Il Papa: lottare senza paura contro la mafia della droga

Il Papa a Casina Pio IV
Foto: Mary Shovlain/ EWTN
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La droga è una piaga mondiale sostenuta dal crimine organizzato, ma non possiamo cadere nella ingiustizia di trattare coloro che sono stati resi schiavi come oggetti rotti. 

Papa Francesco ha partecipato all’Incontro promosso dalla Pontificia Accademia delle Scienze su “Narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale” in corso alla Casina Pio IV.

La droga dice il Papa “è una ferita nella nostra società”, intrappola le gente in un nuova forma di schiavitù. Molti i fattori che portano alla droga, dice il Papa,  “la mancanza di famiglia, la pressione sociale, la propaganda dei trafficanti, il desiderio di nuove esperienze”  e ripete che ogni persona deve sentire di essere amata, “non possiamo cadere nella ingiustizia di considerali come oggetti rotti, ma ogni persona deve essere valutato e apprezzato nella sua dignità di essere guarito. Continuano ad avere, più che mai, una dignità di persone e figli di Dio”.

Ricerca della felicità effimera, mondanità e criminalità, “ma occorre controllare i circuiti di corruzione e riciclaggio e per farlo l’unica cosa è ripercorre il traffico dalla piccola scala fno alle forme più sofisticate di riciclaggio che nidificano nel capitale finanziario e nelle banche coinvolte nel riciclaggio di denaro sporco”.

Le reti che rendono possibile la morte psichica e sociale e lo scarto della persona,  dice il Papa, e coinvolgono le famiglia.

Poi racconta una storia di un giudice che lavorava in Argentina contro la droga ed ha ricevuto “un avviso mafioso” perché “quando si cercano le reti contro la droga ci si trova di fronte la mafia, perché si uccide chi vuole distruggere questa schiavitù”.

Il Problema della prevenzione della droga come programma viene frenato dalla inettitudine del governo. E pensa all’ Argentina il Papa, paese diventato da luogo di transito a luogo di produzione.

Una guerra dice il Papa e chi “mette la faccia trova una letterina con qualche insinuazione” .

Per vincere la schiavitù della droga la prima arma è educazione e sostegno della famiglie. La formazione “da alle persone la possibilità di disporre di strumenti di discernimento” e va estesa a tutti coloro che sono in qualche modo emarginati.

C’è poi la questione delle riabilitazione “per ripristinare la gioia e la dignità”, dove spesso manca la presenza degli stati.

Dobbiamo difendere il futuro ha concluso il Papa.

Ai lavori partecipa anche la Regina Silvia di Svezia che ieri ha inaugurato la mostra di Rembrandt ai Musei Vaticani e che partecipa spesso alle conferenze della Pontificia Accademia delle Scienza Sociali.

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