Il Sinodo guarda ai segni dei tempi e non "l'aria del momento"

La conferenza stampa del 5 ottobre, i cardinali Vingt-Trois ed Erdo e Padre Lombardi
Foto: Marco Mancini
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Prima conferenza stampa del Sinodo e prime dichiarazioni della presidenza. Il cardinale arcivescovo di Parigi Vingt-Trois, uno dei presidenti delegati del Sinodo, ha chiarito che chi  si attende uno stravolgimento della dottrina della Chiesa resterà deluso.

Parlando ai giornalisti che da ogni parte del mondo sono a Roma per seguire i lavori della assemblea. Una attenzione mediatica che però, nonostante molti tentativi, non condizionerà il lavoro dei Padri. Almeno ne è convinto il cardinale francese che ha voluto sottolineare come per tutto l’anno trascorso il dibattito è  stato “colorato” o anche “filtrato” da  letture mediatiche imprecise. Ma bisogna ricordare che quello che il Papa e il Sinodo vogliono ascoltare non è “l’aria del tempo”, la moda, quanto i “segni dei tempi” qual discernimento che il Concilio Vaticano II ci ha insegnato a fare.

Insomma il tentativo di far apparire la Chiesa come scpaccata in due su certe questioni viene respinto con forza dai Padri. Anche il segretario speciale, l’arcivescovo Bruno Forte, ha sottolineato che la lettura bipolare dei media è lontanissima dalla percezione della realtà all’interno dell’ aula sinodale.

Insomma secondo Vingt-Trois forzare anche la così detta “linea Kasper” per ridurla ad un semplice sì all’accesso alla Eucaristia per i divorziati risposati civilmente senza altre considerazioni, è un errore di fondo per il dibattito sinodale. Il dibattito verterà sulla necessità di un impegno personale per mantenere anche il principio della libertà personale.

Utilissimo per il vescovo di Parigi il lavoro fatto nelle parrocchie e nelle diocesi a partire dal questionario proposto dal Sinodo tra le due assemblee.

Molti fedeli hanno trovato bellissimo poter parlare tra famiglie di temi delicati che riguardano la famiglia: “abbiamo fatto vera esperienza di Chiesa”, dicono molti fedeli.

Il Sinodo sarà quindi un tempo di preghiera, dialogo e confronto con la realtà, e sarà pastorale non dottrinale. Del resto hanno spiegato alla stampa sia il cardinale Vingt-Trois sia il realatore generale il cardinale Erdo, arcivescovo di Budapest, che avere opinioni diverse non rompe la comunione della Chiesa che si esprime proprio nel Sinodo insieme alla collegialità.

Significativa anche la maggiore attenzione all’ Africa richiesta proprio da un giornalista di quel continente. In Africa i problemi familiari sono diversi da quelli di gran parte dell’ occidente, ma è anche vero che molte questioni familiari nascono proprio dall’incontro tra Africa ed Europa.

Il cardinale Erdo ha tenuto a ricordare che la sua relazione nasce dalla sintesi non solo dello strumento di lavoro, ma anche dalla risposte al questionario e dai moltissimi contributi che sono arrivati alla Segreteria del Sinodo durante l’ultimo anno.

Voce della Chiesa quindi e proposte pastorali sulle quali discutere in ascolto dello Spirito.

La bellezza del Vangelo della famiglia e la sua proposta sono il vero tema del Sinodo con una apertura verso tutti e una chiarezza dottrinale come il Papa del resto ha ricordato nel suo viaggio di rientro da Filadelfia, e come ricorda da un anno nelle catechesi della udienza generale del mercoledì.

I lavori di oggi, dopo le relazioni introduttive, sono proseguiti con una testimonianza di una famiglia messicana e con un intervento nella mattinata. Nel pomeriggio si è proseguito con gli interventi programmati di tre minuti. Ne sapremo di più domani nel briefing quotidiano con la stampa.

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