Letture, al Festival Biblico è di scena l' Apocalisse

Le riflessioni di Isaac Newton sull' ultimo libro del Nuovo Testamento

Il festival Biblico
Foto: www.festivalbiblico.it
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"L'Apocalisse fu data alla Chiesa per farle comprendere gli avvenimenti degli ultimi tempi e questo è anche lo scopo di tutta la Scrittura profetica. Se non ce n'era alcun bisogno, o se non poteva essere compresa, perché allora Dio la diede? Ha scherzato? Ma se essa è necessaria per la Chiesa, allora perché è stata trascurata? Come sai di essere sul retto cammino, senza tuttavia comprenderla?

Da ultimo, considera la benedizione che è promessa a coloro che leggono, studiano e osservano le cose che sono scritte in questa profezia. «Benedetto chi legge e chi ascolta le parole di questa profezia e osserva le cose in essa scritte, poiché il tempo è vicino» (Apoc. 1:3).  (…) non essere troppo confidente nella tua stessa opinione, ma poiché desideri ricevere questa benedizione considera ed esamina queste Scritture che Dio ha dato come guida di questi ultimi tempi e non scoraggiarti per il rifiuto che queste cose incontreranno nel mondo.

Forse ti chiameranno testa calda, bigotto, fanatico, eretico, ecc. e ti diranno dell'incertezza di queste interpretazioni e della vanità di seguirle (…) Ma il cristiano convinto della verità e della conoscenza degli ultimi tempi ricercata nelle Scritture profetiche, non deve vergognarsi, né avere timore di professarle. (…)Perciò quando sei convinto, non vergognarti della verità, ma professala apertamente e sforzati di convincere gli altri, così che anche tu possa ereditare alla resurrezione la promessa fatta in Daniele 12:3, che «coloro i quali inducono molti alla giustizia risplenderanno come stelle in eterno»".

Abbiamo voluto riportare questa lunga citazione perché ci è sembrata più che appropriata per introdurre qualche riflessione e qualche notizia intorno al tema, sempre stringente, dell’Apocalisse. E la citazione proviene da una raccolta di scritti di Isaac Newton appunto dedicati al testo di Giovanni e da poco ripubblicati dalla casa editrice Bollati Boringhieri.

Gli scritti religiosi di Newton sono databili tra il 1660 e il 1680. Sono stati nascosti per secoli e considerati come opera senile, se non minore, in realtà il motivo di questa colpevole dimenticanza è il fatto "sconcertante" che Newton assegnasse alle Scritture un valore conoscitivo non dissimile da quello scientifico e che applicasse in questa lettura dell’Apocalisse e dei libri profetici lo stesso metodo deduttivo che ha trionfato nella sua opera fondamentale, i Principia Mathematica.

 Le Scritture diventano così strumento di dimostrazione e di conoscenza razionale delle verità ultime.

Un pregiudizio, dunque, da cancellare. Così come deve essere superata la etichettatura riduttiva dello stesso testo giovanneo. In questi tempi è facile cadere nella tentazione di usare e abusare dei termini apocalittici, trascinandovi dentro anche il testo sacro. Allora come leggere le pagine dell’Apocalisse? Che cosa possono dirci realmente oggi ?

 

Non a caso il festival Biblico nella sua edizione 2022, edizione finalmente tornata alla sua forma originaria, dopo la “sospensione” causa Covid, ha proprio come tema la seguente citazione: 'e vidi un nuovo cielo e una nuova terra' (Ap 21,1).

Gli organizzatori hanno spiegato di aver scelto il testo dell’Apocalisse per indagarne alcuni degli aspetti più salienti e approfondire alcune questioni che segnano il nostro tempo, perché esso è realmente "un libro che offre delle chiavi interpretative per decifrare questo presente ambivalente, con coraggio, senso di responsabilità e con uno sguardo di speranza".

 Sono quattro le prospettive principali attraverso le quali si articola la  riflessione dei molti partecipanti, invitati, eventi: quella esegetico-biblica,, con gli appuntamenti di approfondimento sul testo di Apocalisse, antropologica-filosofica,  sul senso e le dimensioni del tempo, geopolitica, che si concentra sull’oggi e sull’invito di Apocalisse a leggere e vivere ogni tempo presente, linguistica e del pensiero critico, connesse a concetti chiave come libertà, scelta, coerenza e responsabilità.

Come sempre, il Festival ha anche una profonda vocazione aggregativa e partecipativa, coinvolgendo gran parte delle diocesi del territorio veneto: da Rovigo a Vicenza, da Treviso  a Padova, Vittorio Veneto, Verona, fino ad Alba e poi le varie province. Una miriade di incontri, di dibattiti, di concerti, di passeggiate, mostre, che testimoniano la vivacità di questa esperienza che conta ormai una solida tradizione. Temi e incontri dicevamo, con protagonisti figure carismatiche come  il grande teologo monsignor Pietro Coda o don Massimo De Franceschi, parroco “camminatore” dalla storia coinvolgente. Molte idee, molti spunti, molta voglia di confrontarsi e di trovare visione diverse della nostra società e della nostra storia. 

Tanto per dare un’idea del fittissimo programma proposto per  tutto il mese di maggio citiamo solo qualche appuntamento per questi ultimi giorni a Padova, dove domani alle ore 9 nella chiesa di San Francesco con "Tornare all’Apocalisse, dove l’estremo si rivela", meditazione con il filosofo e poeta Alessandro Pertosa. A seguire, alle ore 10, nella multisala MPX appuntamento con  "Visioni dei tempi ultimi". L’Apocalisse di Giusto de’ Menabuoi nel Battistero a Padova. Il cinema e le narrazioni apocalittiche,  accompagnati dagli interventi di Nadia Munari (teologa), Umberto Curi (filosofo), Bartolo Ayroldi (filosofo e videomaker). Domenica, ultimo giorno di Festival Biblico a Padova, la meditazione, alle ore 9 in Battistero della Cattedrale, sarà proposta dal vescovo, monsignor  Claudio Cipolla, che rifletterà sul versetto: “Non avranno più fame, né avranno più sete Ap 7, 16-17”.  

A Vicenza, domani alle ore 11.45 presso il Brolo del Palazzo Vescovile l’incontro "L’Homo Apocalypticus: un uomo perennemente in crisi. L’esegesi provvidenziale della tribolazione", con il biblista don Luca Pedroli e Gabriella Caramore. Che potrebbe aiutare a relativizzare le angosce dei nostri tempi, mostrando come da sempre bisogna confrontarsi  con la condizione esistenziale della “tribolazione”.

Sono innumerevoli i testi dedicati al tema. Consigliamo di rileggere il testo dell’Apocalisse, prima di ogni altra lettura. E poi il testo di Newton.

Isaac Newton, Trattato sull’Apocalisse, Bollati Boringhieri, pp.304, euro 15

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