Il Papa e i sindaci per una "ecologia umana" del creato

Il Papa parla ai sindaci che partecipano al seminario"Moderna Schiavitù e Cambiamento Climatico", Aula Nuova del Sinodo, 21 luglio 2015
Foto: Daniel Ibañez/CNA
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Un vero happening per i sindaci di tutto il mondo che hanno raccontato le loro storie cittadine con un tono epico a volte o più concreto in altri casi.

“Schiavitù moderna e cambiamenti climatici: l'impegno delle città” è stato il tema del laboratorio di due giorni al quale ha partecipato il Papa.

Sindaci che si sono posti in ascolto anche se parecchi di loro sembravano più che altro voler approfittare della grande presenza dei media di ogni part del mondo per presentare i loro risultati politici e i loro programmi.

Bellissime invece le testimonianze di Karla e Anna Laura, vittime dello sfruttamento sessuale, recuperate alla vita e oggi in prima linea per evitare che altre donne siano vittime.

Molti sindaci latinoamericani hanno insistito sulla necessita di dare più potere ai popoli, ma altri sindaci del nord Europa hanno sinteticamente dimostrato come sia la forza della legalità che può fare davvero la differenza.

E in questo senso la chiave di tutto è l’educazione che si può fare solo attraverso le scuole.

La chiave delle educazione è quella che per secoli ha animato i missionari cristiani e cattolici che hanno costruito scuole ed ospedali, hanno strutturato progetti di micro sviluppo che hanno spesso cambiato il volto di una nazione.

“La cura dell’ ambiente è una ecologia umana è quello che volevo scrivere nella Luadato sì” ha detto il Papa nel suo saluto in spagnolo.

Nessun testo come sempre, per spiegare che la Laudato sì non è una enciclica verde ma una enciclica sociale. Una cura del “creato” dice il Papa usando la parola italiana.

Quando l’ambiente non è curato si vede dalla crescita smisurata delle città, spiega il Papa, e parla delle villas miserias parte del fenomeno migratorio, la gente va nelle grandi città perché non ha altra scelta. Il Papa ricorda i temi della Laudato sì, ripropone il tema della disoccupazione giovanile in Europa, con i drammi che ne nascono.

Il Papa ha anche riproposto una riflessione di Romano Guardini:" Egli parla di due forme di ignoranza: l'ignoranza che Dio ci ha dato perchè noi la trasformiamo in  cultura e ci ha dato il mandato di curare e crescere e dominare la terra; e il secondo l'ignoranza, quando l'uomo non rispetta il rapporto con la terra, non la cura."  

Il Papa Pparla dei problemi creati per la salute dall’inquinamento, della deforestazione, della desertificazione e di quando incidono sulla migrazione il rischio è quello del lavoro nero, senza contratto, una vera schiavitù, come ad esempio nel lavoro delle miniere.

Anche le Nazioni Unite dovrebbero prendersi cura di questo fenomeno, dice augurandosi che l’incontro di Parigi possa essere significativo. "Vorrei dire a questo proposito è necessario fare un appello alle Nazioni Unite- ha detto il Papa- Ho grande speranza nel vertice di Parigi di novembre, che venga raggiunto un qualche accordo fondamentale e di base. Sono molto fiducioso, ma comunque, le Nazioni Unite devono essere preoccupate per questo fenomeno molto grave, soprattutto il traffico di esseri umani causato anche da questo fenomeno ambientale, e lo sfruttamento delle persone."

E il lavoro dei sindaci è quello di rendere consapevoli e responsabili tutti, soprattutto le periferie che devono prendere coscienza del problema della distruzione del creato perché non abbiamo una ecologia umana, conclude Francesco. Un lungo applauso poi la firma della dichiarazione comune. E la prima firma è stata quella del Papa.

 

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