La storia dei primi secoli della vita della Chiesa sarà studiata come una "inchiesta"

Un convegno internazionale promosso dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche con la Università Cattolica di Lione

Luca scrive il Vangelo
Foto: ilcortiledeigentili.com
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La storia dei cristiani nei primi secoli segue due visioni storiciste principali: quella della Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea, che racconta la storia dei vescovi, la storia dei teologi cristiani e delle eresie, e dei martiri e vive la Chiesa del suo tempo e la riporta nel passato. 

E poi una seconda  convinta che ci fu una decadenza e una costante corruzione del cristianesimo, a partire dall’Antichità e fino alla Riforma protestante del secolo XVI. 

Di questo contrasto si tratterà nel Convegno Internazionale di Studi “Inchiesta sulla storia dei primi secoli della Chiesa”, organizzato dal Pontificio Comitato di Scienze Storiche in collaborazione con l’Université Catholique de Lyon, che si svolge in Vaticano, presso l’Istituto Maria Santissima Bambina, dal 27 al 29 ottobre 2021.

Padre Bernard Ardura, O. Praem, Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, presentando alla stampa l’evento ha spiegato come in sostanza si sia creato l’atteggiamento del protestantesimo che rifiuta la vita della Chiesa da dopo il Concilio di Calcedonia nel 451. 

In ambito luterano, ha detto Ardura “gli autori descrivono la storia della Chiesa come una decadenza, ma in ogni secolo sono rimasti nuclei di cristiani fedeli alla parola di Dio, che formano come un ponte verso la Riforma del XVI secolo. Mentre Eusebio si sforzava di provare la successione apostolica dei vescovi, la storiografia protestante produce, nel periodo della Riforma, una lunga serie di opere, per dimostrare che alla successione materiale dei vescovi si contrappone una successione di espressioni della verità, che in ogni epoca è emersa, anche se perseguitata dalla Chiesa ufficiale”. 

Il Presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche ha spiegato come “ il teologo protestante Adolf von Harnack (1851-1930), che imperava sulla storia delle origini cristiane, un secolo fa, diede un’ampia diffusione a questa seconda visione della storia della Chiesa, nelle sue lezioni su «L’essenza del cristianesimo», che tenne dinanzi ai 600 studenti dell’Università di Berlino, nel 1899-1900. Un secolo è ormai trascorso, ma alcune delle convinzioni di Harnack sono ancora di moda, in particolare la sua affermazione che niente si possa dire con scientifica certezza sui due primi secoli di storia della Chiesa”.

Ardura parla delle teorie di Newman con lo sviluppo della dottrina.

Ma occorre tornare ai primi secoli studiando anche le comunicazioni, al commercio, agli aspetti geografici dello sviluppo della storia dei primi secoli del cristianesimo.

Ovviamente ci sono testimonianze degli influssi lettarari del cristianesimo nel mondo non cristiano.  Occorre quindi fare il punto e rimettere al centro l’asse della storiografia. E anche un modo per lavorare con storici e studiosi che appartengono a varie culture. E religioni, per questo al convegno  partecipano personalità di vari ambienti. 

L’approccio storiografico aperto spiega da sé il termine chiave scelto per il titolo del convegno: “Inchiesta”, “una indagine sui primi secoli di storia della Chiesa, svolta allo scopo di determinare quali elementi si possano considerare come certi, o probabili, o come superati dalle nuove conoscenze acquisite conoscenze acquisite” ha spiegato Ardura. 

Gaetano Lettieri, Membro del Pontificio Comitato di Scienze Storiche e Direttore del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte e Spettacolo della “Sapienza” a Roma, 

Ha aggiunto che in questo convegno non si ha il timore di confrontarsi sulle diverse tesi della storia del cristianesimo e accetta la sfida della diversità. 

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