Letture, i 105 anni delle apparizioni di Maria a Fatima per chiedere la pace

Un libro che rilegge il vero insegnamento di Maria nella luce della profezia

La copertina del libro
Foto: Ares
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Una piccola cittadina adagiata, anzi rincantucciata  nell’altopiano della Sierra de Aire, in Portogallo. Niente che evochi ricchezze o grandezze del passato se non, forse, l’eco leggendaria del nome: Fatima, dal nome  della figlia del governatore arabo di Alcacer, della quale si era innamorato un cavaliere delle truppe di don Alfonso Henriques, discendente di una nobile famiglia della città di Ourem. 

A Fatima non ci sono opere d’arte, ne’ circoli culturali, ne’ chiese famose. Intorno campi, villaggi, il paesaggio arido tipico della Sierra, piccole case sparse e collegate attraverso stradine tortuose.  Ed qui che si verificheranno alcune dei fatti più straordinari della storia della Chiesa e non solo. Da 105 anni gli eventi di Fatima interrogano, stupiscono, meravigliano, convertono. 

Per celebrare questi fecondi e straordinari 105 anni le edizioni Ares pubblicano il libro scritto dalla psicologa portoghese Madalena Fontoura dal titolo “I pastorelli di Fatima. Uguali a tutti, uguali a noi”. L’autrice  è una grande esperta e testimone delle apparizioni della Cova da Iria. Il libro presenta anche la prefazione redatta  di monsignor Serafim de Sousa Ferreira e Silva,  vescovo emerito di Fatima che ha beatificato Giacinta e Francesco. In postfazione viene proposto un  saggio di monsignor Massimo Camisasca. 

L’autrice ci guida  nella rilettura di quei giorni straordinari in cui il Cielo ha fatto irruzione nella storia e nella umile quotidianità di tre bambini, Giacinta, Francesco e Lucia,  che vivono con le loro famiglie pascolando greggi. Ci fa seguire i passi dei piccoli lungo i sentieri che percorrono ogni giorno per portare al pascolo le greggi, ci conduce dentro le case, nei loro incontri, nei loro discorsi, persino nei loro pensieri e nelle anime che il contatto con il Mistero dilata all’infinito. E ci fa diventare testimoni, in un certo senso, delle loro sofferenze, dei patimenti che accettano di affrontare per amore di Gesù, come ha chiesto loro la Madre.

Questa storia contiene molti segreti, e non solo i Segreti che sono stati affidati da Maria ai tre piccoli. Ci sono misteriosi intrecci che arrivano fino al pontificato di san Giovanni Paolo II e fino ai nostri giorni. Monsignor Camisasca rievoca il monito di Papa Benedetto XVI: “Si illuderebbe chi pensasse che la missione profetica di Fatima sia conclusa”.

E sicuramente il messaggio di Fatima è risuonato nell’atto di  consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria fatta da papa Francesco in San Pietro il 25 marzo 2022.

Nell’apparizione del 13 luglio 1917 a Fatima la Madonna infatti  aveva annunciato ai tre pastorelli: “Verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati”. In una successiva rivelazione privata a suor Lucia, avvenuta il 13 giugno 1929 nel monastero di Tuy, la Madonna aveva detto che “è giunto il momento in cui Dio chiede al Santo Padre che faccia, in unione con tutti i vescovi del mondo, la consacrazione della Russia al mio Cuore Immacolato, promettendo in questo modo di salvarla” 

Nell’atto solenne  Papa Francesco ha pronunciato le seguenti parole: “Noi, dunque, Madre di Dio e nostra, solennemente affidiamo e consacriamo al tuo Cuore immacolato noi stessi, la Chiesa e l’umanità intera, in modo speciale la Russia e l’Ucraina. Accogli questo nostro atto che compiamo con fiducia e amore, fa’ che cessi la guerra, provvedi al mondo la pace. Il sì scaturito dal tuo Cuore aprì le porte della storia al Principe della pace; confidiamo che ancora, per mezzo del tuo Cuore, la pace verrà. A te dunque consacriamo l’avvenire dell’intera famiglia umana, le necessità e le attese dei popoli, le angosce e le speranze del mondo”. 

Solenne atto, si diceva, a cui l’umanità attanagliata dalla paura, dinanzi alle immagini che arrivano dall’Ucraina,  in questo tempo di guerra – un’ennesima carneficina insensata – ha assistito “in diretta” collegata da tv e vari mezzi tecnologici. E che per molti credenti ha avuto soprattutto l’effetto di spingere ulteriormente alla preghiera e alla meditazione, tornando a riflettere su quanto è accaduto a Fatima più di un secolo fa.

Che ci pone un altro, appassionante tema. Perché Dio sceglie soprattutto i piccoli, i semplici, per rivelare i Suoi messaggi più importanti? Per rivelare il Suo volto d’amore e di misericordia? Sottolinea questa realtà monsignor Camisasca e offre una risposta chiara e capace di aiutarci a sovvertire tutte le nostre logiche umane che spesso non sciolgono i nodi veri dell’esistenza: “Scegliendo  di manifestarsi attraverso i piccoli, Dio rivela la sua delicatezza nei confronti delle sue creature, e, allo stesso tempo, la stima e il valore che attribuisce alla loro libertà. Egli, che ha creato l’essere umano a sua immagine, non volendo forzarlo, gli propone la verità con umili mezzi. Perciò decide di servirsi di persone che apparentemente non hanno alcuna caratteristica che possa distinguerle dalle altre. Così, Dio sceglie i piccoli perché appaia chiaramente che tutto ciò che essi dicono e fanno viene da Lui. Dio non ha bisogno di discorsi sapienti, per usare l’espressione di san Paolo (cfr. 1Cor 2,1): ha bisogno semplicemente della testimonianza di cuori innamorati”. Come i tre piccoli, immensi cuori di Giacinta, Francesco e Lucia.

 

Madalena Fontoura,  I pastorelli di Fatima. Uguali a tutti, uguali a noi, edizioni Ares, pp.200, euro 16,50

 

 

 

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