Lampedusa, Lorefice: "Cristo ci dice di non chiuderci"

Visita sull'isola dell'Arcivescovo di Palermo

Monsignor Lorefice presso il cimitero di Lampedusa
Foto: Arcidiocesi di Palermo
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“La luce di Cristo dilata il tuo cuore. Il nostro cuore. La luce di Dio, accolta, dilata il cuore. Il Figlio di Maria dice a questa nostra umanità: non fuggire. Non chiuderti. Non voltare le spalle. Non alzare i muri. Chi viene dal mare è la ricchezza delle genti. È ricchezza perché arrivano figli d’uomo e dunque figli di Dio. Figli amati da Dio. Destinati alla luce e alla vita da Dio. Le genti che arrivano dal mare sono portatori di ricchezza. Sul loro volto è la ricchezza del volto di persona, sono corpi umani, storie, sentimenti, portano attese, hanno sentimenti, desideri, ricercano felicità, libertà, pienezza di vita”. Lo ha detto Monsignor Corrado Lorefice, Arcivescovo di Palermo, durante la sua visita sull'isola di Lampedusa.

“Il Figlio di Maria e di Giuseppe - ha aggiunto il prelato - la prima famiglia di profughi dell’era cristiana dice oggi alla comunità civile e cristiana di Lampedusa: sii porto di approdo; sii porto salvo. Perché attorno a Maria, con questo titolo, Porto Salvo, ti sei da sempre ritrovata e continui a ritrovarti. Sii porto di salvati e porto di salvezza soprattutto per chi è destinatario della predilezione di Dio: i suoi figli affamati, assetati, nudi, perseguitati, forestieri, ammalati, carcerati. A noi cristiani, il Signore, rivestendoci della sua Luce, continua a dire: voi siete la luce del mondo, il sale della terra. Rinnova la sua chiamata: venite vi farò pescatori di uomini”.

Il presule si è anche recato presso il cimitero dell'isola per rendere omaggio alle vittime dei naufragi nel Canale di Sicilia.

Ti potrebbe interessare