Le norme sulla rinuncia dall'incarico, il Papa emana un nuovo Motu Proprio

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Pubblicato questa mattina il nuovo motu proprio di Papa Francesco "Imparare a congedarsi", per regolare la rinuncia, a motivo dell'età, dei titolari di alcuni uffici di nomina pontificia.

A norma di diritto ogni Vescovo deve presentare la rinuncia al Romano Pontefice al compimento del 75° anno di età.

Il Papa nel motu proprio conferma che il Vescovo diocesano, il prelato territoriale, l'abate territoriale, il vicario , il prefetto e l'amministratore apostolico presentino la rinuncia al Papa al raggiungimento dei 75 anni.

Nello stesso tempo Francesco stabilisce che i Capi Dicastero della Curia Romana non cardinali, i Rappresentanti Pontifici e i Vescovi che svolgono incarichi alle dirette dipendenze della Santa Sede, non cessano dal loro incarico "ipso facto" bensì devono anch'essi presentare rinuncia al Romano Pontefice.

La rinuncia è efficace quando è accettata dal Papa che deciderà caso per caso.

Presentata la rinuncia, l'incarico è invece prorogato - ha stabilito Francesco - fino a quando non venga comunicato all'interessato l'accettazione della rinuncia o la proroga. Si modifica così la normativa vigente al canone 189 che stabilisce che "la rinuncia che necessita di accettazione, se non sia accettata entro tre mesi, manca di ogni valore; quella che non ha bisogno di accettazione sortisce l'effetto con la comunicazione del rinunciante fatta a norma del diritto".

"La conclusione di un ufficio ecclesiale - ricorda il Papa nell'introduzione del motu proprio - deve essere considerata parte integrante del servizio stesso, in quanto richiede una nuova forma di disponibilità".

La proroga di un incarico - specifica ancora Francesco - "non deve essere considerata un privilegio o un trionfo personale. Ogni proroga si può comprendere solo per taluni motivi sempre legati al bene comune ecclesiale. Questa decisione non è un atto automatico, ma un atto di governo".

E stamane è stata annunciato che Papa Francesco ha accettato la rinuncia del Cardinale Angelo Bagnasco, Arcivescovo di Genova, con la formula “donec aliter provideatur”, concedendogli almeno due anni di proroga. 

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