Lavoro, Bagnasco: "La Chiesa rilanci la propria voce"

Il Cardinale Angelo Bagnasco
Foto: ACI Stampa
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Si è conclusa ieri a Cagliari la 48/ma Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. Dell’evento e dei suoi obiettivi abbiamo parlato con il Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova e Presidente del CCEE, già Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Le emergenze nazionali sono lavoro, famiglia ed educazione o cultura. Sono le tre urgenze, priorità assolute che io vedo e che come vescovi italiani in questi anni abbiamo spesso ricordato. 

Aver dimenticato l’importanza del lavoro e della famiglia sono rigurgiti di quello che Lei ha chiamato ordine mondiale senza Dio?

Sì. Questo è vero: più ci allontaniamo da Dio e più perdiamo noi stessi. Questo però, va ricordato, non succede nelle altre parti del mondo: succede particolarmente in Occidente e in maniera ancora più specifica in Europa.

Eminenza, Lei è Presidente del CCEE. L’Europa si è secolarizzata. E ciò si riflette sul lavoro che adesso sembra quasi sfruttare l’uomo…

E’ vero quello che dice, che l’Europa si sta secolarizzando. L’Occidente più della parte orientale ed è altrettanto vero che questo allontanamento progressivo da Dio che si chiama secolarismo, che vuol dire vivere come se Dio non ci fosse, si riflette su tutta la vicenda umana, ma anche sulla società nel suo insieme e quindi perdendo Dio si perde il punto di riferimento essenziale e di conseguenza la centralità della persona attorno alla quale tutto deve ruotare in modo ordinato, quindi anche il lavoro, la sanità, la cultura, la scuola, la famiglia.

Cosa deve offrire al Paese questa Settimana Sociale?

Rilanciare la nostra voce, la voce della Chiesa italiana a tutto il popolo italiano, al nostro Paese che amiamo in modo assoluto. Rilanciare il primato del lavoro, insieme alla famiglia. Si parla di una economia che migliora, che stiamo andando fuori dalla crisi però noi nelle parrocchie, nei nostri osservatori sul territorio non vediamo le ricadute sulla occupazione. Anche a Genova, come in tutte le parti d’Italia specialmente al Sud, questa disoccupazione non solo persiste ma aumenta.

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