Il Papa: "Gesù non vuole esteriorità, vuole una fede che arrivi al cuore"

L'Angelus di oggi di Papa Francesco

Papa Francesco, Angelus
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Nell'Angelus odierno in Piazza San Pietro, Papa Francesco prende subito spunto dalla Liturgia di oggi e raccomanda di non lasciarsi andare alle lamentele perchè "non è cristiano", ma di avere una fede che arrivi al cuore. Al termine della recita dell'Angelus un forte appello per la pace in Afghanistan.

"Il Vangelo della Liturgia di oggi mostra alcuni scribi e farisei stupit dall’atteggiamento di Gesù. Sono scandalizzati perché i suoi discepoli prendono cibo senza compiere prima le tradizionali abluzioni rituali - dice il Papa - Anche noi potremmo chiederci: perché Gesù e i suoi discepoli trascurano queste tradizioni? In fondo non sono cose cattive, ma buone abitudini rituali, semplici lavaggi prima di prendere cibo".

Perché Gesù non ci bada? "Perché per Lui è importante riportare la fede al suo centro", commenta il Papa prima di recitare la preghiera mariana come ogni domenica.

"È il rischio di una religiosità dell’apparenza: apparire per bene fuori, trascurando di purificare il cuore. C’è sempre la tentazione di sistemare Dio con qualche devozione esteriore, ma Gesù non si accontenta di questo culto. Non vuole esteriorità, vuole una fede che arrivi al cuore", commenta il Pontefice.

"Infatti, subito dopo, richiama la folla per dire una grande verità: Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Invece, è dal di dentro, dal cuore che nascono le cose cattive. Queste parole sono rivoluzionarie, perché nella mentalità di allora si pensava che certi cibi o contatti esterni rendessero impuri. Gesù ribalta la prospettiva: non fa male quello che viene da fuori, ma quello che nasce da dentro", spiega Papa Francesco.

Francesco poi parla delle lamentele: "Non si può essere veramente religiosi nella lamentela: rabbia, risentimento e tristezza chiudono le porte a Dio".

"Domandiamo nella preghiera la grazia di non sprecare tempo a inquinare il mondo di lamentele, perché questo non è cristiano", questo l'invito di Papa Francesco oggi.

"Qual è la strada per la santità, il primo passo è accusare se stesso, quanti di noi durante la settimana sono capaci di accusare noi stessi ? E' la saggezza, imparare ad accusare se stessi, vi farà bene, a tutti farà bene", dice il Papa a braccio.

Subito dopo la preghiera dell'Angelus il Papa passa ai consueti appelli e saluti.

Il primo pensiero è per l'Afghanistan: "Seguo con grande proeccupazione la situazione in Afghanistan e partecipo alla sofferenza di quanti piangono per le persone che hanno perso la vita negli attacchi suicidi avvenuti giovedì scorso e di coloro che cercano aiuto e protezione. Affido alla misericordia di Dio i defunti, ringrazio chi si sta adoperando per aiutare quella popolazione cosi provata, in particolare donne e bambni. Chiedo a tutti di continuare ad assistere i bisognosi".

Il Papa auspica "dialogo e solidarietà, convivenza pacifica e fraterna e una speranza per il futuro del paese".

Poi un forte appello a tutti i cristiani: "In momenti storici come questo non possiamo rimanere indifferenti, la storia della Chiesa ce lo insegna, come cristiani questa situazione ci impegna per questo rivolgo un appello a tutti ad intensificare la preghiera e a praticare il digiuno, questo è il momento di farlo, sto parlando sul serio, intensificare la preghiera e il digiuno, chiedendo al Signore misericordia e perdono".

Poi il Papa pensa al Venezuela colpita da inondazioni e frane. "Sono vicino a quanti soffrono per questa calamità", dice il Pontefice.

Tra i saluti anche quello al Movimento Laudato Sì: "Il grido della Terra e dei poveri stanno diventando sempre più grave", commenta Papa Francesco.

 

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