Letture, Gänswein, testimoniare la verità con l'esempio di Madre Angelica

Un volume che raccoglie omelie e conferenze su come la Chiesa rinnova il mondo

La copertina del libro
Foto: Ares
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E’ il 27 marzo 2019. Nella chiesa di santa Maria della Pietà in Camposanto dei Teutonici, nel cuore del Vaticano, un luogo di grande bellezza e suggestione, si  sta celebrando la messa per il terzo anniversario della morte di Madre Angelica, fondatrice del gruppo Ewtn.

La luce di questa giornata di marzo, che a Roma possiede una qualità unica, per una particolare coincidenza mette in risalto il passaggio dell’omelia, pronunciata da  monsignor Georg Gänswein, in cui, nel ricordare la personalità e l’opera di Madre Angelica, rievoca la mole possente delle grandi cattedrali costruite nel Medioevo, le loro vetrate sfavillanti che raccontavano al popolo le storie della Salvezza e lo istruivano sui fondamenti della fede.

 Si rivolge ai giornalisti e agli operatori dell’emittente presenti alla celebrazione eucaristica  e spiega che “nella sequela di Madre Angelica, siete chiamati anche voi a diffondere in modo del tutto nuovo, con i più moderni mezzi, in libertà e assieme al magistero della Chiesa, la notizia più importante di tutti i tempi: la notizia dell’incarnazione di Dio come la novità più grande che il mondo abbia mai udito e visto. Nell’opera di Madre Angelica questa chiamata è rivolta a voi, come per tanti secoli della nostra storia fu rivolta agli artisti e alle fabbriche, alle quali dobbiamo le grandi cattedrali nei centri storici delle nostre città e i capolavori delle loro vetrate. Perché oggi a formare e a determinare le coscienze e la società non sono più le grandi cattedrali, ma le immagini del mondo dei media che in innumerevoli smartphone scorrono tra le vostre mani”. Il tempo di quelle cattedrali, come centro di formazione delle coscienze, è senza dubbio finito e ora la tecnologia ci mette a disposizione mezzi inconcepibili anche solo qualche decennio fa, ma Madre Angelica delle Clarisse dell’Adorazione Perpetua, nel garage del suo monastero dell’Alabama,  “senza alcun mezzo e contro ogni pronostico”, sottolinea monsignor Gänswein, avvia  l’attività dell’emittente Ewtn, che diventerà sempre più ampia e capillare. Lo scopo è sempre lo stesso, diffondere l’unica Buona Novella, ma in questo caso compaiono anche i “segni” di una capacità profetica della Madre, la forza e la certezza nello sguardo che va oltre, che scavalca la quotidianità e immagina, e prepara il futuro.

Questo “ritratto” penetrante e potente, tratteggiato nell’omelia del 2019, è contenuto in una raccolta di testi appena arrivata in libreria. Si intitola “Testimoniare la Verità. Come la Chiesa rinnova il mondo”, è pubblicato dalla casa editrice Ares, con la prefazione di Asfa-Wossen Asserate.

Discorsi, omelie, interviste, dalle quali emergono molti temi e molte figure straordinarie. Certamente, fra tutte, spicca quella di Joseph Ratzinger,  con cui l’autore ha avuto e ancora vive un intenso rapporto di amicizia, lavoro, consuetudine quotidiana. Una figura molto diversa da quella dipinta da molta parte dei media e uno dei temi su cui riflettere è proprio questo: perché questo accanimento nei confronti del cardinale, prima, del Pontefice poi, ora del Papa emerito, perché questi attacchi a tratti anche violenti, che hanno provocato in Ratzinger dolore e sconcerto, sicuramente, ma nessun cedimento.

 

Da questo libro, però, soprattutto emerge un’appassionata difesa della fede cattolica e della tradizione cristiana, con analisi e giudizi sullo stato attuale della Chiesa e sul suo ruolo irrevocabile. Soprattutto nel nostro tempo, segnato da nuove e antiche paure, in  una società sempre più laicizzata  e dagli orizzonti sempre più foschi, per non dire vuoti. L’invito, forte e chiaro, è quello di  resistere alla dittatura del pensiero unico e globalizzante ormai presente, se non dominante,  in ogni aspetto della vita quotidiana. La bellezza e la ragionevolezza della fede, che non sono certo “pretesti” per coprire gli errori, spesso drammatici, crudeli e opprimenti, non della Chiesa in se’ stessa ma degli uomini che ne fanno parte, rappresentano la chiave per interpretare e comprendere il senso dell’esistere, del cammino, doloroso e faticoso, della Storia.  Senza nascondere i comportamenti deviati di alcuni ‘pastori’, anzi riconoscendoli e denunciandoli, come ha fatto lo stesso Ratzinger, serve innanzitutto una riforma profonda e personale dei consacrati, perché la loro testimonianza sia sempre più efficace e convincente, insiste l’autore, fornendo una sorta di guida per chi vuole tentare di diventare, o rimanere, autenticamente cristiano.

Le parole di monsignor Gäswein, in riferimento alle reazioni di Benedetto XVI agli attacchi della stampa, tornano  prepotentemente di grande attualità proprio in questi giorni quando il Papa emerito si è trasformato come ennesimo  bersaglio di numerosi media, nazionali e internazionali. Torna la domanda, senza entrare nel merito del tema che li ha scatenati: perché di nuovo questo accanimento? Leggiamo l’intervista rilasciata a Martin Rothweiler per Ewtn.tv, il 16 aprile 2017,  in occasione del novantesimo compleanno di Benedetto, nel corso della quale monsignor Gänswein spiega che  il Papa emerito non è mai stato un “beniamino” dei media. Intorno a lui, con intenzione o meno, si è costruita l’immagine di un personaggio rigido, lontano dalla quotidianità della gente, chiuso anche a livello di magistero. Niente di più lontano dalla realtà.  Ma a questo punto l’intervistato ammette di considerare ‘un mistero’ questa aggressività diffusa e continua. “È ovvio che chi difende la fede e la verità della fede, al momento opportuno e non opportuno, per dirla con le parole di san Paolo (2 Tm 4, 2), non può aspettarsi di suscitare sempre gioia e gratitudine. Arriva la critica. Ma egli non si è mai lasciato né provocare né tantomeno intimorire dalla critica”, spiega il segretario di Benedetto XVI. Il criterio che l’ha sempre guidato non è stata la ricerca del plauso, del piacere a tutti, ma prima di ogni cosa, la Verità, il Vangelo stesso.  “Quando si trattava della sostanza della fede era chiarissimo”,  aggiunge monsignor Gänswein, “assolutamente univoco e senza alcuna contraddizione intrinseca (…) Ciò l’ha sempre consolato. A questa linea è rimasto fedele fino all’ultimo”. A questa linea era ed è  fedele anche monsignor Gaenswein. 

 

Georg Gänswein, Testimoniare la Verità. Come la Chiesa rinnova il mondo, è pubblicato dalla casa editrice Ares, pp.272, euro 19

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