Il pellegrinaggio del Sinodo verso Pietro e verso i giovani

La Conferenza stampa del 16 ottobre
Foto: AA
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Sei chilometri a piedi verso la Tomba di Pietro da Mons Gaudio, Monte Mario, il 25 ottobre mattina.

Il pellegrinaggio dei padri sinodali è stato approvato e deciso e sarà organizzata del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione.

E oggi al Papa sono state portate più di 1500 cartoline dei giovani francesi.

Le notizie del briefing giornaliero per i giornalisti che seguono il Sinodo sono essenzialmente queste. Per il resto si trova tutto nelle 14 relazioni dei circoli minori.

Nei lavori in Congregazione è emerso un tema nuovo: la musica. Un tema che incrocia liturgia e cultura. Molto ancora si parla di migrazione e delle necessità di chiarezza nell’insegnamento e questo vale per la morale sessuale e per la giustizia sociale. I padri sinodali si rendono conto che i giovani non sopportano calcolo e doppiezza.

Uno dei temi affrontati è quello del volontariato internazionale come forma di pastorale giovanile.

In effetti sembra che gli argomenti siano esageratamente ampli. Il mondo giovanile del resto apre le porte di molte questioni che vanno ben oltre le questioni religiose.

Alla conferenza stampa di oggi sono stati presenti Sua Beatitudine Em.ma Card. Louis Raphaël I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei, Capo del Sinodo della Chiesa Caldea (Iraq); Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; S.E. Mons. Jaime Spengler, O.F.M., Arcivescovo di Porto Alegre (Brasile); Rev.da Suora María Luisa Berzosa González, F.I., Scuola cattolica ed educazione popolare, Direttrice di Fe y alegría(Spagna).

Tutti hanno sottolineato la bellezza di una esperienza di fraternità.

Sako ha parlato di un sinodo diverso per la ricerca di un linguaggio più comprensibile ai giovani. Una questione molto sentito in Oriente. " La Chiesa è uscita dal palazzo" ha detto il Patriarca caldeo.

Il cardinale Turkson ha raccontato alcune storie che indicano la situzione dei giovani in Africa. 

E l'arcivescovo di Porto Alegre in Brasile ha rimesso al centro la questione dell'annuncio a giovani che vivono un mondo che cambia velocemente.

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