Il Papa: la comunità internazionale metta fine a violenze e soprusi

Il Papa recita la preghiera dell' Angelus
Foto: CTV
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Nel cuore del Papa ci sono i cristiani e i martiri delle fughe dalla persecuzione. Martiri come il Beato il Vescovo siro-cattolico Flaviano Michele Melki che “nel contesto di una tremenda persecuzione contro i cristiani, egli fu difensore instancabile dei diritti del suo popolo, esortando tutti a rimanere saldi nella fede.” Ma anche oggi i cristiani sono perseguitati  in Medio Oriente, ci sono più martiri di quelli dei primi secoli, e la beatificazione di questo Vescovo deve dare consolazione, ma deve essere “di stimolo ai legislatori e ai governanti perché ovunque sia assicurata la libertà religiosa; e alla comunità internazionale chiedo di fare qualcosa perché si ponga fine alle violenze e ai soprusi.” 

Gente che fugge e che muore fuggendo: “numerosi migranti hanno perso la vita nei loro terribili viaggi. Per tutti questi fratelli e sorelle, prego e invito a pregare. In particolare- ha detto il Papa-  mi unisco al Cardinale Schönborn, che oggi è qui presente, e a tutta la Chiesa in Austria nella preghiera per le settantuno vittime, tra cui quattro bambini, trovate in un camion sull’autostrada Budapest-Vienna. Affidiamo ciascuna di esse alla misericordia di Dio; e a Lui chiediamo di aiutarci a cooperare con efficacia per impedire questi crimini, che offendono l’intera famiglia umana. Preghiamo in sielnzio per tutti i migranti che soffrono e per quelli che hanno perso la vita".

Nella catechesi sulle letture del giorno il Papa  ha detto che “Gesù vuole mettere in guardia anche noi, oggi, dal ritenere che l’osservanza esteriore della legge sia sufficiente per essere dei buoni cristiani. Come allora per i farisei, esiste anche per noi il pericolo di considerarci a posto o migliori degli altri per il solo fatto di osservare delle regole, delle usanze, anche se non amiamo il prossimo, siamo duri di cuore e orgogliosi. L’osservanza letterale dei precetti è qualcosa di sterile se non cambia il cuore e non si traduce in atteggiamenti concreti: aprirsi all’incontro con Dio e alla sua Parola, ricercare la giustizia e la pace, soccorrere i poveri, i deboli, gli oppressi.” Il Papa ricorda il rischio della doppiezza di chi vive una contro testimoniaza, coloro che vanno in chiesa ogni giorno ma pi hanno il cuore duro e non cenvertito e parlano male degli altri, si comportano male in famiglia. E qundi "domandiamoci dove è il notro cuore".

Una riflessione anche sulla purezza del cuore: “non sono le cose esteriori che ci fanno santi o non santi, ma è il cuore che esprime le nostre intenzioni, le nostre scelte e il desiderio di fare tutto per amore di Dio. Gli atteggiamenti esteriori sono la conseguenza di quanto abbiamo deciso nel cuore." Perchè è la conversione del cuore che porta la vera misericordia. "Pertanto- ha detto il Papa- è il cuore che dev’essere purificato e convertirsi. Senza un cuore purificato, non si possono avere mani veramente pulite e labbra che pronunciano parole sincere di amore, di misericordia, di perdono.”

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