Il Papa: "Il Padre si prende cura di noi, grande è il nostro valore ai suoi occhi"

L'Angelus di oggi di Papa Francesco

Papa, Angelus
Foto: Vatican Media / ACI group
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Nell'Angelus di oggi, dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco commenta il Vangelo di questa domenica, il discorso che Gesù rivolge ai suoi discepoli invitandoli a non avere paura, ad essere forti e "fiduciosi di fronte alle sfide della vita, preavvisandoli delle avversità che li attendono".

"Il brano odierno fa parte del discorso missionario, con cui il Maestro prepara gli Apostoli alla prima esperienza di annuncio del Regno di Dio. Egli li esorta con insistenza a non avere paura, la paura è uno dei nemici più brutti della vita nostra cristiani e descrive tre situazioni concrete che essi si troveranno ad affrontare", spiega subito il Papa.

La prima difficoltà, secondo Francesco , è "l’ostilità di quanti vorrebbero zittire la Parola di Dio, edulcorandola o mettendo a tacere chi la annuncia. In questo caso, Gesù incoraggia gli Apostoli a diffondere il messaggio di salvezza che Egli ha loro affidato".

La seconda difficoltà che i missionari di Cristo incontreranno è "la minaccia fisica contro di loro, cioè la persecuzione diretta contro le loro persone, fino all’uccisione. Questa profezia di Gesù si è realizzata in ogni tempo: è una realtà dolorosa, ma attesta la fedeltà dei testimoni. Quanti cristiani sono perseguitati anche oggi in tutto il mondo!". "Possiamo dire con sicurezza che sono più ora dei primi tempi", aggiunge a braccio il Papa.

Poi il Papa passa alla terza ostilità: "Il terzo tipo di prova che gli Apostoli si troveranno a fronteggiare, Gesù la indica nella sensazione, che alcuni potranno sperimentare, che Dio stesso li abbia abbandonati, restando distante e silenzioso. Anche qui esorta a non avere paura, perché, pur attraversando queste e altre insidie, la vita dei discepoli è saldamente nelle mani di Dio, che ci ama e ci custodisce".

"Anche Gesù ha sofferto questa prova nell'orto degli ulivi e sulla croce. A volte si sente questa aridità spirituale", aggiunge a braccio Papa Francesco.

"Il Padre si prende cura di noi, perché grande è il nostro valore ai suoi occhi", conclude Francesco.

Dopo la preghiera mariana dell'Angelus il Papa passa ai consueti saluti e appelli. Il primo riguarda la Giornata Mondiale del Rifugiato che è stata celebrata il 20 giugno: "Ieri le Nazioni Unite hanno celebrato la Giornata Mondiale del Rifugiato. La crisi provocata dal coronavirus ha messo in luce l’esigenza di assicurare la necessaria protezione anche alle persone rifugiate, per garantire la loro dignità e sicurezza. Vi invito ad unirvi alla mia preghiera per un rinnovato ed efficace impegno di tutti a favore della effettiva protezione di ogni essere umano, in particolare di quanti sono stati costretti a fuggire per situazioni di grave pericolo per loro o per le loro famiglie".

Infine un apppello alla cura dell'ambiente: "Un altro aspetto su cui la pandemia ci ha fatto riflettere è il rapporto uomo-ambiente. La chiusura ha ridotto l’inquinamento e ha fatto riscoprire la bellezza di tanti luoghi liberi dal traffico e dai rumori. Ora, con la ripresa delle attività, tutti dovremmo essere più responsabili della cura della casa comune. Apprezzo le molteplici iniziative che, in ogni parte del mondo, nascono dal basso e vanno in questo senso. Ad esempio, a Roma oggi ce n’è una dedicata al fiume Tevere. Ma ce ne sono tante! Possano favorire una cittadinanza sempre più consapevole di questo bene comune essenziale".

"Oggi nella mia patria e in altri posti si celebra la giornata al Padre, ai papà. Assicuro la mia vicinanza e preghiera tutti i papà. Fare i papà non è un  mestiere facile. Ricordo in maniera speciale i nostri padri che continuano a proteggerci dal cielo", conclude il Papa.

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