Il Papa: “Tutti siamo chiamati a contrastare la distribuzione della droga nel mondo"

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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L’intera comunità nel suo insieme è interpellata dalle attuali dinamiche socio-culturali e dalle forme patologiche derivate da un clima culturale secolarizzato, segnato dal capitalismo di consumo, dall’autosufficienza, dalla perdita dei valori, dal vuoto esistenziale, dalla precarietà dei legami e delle relazioni. La droga, come già più volte sottolineato, è una ferita nella nostra società, che intrappola molte persone nelle sue reti”. Papa Francesco è chiaro, la droga è una schiavitù.

Il Pontefice espone la sua riflessione sulla droga nell’Udienza ai partecipanti alla Conferenza Internazionale sul tema Droga e Dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale, promossa dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in corso in Vaticano, presso l’Aula Nuova del Sinodo, dal 29 novembre al 1° dicembre 2018. 

Per Francesco “tutti siamo chiamati a contrastare la produzione, l’elaborazione e la distribuzione della droga nel mondo”.

Il Pontefice sottolinea un ambito particolare dove la droga si sta sempre più espandendo: “In alcuni siti di Internet, i giovani, e non solo, vengono adescati e trascinati in una schiavitù dalla quale è difficile liberarsi e che conduce alla perdita del senso della vita e a volte della vita stessa. Di fronte a questo scenario preoccupante, la Chiesa sente come urgente il bisogno di instaurare nel mondo contemporaneo una forma di umanesimo che riporti al centro del discorso socio-economico-culturale la persona umana; un umanesimo che ha quale fondamento il Vangelo della Misericordia”.

Il Papa conclude: “Per vincere le dipendenze è necessario un impegno sinergico, che coinvolga le diverse realtà presenti sul territorio nell’attuare programmi sociali orientati alla salute, al sostegno familiare e soprattutto all’educazione”.

 

 

 

 

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