermarsi solo a dichiarazioni, ma a rendere concreti gli aiuti alimentari e a permettere che possano giungere alle popolazioni sofferenti. Il Signore sostenga questi nostri fratelli e quanti operano per aiutarli”.

Nel Corno d'Africa sono infatti diciassette milioni le persone che rischiano di morire di stenti e di fame. Lo stato di carestia è stato dichiarato in conseguenza della lunga e sanguinosa guerra civile in atto dal 2013 e della crisi economica che ha devastato il più giovani paese al mondo.

E a questa richiesta di pace del Pontefice, si lega il filo con la catechesi di oggi. Francesco parte dalla Lettera ai Romani di San Paolo, dove l’apostolo ci ricorda che “la creazione è un dono meraviglioso che Dio ha posto nelle nostre mani, perché possiamo entrare in relazione con Lui e possiamo riconoscervi l’impronta del suo disegno d’amore, alla cui realizzazione siamo chiamati tutti a collaborare, giorno dopo giorno”.

Ma è l’egoismo dell’uomo ad aver rovinato la “comunione con Dio”. “Pensiamo all’acqua -  dice il Papa - ci aiuta in tutto, ma per sfruttare i minerali, come si contamina l’acqua!”.

“Quando rompe la comunione con Dio – afferma Francesco - l’uomo perde la propria bellezza originaria e finisce per sfigurare attorno a sé ogni cosa; e dove tutto prima rimandava al Padre Creatore e al suo amore infinito, adesso porta il segno triste e desolato dell’orgoglio e della voracità umani”.

Ma il Papa ci tiene a ribadire che nonostante questo, il Signore non ci lascia soli: “Ci offre una prospettiva nuova di liberazione, di salvezza universale. È quello che Paolo mette in evidenza con gioia, invitandoci a prestare ascolto ai gemiti dell’intero creato”.

Questi gemiti non sono un lamento sterile, sconsolato, ma come precisa il Papa, riprendendo San Paolo “sono i gemiti di una partoriente, sono i gemiti di chi soffre, ma sa che sta per venire alla luce una vita nuova”.

E’ qui il cuore della catechesi: “Noi – afferma Papa Francesco - siamo ancora alle prese con le conseguenze del nostro peccato e tutto, attorno a noi, porta ancora il segno delle nostre fatiche, delle nostre mancanze, delle nostre chiusure. Nello stesso tempo, però, sappiamo di essere stati salvati dal Signore e già ci è dato di contemplare e di pregustare in noi e in ciò che ci circonda i segni della Risurrezione, della Pasqua, che opera una nuova creazione”.

Perché stiamo vivendo “il tempo dell’attesa, il tempo di un anelito che va oltre il presente, il tempo del compimento”.

Conclude infine Francesco la sua catechesi: “Quante volte anche noi cristiani siamo tentati dalla delusione, dal pessimismo... A volte ci lasciamo andare al lamento inutile, oppure rimaniamo senza parole e non sappiamo nemmeno che cosa chiedere, che cosa sperare... Ancora una volta però ci viene in aiuto lo Spirito Santo, respiro della nostra speranza, il quale mantiene vivi il gemito e l’attesa del nostro cuore. Lo Spirito vede per noi oltre le apparenze negative del presente e ci rivela già ora i cieli nuovi e la terra nuova che il Signore sta preparando per l’umanità”.

Durante i saluti inoltre non è mancato un pensiero al Sindaco di Farindola, presente all’udienza. Ricordiamo l’hotel colpito un mese fa dalla valanga che lo ha distrutto, causando numerose vittime. E alla celebrazione di oggi, la festa della Cattedra di San Pietro Apostolo, giorno di speciale comunione dei credenti con il Successore di San Pietro e con la Santa Sede.

Nel corso dell'Udienza anche un piccolo spettacolo del circo. Gli artisti del Rony Rolley Circus hanno cantato e ballato per Papa Francesco sul sagrato della Basilica di San Pietro. " Loro fanno la bellezza - esclama a braccio Francesco - e la bellezza è la strada che porta a Dio. Continuate a fare bellezza!".

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