Il Papa: “Dare il meglio di sé nello sport è anche una chiamata alla santità”

Alcuni atleti si esibiscono davanti a Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Lo sport come strumento di incontro, di formazione, di missione e santificazione. E’ questo il tema centrale del nuovo documento del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita “Dare il meglio di sé” sulla prospettiva cristiana dello sport e delle persona umana, pubblicato oggi e presentato presso la Sala Stampa della Santa Sede dal Prefetto Kevin Farrell.

Lo sport è luogo di incontro, veicolo di formazione e mezzo di missione e santificazione, come sottolineato nel Messaggio inviato da Papa Francesco per accompagnare la pubblicazione del documento.

“Lo sport è un luogo di incontro dove persone di ogni livello e condizione sociale si uniscono per ottenere un risultato comune – commenta Papa Francesco - in una cultura dominata dall’individualismo e dallo scarto delle giovani generazioni e di quella degli anziani, lo sport è un ambito privilegiato intorno al quale le persone si incontrano senza distinzioni di razza, sesso, religione o ideologia e dove possiamo sperimentare la gioia di competere per raggiungere una meta insieme, partecipando a una squadra in cui il successo o la sconfitta si condivide e si supera; La necessità dell’altro comprende non solo i compagni di squadra ma anche i dirigenti, l’allenatore, i sostenitori, la famiglia, insomma tutte quelle persone che con impegno e dedizione rendono possibile di arrivare a dare il meglio di sé”.

Per Francesco lo sport è anche “veicolo di formazione”: “è necessaria la partecipazione di tutti gli sportivi, di qualsiasi età e livello, perché quanti fanno parte del mondo dello sport siano un esempio di virtù come la generosità, l’umiltà, il sacrificio, la costanza e l’allegria. Allo stesso modo, dovrebbero dare il loro contributo per ciò che riguarda lo spirito di gruppo, il rispetto, un sano agonismo e la solidarietà con gli altri”.

Infine lo sport è anche mezzo di missione e santificazione: “È importante portare – dice il Pontefice - comunicare questa gioia trasmessa dallo sport, che non è altro che scoprire le potenzialità della persona, che ci chiamano a svelare la bellezza del creato e dell’essere umano stesso in quanto fatto a immagine e somiglianza di Dio. Lo sport può aprire la strada verso Cristo in quei luoghi o ambienti dove per vari motivi non è possibile annunciarlo in maniera diretta; e le persone, con la loro testimonianza di gioia, praticando lo sport in forma comunitaria possono essere messaggere della Buona Notizia.Dare il meglio di sé nello sport è anche una chiamata ad aspirare alla santità”.

L’obiettivo del documento vuole essere principalmente quello di dimostrare che “la Chiesa è vicina al mondo dello sport perché desidera contribuire alla costruzione e allo sviluppo di uno sport autentico e orientato alla promozione umana”.

Il documento si divide in 5 capitoli: le motivazioni e le finalità del documento, il fenomeno dello sport, lo sport che apre alla ricerca sul significato ultimo della vita, le sfide dello sport alla luce del Vangelo e infine il ruolo chiave della Chiesa nello sport.

Nel documento si rintracciano anche quattro sfide per lo sport del nostro tempo che la Chiesa ritiene particolarmente serie e che questo documento cerca di orientare: lo svilimento del corpo, il doping, la corruzione e il mondo dei tifosi. E’ soprattutto la corruzione che può portare lo sport alla rovina.

Il documento, il primo a parlare interamente di sport, ci tiene a sottolineare che in vari paesi le Conferenze Episcopali nazionali collaborano strettamente con le associazioni sportive nazionali e internazionali per la promozione delle attività. Perché “lo sport è un ambito nel quale poter vivere concretamente l’invito a essere una Chiesa in uscita, senza muri o confini, ma con piazze e ospedali da campo”.

Il Documento che presentiamo – commenta il Prefetto Kevin Farrell intervenuto presso la Sala Stampa Vaticana per la presentazione - non ha la pretesa di rispondere a tutte le domande e alle sfide che oggi pone il mondo dello sport, ma intende raccontare il rapporto tra lo sport e l’esperienza di fede e offrire una visione cristiana della pratica sportiva. anche nell’ambito della fede, siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi per arrivare alla santità, che, come il Papa ha evidenziato nella Gaudete et exsultate, è una chiamata universale, rivolta a tutti, anche agli sportivi”.

Conclude infine il Prefetto: “Non è un testo per studiosi o ricercatori, ma è una riflessione sullo stato dello sport oggi a cui si affiancano indicazioni e suggerimenti che indubbiamente potranno risultare utili non solo alle Conferenze episcopali e alle diocesi per sviluppare una pastorale dello sport, ma anche ai club amatoriali, alle associazioni dilettantistiche e ai singoli atleti per riflettere sulla vita cristiana e sul modo di praticare lo sport”.

 

 

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