La preghiera del Papa per il Congo e il Sud Sudan dove aveva deciso di andare

Una delle foto esposte alla veglia per la pace in Sud Sudan e Repubblica democratica del Congo
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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Il colore e i suoni dell’ Africa a San Pietro per pregare per la pace in Sud Sudan e in Congo. Una veglia con Papa Francesco  che tanto avrebbe voluto essere in quelle regioni, una preghiera per la conversione dei cuori: “Nel Sud Sudan avevo già deciso di compiere una visita, ma non è stato possibile- ha detto- Sappiamo però che la preghiera è più importante, perché è più potente: la preghiera opera con la forza di Dio, al quale nulla è impossibile”.

E allora si prega per essere “consolazione nello Spirito per divenire operatori di speranza”.

La veglia è stata promossa da Solidarity with South Sudan, un progetto nato da UISG and USG, le Unioni di Superiori Generali, maschili e femminili, per assistere ed aiutare la gente in Sud Sudan, in collaborazione con la Conferenza dei Vescovi del Paese. Papa Francesco ha voluto esserci per pregare con gli altri.

 “Il Signore Risorto - ha detto il Papa nella sua riflessione- abbatta i muri dell’inimicizia che oggi dividono i fratelli, specialmente nel Sud Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo. Soccorra le donne vittime di violenza nelle zone di guerra e in ogni parte del mondo.

Salvi i bambini che soffrono a causa di conflitti a cui sono estranei, ma che rubano loro l’infanzia e a volte anche la vita. Quanta ipocrisia nel tacere o negare le stragi di donne e bambini! Qui la guerra mostra il suo volto più orribile.

Il Signore aiuti tutti i piccoli e i poveri del mondo a continuare a credere e sperare che il Regno di Dio è vicino, è in mezzo a noi, ed è «giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo» (Rm 14,17). Sostenga tutti coloro che, giorno per giorno, si sforzano di combattere il male col bene, con gesti e parole di fraternità, di rispetto, di incontro, di solidarietà.

Il Signore rafforzi nei governanti e in tutti i responsabili uno spirito nobile, retto, fermo e coraggioso nella ricerca della pace, tramite il dialogo e il negoziato.

Il Signore conceda a tutti noi di essere artigiani di pace lì dove siamo, in famiglia, a scuola, al lavoro, nelle comunità, in ogni ambiente; “lavandoci i piedi” gli uni gli altri, ad immagine del nostro Maestro e Signore”.

Nella veglia si è pregato per  “superare tutto ciò che ci divide dagli altri, tribalismo, politica, giudizi, pregiudizi,  perché possiamo vivere nella carità e nella solidarietà con i nostri fratelli e sorelle”. E poi la preghiera per le donne che “hanno un ruolo essenziale per il benessere e la sopravvivenza della famiglia. Spesso sono lasciate sole nel fornire cibo, guarigione, sicurezza, nel provvedere all’istruzione dei bambini e nel prendersi cura degli anziani. Purtroppo molte di loro vengono abusate, sono rese oggetto di tratte e usate come armi da guerra. Nonostante tutto questo, continuano a lavorare con generosa fedeltà, occupandosi delle necessità delle loro famiglie sull’esempio della Madonna”.

Una preghiera per i responsabili delle guerre: “il male, nelle sue diverse forme, combatte la presenza del Signore nella nostra storia. Le guerre sono ostacoli evidenti alla crescita del Regno di Dio in mezzo a noi. La Chiesa, anche nei paesi in guerra, è chiamata a essere testimone fedele e audace del Regno di Dio”. E una preghiera per le vittime: “Il popolo del Sud Sudan e della Repubblica Democratica del Congo è il corpo sofferente di Cristo. Con la fede, la speranza e l’amore, la pace è possibile! Ogni vita umana, immagine di Dio, sia sempre venerata e protetta”. E infine per coloro che operano per la pace: “Lo si può vedere nella resistenza di donne, uomini e organizzazioni che, nonostante le atrocità in corso, continuano a lavorare per la pace, la dignità umana e lo sviluppo. Ricordiamo le persone che sono sfollate e in esilio; coloro che fuggono dalle loro case in condizioni disperate e tutti quelli che, in diverso modo, intervengono a loro favore”.

Al termine della veglia il Papa ha benedeto due statue della Vergine di Valme che saranno portate in Sud Sudan e Repubblica democratica del Congo.  

 

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