L'Anno di Giovanni Paolo II, la preghiera con la gente del Vaticano nel mese di maggio

L'appuntamento con la chiusura del mese mariano nella Grotta di Lourdes nei Giardini Vaticani

Le celebrazioni mariane alla Grotta di Lourdes in Vaticano
Foto: Acistampa
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“Alla chiusura del mese mariano, in questa splendida sera romana, presso questo luogo che ci richiama la grotta di Lourdes, dobbiamo riflettere, Sorelle e Fratelli carissimi, a quello che è stato l’atteggiamento interiore fondamentale della Vergine Santissima nei confronti di Dio: la sua fede. Maria ha creduto!”

Era il 31 maggio del 1979. Giovanni Paolo II era Papa da meno di un anno, ma il suo amore mariano aveva subito messo radici in Vaticano.

Così la conclusione del mese dedicato a Maria la vive con la gente semplice, la gente vive e lavora in Vaticano e nei quartieri vicini e che chiude il mese con un Rosario nei Gardini alla Grotta di Lourdes, la copia di quella vera regalata il 1º giugno 1902 dal vescovo di Tarbes François-Xavier Schoepfer a Papa Leone XIII nel penultimo anno del suo pontificato.

Un appuntamento cui il Papa era fedele ogni volta che era a Roma.La preghiera che Giovanni Paolo II affidava a Maria toccava i tanti argomenti del suo pontificato.

Come l’ecumenismo ad esempio Mercoledì, 31 maggio 1989 alla vigilia del viaggio nei paesi scandinavi: “Trovandomi qui voglio anche chiedere a tutti i presenti uno speciale aiuto spirituale durante il pellegrinaggio che dovrò intraprendere domani mattina in paesi in cui mai, penso, un Papa è potuto andare. È la prima volta che mi reco in quei paesi nordici, scandinavi, tra quelle popolazioni che hanno una tradizione cristiana millenaria: all’inizio erano cattoliche, ma dopo la riforma si sono separate dalla comunione con Roma. Oggi, attraverso il movimento ecumenico, si cercano di nuovo contatti, avvicinamenti. Naturalmente sono stato invitato dalla piccole Chiese cattoliche, piccole comunità di tutti quei paesi, per essere loro ospite, per essere con loro. Ma nello stesso tempo voglio continuare anche il cammino ecumenico con i nostri fratelli e con le nostre sorelle dei paesi scandinavi e nordici”.

O ancora il 28 maggio del 1997 alla vigilia del viaggio in Polonia per concludere il Congresso Eucaristico Internazionale sul tema: "Eucaristia e libertà”. “Il nostro sguardo- diceva il Papa-  si sofferma sulla Vergine Santa, mirabile Arca dell'Alleanza, che porta nel mondo Gesù Cristo, Alleanza nuova ed eterna tra Dio e l'umanità. Ella si presenta allo sguardo dei credenti come mirabile ostensorio del Corpo di Cristo, da Lei concepito per opera dello Spirito Santo”.

E ancora nell’ anno del Grande Giubileo, il 2000: “ Magnificat anima mea Dominum / et exultavit spiritus meus in Deo salutari meo". Così canta la Vergine di Nazaret, che contempla il trionfo della divina misericordia. In Lei prorompe l'intima esultanza per i disegni di Dio, il Quale predilige gli umili e i piccoli e li colma dei suoi beni. E' questo il giubilo nello Spirito Santo, che farà esultare il cuore stesso del Redentore, commosso perché al Padre piace rivelare ai piccoli i misteri del Regno dei cieli”.

Il 2004 è stato l’ultimo appuntamento che il Papa ha voluto rispettare. Anziano e malato non ha però voluto mancare anche se attraverso un messaggio letto da Leonardo Sandri. Era la vigilia della Pentecoste: “L’incontro tra Maria ed Elisabetta è tutto animato dallo Spirito Santo, che riempie di letizia le madri e fa sussultare il profeta nascituro. Quest’anno, poi, celebriamo tale festa all’indomani della Pentecoste, e ciò fa pensare al vento dello Spirito, che sospinge Maria e con lei la Chiesa sulle strade del mondo, per recare a tutti Cristo, speranza dell’umanità”

Nell’incontro familiare di questa celebrazione si ritrovano tutti i grandi temi del Magistero di Giovanni Paolo II. Il 2020 è una occasione per ritrovare proprio all’inizio del mese, il senso mariano della storia. 

 

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