Il Papa prega per New York e ricorda che le Beatitudini non sono per superuomini

Il Papa guida la preghiera dell' Angelus
Foto: OR/ ACI Group
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E’ “profondamente addolorato” Papa Francesco per il terrorismo che dilaga  nel mondo, dalla Somalia all’ Afghanistan  a New York. “Nel deplorare tali atti di violenza- ha detto oggi dopo le preghiera dell’ Angelus nella solennità di Tutti i Santi - prego per i defunti, per i feriti e i loro familiari. Chiediamo al Signore che converta i cuori dei terroristi e liberi il mondo dall’odio e dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare morte”.

Un giorno quello di oggi che per la Chiesa Cattolica è festa per tutti, la “nostra” festa “non perché noi siamo bravi- dice il Papa-  ma perché la santità di Dio ha toccato la nostra vita. I santi non sono modellini perfetti, ma persone attraversate da Dio. Possiamo paragonarli alle vetrate delle chiese, che fanno entrare la luce in diverse tonalità di colore. I santi sono nostri fratelli e sorelle che hanno accolto la luce di Dio nel loro cuore e l’hanno trasmessa al mondo, ciascuno secondo la propria “tonalità”. Ma tutti sono stati trasparenti, hanno lottato per togliere le macchie e le oscurità del peccato, così da far passare la luce gentile di Dio. Questo è lo scopo della vita, anche per noi”.

Il Papa ha commentato il passo evangelico delle Beatitudini spiegando che “la felicità vera è stare col Signore e vivere per amore”, e le beatitudini “non richiedono gesti eclatanti, non sono per superuomini, ma per chi vive le prove e le fatiche di ogni giorno. Così sono i santi: respirano come tutti l’aria inquinata dal male che c’è nel mondo, ma nel cammino non perdono mai di vista il tracciato di Gesù, quello indicato nelle beatitudini, che sono come la mappa della vita cristiana. Oggi è la festa di quelli che hanno raggiunto la meta indicata da questa mappa”.

Francesco spiega una delle Beatitudini nello specifico: chi sono i poveri in spirito? Coloro che “non vivono per il successo, il potere e il denaro; sanno che chi accumula tesori per sé non arricchisce davanti a Dio. Credono invece che il Signore è il tesoro della vita, l’amore al prossimo l’unica vera fonte di guadagno”.

Poi cita l’Apocalisse: “Beati i morti che muoiono nel Signore». Domani saremo chiamati ad accompagnare con la preghiera i nostri defunti, perché godano per sempre del Signore. Ricordiamo con gratitudine i nostri cari e preghiamo per loro”.

Tra i gruppi un saluto particolare “ai partecipanti alla Corsa dei Santi, promossa dalla Fondazione “Don Bosco nel mondo” per offrire una dimensione di festa popolare alla celebrazione religiosa di Tutti i Santi. Grazie per la vostra belle iniziativa e per la vostra presenza!” E un appuntamento: “Domani pomeriggio mi recherò al Cimitero americano di Nettuno e poi alle Fosse Ardeatine: vi chiedo di accompagnarmi con la preghiera in queste due tappe di memoria e di suffragio per le vittime della guerra e della violenza.Le guerre non producono altro che cimiteri e morte: ecco perché ho voluto dare questo segno in un momento dove la nostra umanità sembra non aver imparato la lezione o di non volerla imparare". 

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