Il Papa: “La pandemia non sia un alibi per omissioni di giustizia e sicurezza sul lavoro”

Incontrando l’Associazione Italiana dei Chimici del Cuoio, Papa Francesco fa sentire ancora una volta la vicinanza della Chiesa ai lavoratori, chiede soluzioni creative per superare la crisi, invita a considerare l’impatto ambientale

Papa Francesco in una passata udienza in Sala Clementina
Foto: Vatican Media / ACI Stampa
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La pandemia “non può essere un alibi per omissioni nella giustizia e nella sicurezza” sul lavoro, ma piuttosto “la crisi può essere affrontata come una opportunità per crescere insieme nella solidarietà e nella qualità del lavoro”. Papa Francesco incontra l’Associazione Italiana dei Chimici del Cuoio, e coglie l’occasione per ribadire la particolare attenzione della Chiesa nei confronti del mondo del lavoro. Ma è anche l’occasione di sottolineare l’importanza di ben gestire le sostanze chimiche, tenendo conto dell’impatto ambientale.

La Sezione Italiana della Società Internazionale dei Chimici del Cuoio, con 470 soci, nasce nel 1904, e ha, tra i suoi obiettivi, quello di promuovere la cultura scientifica del mondo della pelle, creare contatti tra addetti del mondo della concia e supportare attivamente la formazione scolastica con borse di studio nei principali distretti conciari italiani. In Italia sono quattro i distretti in cui si lavorano le pelli: veneto, toscano, campano e lombardo - piemontese.

Incontrandone i rappresentanti, il Papa sottolinea il “contributo originale e caratteristico” dato dai chimici del cuoio, per una professione che “applica le conoscenze scientifiche e tecniche a un’attività artigianale che ha un’antica tradizione, sia in Italia sia in altri Paesi, tra cui anche il mio, l’Argentina”. Tradizione che Papa Francesco conosce bene, perché, racconta, “da giovane ho studiato in un istituto tecnico di indirizzo chimico, e questo mi avvicina un po’ alla vostra categoria”.

Papa Francesco sottolinea il momento di crisi economica e sociale complesso, coglie l’occasione per “esprimere la vicinanza mia e della Chiesa al mondo del lavoro”, ricorda che “molti lavoratori e lavoratrici e molte famiglie vivono situazioni difficili, aggravate dalla pandemia”.

E però, la pandemia non è un alibi, serve invece trovare nuove strade, e Papa Francesco auspica che “l’esempio e l’intercessione di San Giuseppe vi aiutino a non cedere allo scoraggiamento, a valorizzare con creatività i vostri talenti e la vostra grande esperienza per andare avanti e aprire vie nuove”.

Papa Francesco sottolinea che “è molto importante far incontrare la saggezza degli anziani e l’entusiasmo dei giovani”, i quali hanno bisogno di “trovare vecchi del mestiere, che hanno tanto da insegnare, e non solo sul piano tecnico, ma anche su quello umano”.

Lavorare con sostanze chimiche crea un impatto con l’ambiente. Papa Francesco ricorda che l’attività dei chimici del cuoio utilizzano “sostanze chimiche per trattare i materiali, nel vostro caso i pellami destinati a diventare borse, scarpe e così via – tante cose che usiamo ogni giorno, e non pensiamo al lavoro che c’è dietro!”

Papa Francesco sottolinea che anche loro sono dunque chiamati a dare un contributo alla cura della casa comune, a partire “dal modo di impostare il lavoro”, e per questo è “è molto prezioso il fare associazione, perché si mettono in comune le conoscenze, le esperienze, come pure gli aggiornamenti giuridici e tecnici; e così ci si aiuta a crescere insieme in uno stile di responsabilità sociale ed ecologica”.

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