Il Papa: "Sinodo evento di grazia, devo riflettere sulle conclusioni"

Papa Francesco
Foto: CTV
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“L’Assemblea del Sinodo dei Vescovi, che si è conclusa da poco, ha riflettuto a fondo sulla vocazione e la missione della famiglia nella vita della Chiesa e della società contemporanea: è stato un evento di grazia. Al termine i Padri sinodali mi hanno consegnato il testo delle loro conclusioni. Ho voluto che questo testo fosse pubblicato, perché tutti fossero partecipi del lavoro che ci ha visti impegnati assieme per due anni.  “Non è questo il momento di esaminare tali conclusioni, sulle quali devo io stesso meditare”. Lo ha detto il Papa, stamane, aprendo l’Udienza Generale in Piazza San Pietro.

Francesco ha incentrato la catechesi odierna sul tema del perdono reciproco all’interno della famiglia. “Senza donarsi e senza perdonarsi – ha spiegato – l’amore non rimane, non dura. La vita non si ferma, in particolare la vita delle famiglie non si ferma! Voi, care famiglie, siete sempre in cammino. E continuamente scrivete già nelle pagine della vita concreta la bellezza del Vangelo della famiglia. In un mondo che a volte diventa arido di vita e di amore, voi ogni giorno parlate del grande dono che sono il matrimonio e la famiglia. La famiglia è una grande palestra di allenamento al dono e al perdono reciproco, senza il quale nessun amore può durare a lungo”.

Il Papa ha invitato al perdono perché “non si può vivere senza perdonarsi, o almeno non si può vivere bene, specialmente in famiglia”. “Ogni giorno  - ha aggiunto - ci facciamo dei torti l’uno con l’altro. Dobbiamo mettere in conto questi sbagli, dovuti alla nostra fragilità e al nostro egoismo. Quello che però ci viene chiesto è di guarire subito le ferite che ci facciamo, di ritessere immediatamente i fili che rompiamo”, perché “se aspettiamo troppo, tutto diventa più difficile”. Ricordando le parole del Padre Nostro, Francesco ha sottolineato che “se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”.

Non bisogna mai concludere una giornata senza aver fatto la pace, soprattutto in famiglia. “Non finire la giornata in guerra: per fare questo non è necessario fare una grande discussione, ma è sufficiente una carezza ed è finito tutto, e si ricomincia. È indispensabile che, in una società a volte spietata, vi siano luoghi, come la famiglia, dove imparare a perdonarsi gli uni gli altri. C’è un segreto semplice per guarire le ferite e per sciogliere le accuse: non lasciar finire la giornata senza chiedersi scusa, senza fare la pace tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle, tra nuora e suocera. Se impariamo a chiederci subito scusa e a donarci il reciproco perdono guariscono le ferite, il matrimonio si irrobustisce, e la famiglia diventa una casa sempre più solida, che resiste alle scosse delle nostre piccole e grandi cattiverie. Se impariamo a vivere così in famiglia, lo facciamo anche fuori, dovunque ci troviamo. È facile essere scettici su questo. Molti, anche tra i cristiani, pensano che sia un’esagerazione. Si dice: sì, sono belle parole, ma è impossibile metterle in pratica. Ma grazie a Dio non è così. Infatti è proprio ricevendo il perdono da Dio che, a nostra volta, siamo capaci di perdono verso gli altri”.   

“La pratica del perdono – ha proseguito Papa Francesco - non solo salva le famiglie dalla divisione, ma le rende capaci di aiutare la società ad essere meno cattiva e meno crudele. Ogni gesto di perdono ripara la casa dalle crepe e rinsalda le sue mura. La Chiesa, care famiglie, vi sta sempre accanto per aiutarvi a costruire la vostra casa sulla roccia di cui ha parlato Gesù”.

Infine il Papa ha auspicato che durante il Giubileo straordinario “le famiglie riscoprano il tesoro del perdono reciproco”. “Preghiamo – ha concluso – perché le famiglie siano sempre più capaci di vivere e di costruire strade concrete di riconciliazione, dove nessuno si senta abbandonato al peso dei suoi debiti”.

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