Letture, conoscete San Francesco ? Le proposte per la festa del Serafico Padre

Le Edizioni Terra Santa e i testi francescani

San Francesco visto da Giotto
Foto: pd
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Invito alla lettura per gli scettici, a partire da ciò che possono comprendere: è questo il viatico alla lettura e al viaggio che Gilbert K.Chesterton rivolge alla sterminata platea di ipotetici lettori presentando il “suo” Francesco d’Assisi.

Il suo tratto, brillante, imprevedibile, fascinoso e sottilmente provocatorio fa balzare davanti agli occhi una figura straordinaria, quella di un uomo che ha rovesciato completamente il proprio destino e – in definitiva  - quello della Chiesa del suo tempo e dei tempi a venire. Un “paradigma” per l’esistenza  stessa dello scrittore e per chi vuole conoscere i tratti essenziali del francescanesimo e del suo fondatore. Naturalmente, trattandosi di Chesterton, il libro in questione si è trasformato in un vero e proprio classico, un testo che si rivela anche come un’occasione di puro piacere letterario.

San Francesco d’Assisi firmato dal grande scrittore fa parte di una serie di titoli proposti dalla casa editrice Terra Santa in nuove edizioni e versioni grafiche. Alla vigilia della festività del Santo Patrono d’Italia questa è sicuramente l’occasione per riscoprirne la vicenda biografica, il pensiero, le testimonianze preziose di chi si è messo sui suoi passi. Così le Edizioni Terra Santa, casa editrice francescana della Custodia di Terra Santa, propone alcuni grandi testi, sia nella versione cartacea che in quella e-book. 

Ecco dunque la possibilità di rileggere “Francesco” di Nazareno Fabbretti, insieme alla vita di un'altra francescano, santo tra i più amati al mondo, ossia Antonio da Padova. Fabbretti ha anche scritto la storia di santa Chiara, , la prima discepola che ha seguito le orme di Francesco, la cui vita si è indissolubilmente intrecciata con quella del Poverello d’Assisi. 

Fra le proposte figura il saggio di Pietro Messa dal titolo “Francesco il misericordioso. La sfida della fraternità”, un’introduzione alla vita soprattutto attraverso lo sguardo misericordioso del futuro santo verso i fratelli, in particolare quelli più fragili e deboli, i poveri, i malati, i lebbrosi, fuggiti da tutti. Un percorso che va al di là di tutte le letture univoche e spesso ideologiche che ne sono state fatte nel corso del tempo: “Francesco è Francesco e la cosa migliore è conoscerlo come tale”, spiega l’autore, esperto di storia del francescanesimo.

Le mille sfaccettature e i mille risvolti del mondo francescano si estendono, come ben si sa, al campo artistico. Basterebbe solo citare il capolavoro universale della basilica assisiate con i cicli pittorici di Giotto e molti altri nomi immortali. Gli artisti, però, si sono cimentato spesso anche un episodio particolare della vita francescana, ossia lo  storico incontro tra san Francesco e il sultano al-Malik al-Kamil. Anche in questo caso le edizioni Terra Santa presentano un volume che propone  un percorso nell’arte in occasione dell’ottavo centenario di quell’episodio (avvenuto nel 1219). Dunque ecco le belle riproduzioni di tavole, affreschi, miniature, tele e infine anche icone che, in tempi diversi, hanno rappresentato questa vicenda, dando di volta in volta significati e interpretazioni diverse a questo episodio straordinario. Il volume si avvale di una prefazione di Francesco Patton, Custode di Terra Santa.

E poi un libro sul cibo che il santo amava, al di là dell’immagine “ufficiale” che lo ritrae perennemente ascetico e severo nella pratica del digiuno, mentre per lui il cibo, come tutte le esperienze terrene, si inscrive nel grande mistero dei doni di Dio e come tale è amato e benedetto, un cibo semplice, sano, ma pure gustoso e capace di rendere la vita più piacevole, un ennesimo inno alla genialità della creazione.

Si può anche svelare il mistero di “sora Gattuccia” la gatta descritta da molte testimonianze, a cui santa Chiara era particolarmente affezionata.  Una storia “d’amore” verso un animale che diventa simbolo di tenerezza e di poesia. Sappiamo che, nel convento di San Damiano, viveva una gatta, alla quale Chiara appunto  era particolarmente affezionata. Non si sa come fosse giunta nel chiostro delle clarisse, né come si chiamasse e di quale colore fosse il mantello. Sappiamo, dalle testimonianze di suor Francesca, una delle prime compagne di Chiara, che “sora Gattuccia” le era amica fedele e premurosa.
In questo racconto, grazie all’immaginazione di Giuseppe Caffulli e di Marina Cremonini, dedicato  in particolare ai molti gattofili, si ricostruisce la presenza di Gattuccia, un piccolo, grande mistero che aiuta ad avvicinarsi a uno dei cardini della spiritualità di Francesco, il santo che era solito chiamare tutte le creature (gatti compresi) “fratello” e “sorella”.

Ci piace chiudere questa rapida carrellata sulle proposte di lettura che arrivano dalle edizioni Terra Santa citando alcune righe che si inseriscono nel commovente affresco composto da Fabbretti per descrivere la conclusione dell’esistenza terrena di Francesco e la sua nascita nell’altra vita, mentre la sua opera avrebbe dato frutti nei secoli successivi, fino ai nostri giorni e oltre: “Dopo aver recitato, sempre più stanco, il salmo ‘Con la mia voce ho gridato al Signore’, aveva taciuto. Il silenzio era durato a lungo, e nessuno aveva osato romperlo nemmeno coi singhiozzi. In quel silenzio Francesco era spirato”. Un silenzio che avrà la voce di migliaia e migliaia di suoi discepoli, fedeli, ammiratori, scettici affascinati, come auspicava Chesterton.

 

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