L'auspicio del Cardinale Sako: "La pace tornerà anche in Iraq"

Lettera pastorale del Patriarca di Babilonia dei Caldei

Il Cardinale Sako
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Dopo le proteste contro il governo iracheno e le conseguenti violenze di cui ha parlato anche il Papa nell’ultima udienza generale, interviene attraverso una lettera pastorale anche il Cardinale Louis Raphael I Sako, Patriarca di Babilonia dei Caldei.

Bisogna - scrive il porporato - impegnarsi per un rinascimento spirituale, sociale e caritativo in mezzo alla sofferenza del momento presente: il rinnovamento non è una moda, come ritiene la mentalità fondamentalista e salafita che rifiuta ogni aggiornamento. Il rinnovamento e l’aggiornamento ci aiutano a rendere una testimonianza vivente che riempie tutto il nostro essere”.

“Noi cristiani iracheni - prosegue il Cardinale Sako - siamo stati attaccati e uccisi da terroristi, molte chiese sono state bombardate, e moltissimi cristiani costretti a fuggire da Mosul e dalla piana di Ninive, per trovare sicurezza e stabilità all’estero. Tuttavia non dovremmo dimenticare di ringraziare Dio e tutti i donatori, che hanno permesso alla Chiesa di svolgere il suo ruolo in tutto l’Iraq e all’estero, dando una mano a tutti, stando al loro fianco e sollevando il morale”.

Oggi - conclude Sako - "la sicurezza è migliorata, ma stiamo ancora vivendo paure, divisioni e sofferenze a causa di ferite causate dall’estremismo religioso e dal terrorismo”. E’ necessario “confidare nella fede perché la guerra non può durare e la pace tornerà anche in questa parte del mondo. Servire i poveri con amore e cura è un'espressione della nostra fratellanza universale senza eccezioni. Ognuno di noi deve trovare un modo per raggiungere questo obiettivo nella propria vita, poiché è il modo di incontrare Cristo".

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