Letture, i misteri dell'Italia sacra, da Monte Sant' Angelo al Museo del Purgatorio

Un racconto avvincente per ritrovare le radici della fede e delle tradizioni

La copertina del libro
Foto: Edizioni San Paolo
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Si scende piano, verso il centro della grotta. Non passano che pochi minuti e già si avverte, distintamente, di essere in un luogo diverso, in cui si percepisce la presenza del sacro. Questa è veramente la “casa dell’arcangelo”, a Monte Sant’angelo, in Puglia. Qui arrivano pellegrini da ogni parte del mondo fin dal 490 d.C., anno in cui secondo la tradizione avvenne la prima apparizione dell’arcangelo Michele sul Gargano a san Lorenzo Maiorano. 

Un primo santuario venne costruito nel 493 proprio sulla grotta dove avvenne l’apparizione. Secoli e secoli di devozioni, di preghiere, di fatti straordinari hanno, in un certo senso, modellato queste pietre, questi scalini, gli altari, le immagini…Tutto parla un linguaggio antico e insieme presente, senza tempo. Il santuario di San Michele Arcangelo è stato ed è il  centro di culto dell'arcangelo dell'intero Occidente, modello tipologico per tutti gli altri. Nell'Alto Medioevo il Santuario era uno dei quattro luoghi più frequentati della cristianità occidentale per la redenzione spirituale, secondo il trinomio Homo, Angelus, Deus, che prevedeva la visita alle tombe degli apostoli Pietro e Paolo  a Roma e a san Giacomo di Compostela, (Homo); all'Angelo della Sacra Grotta di Monte Sant'Angelo (Angelus); a Gerusalemme (Deus). Nel corso dei secoli, milioni di pellegrini si sono recati in visita a questo luogo di culto così antico. Santi, ponteifici, principi, e una folla di gente comune che continua a cercare qui la presenza del divino. Nel 2011  il santuario diventa Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, confermando, se mai ce ne fosse stato bisogno, anche l’immenso valore artistico e culturale.   

Questo luogo fa parte di un percorso affascinante, sulle orme del giornalista Luigi Ferraiuolo che ora ha pubblicato il suo “Italia Sacra, straordinaria e misteriosa – Viaggio per esploratori con l’anima”, pubblicato dalle Edizioni San Paolo, (pp. 351, euro 20).  Già dal titolo si capisce che il libro rappresenta  viaggio alla ricerca di luoghi straordinari, nascosti e misteriosi , una vera e propria caccia al tesoro che da anni ingrossa le fila dei suoi appassionati. Ed ecco che si scopre che in Italia esistono le “chiese delle ossa”, o che in un angolo incantato della Toscana si trova la spada di re Artù, conficcata sulla roccia, che ci sono chiese antichissime “abitate” da angeli e visitate da anime in pena, e molti altri misteri che aprono dimensioni “altre” nella nostra quotidianità.

La mappa dei luoghi insoliti traccia una sorta di strada che attraversa tutta l’Italia. Fino in Sicilia, dove, come ci racconta l’autore, troviamo villa Palagonia a Bagheria, alle porte di Palermo. Una villa a testimonianza della follia del suo proprietario. Anche il grande  Goethe nel suo “Viaggio in Italia” lo descrive con dovizia di particolari, con l’affastellarsi di mostri e personaggi stravaganti che popolano il suo parco in forma di statue, sul modello di quel che viene progettato a Bomarzo, nel famoso parco dei mostri. Tutto per iniziativa di Francesco Ferdinando II Gravina, principe di Palagonia.

Il viaggio si sposta nel Nordest, nella laguna di Venezia. La stessa Serenissima ospita molte case, palazzi, chiese, monasteri che nascondono storie intriganti. Però in laguna aleggiano atmosfere molti più inquietanti. Poveglia è una piccola isola che risulterebbe, secondo gli esperti, tra i luoghi più sinistri e infestati del mondo. 

Ecco come fare un’altra esperienza profonda, capace di suscitare domande e preghiere. Nel centro di Roma. Entrando, mentre si  il portale alle spalle e un’oscurità silenziosa avvolge il visitatore, spegnendo l’eco del traffico romano, la sensazione netta è di entrare in una dimensione davvero diversa.  Questa è una piccola chiesa appare subito  fuori dagli schemi, un’eccentrico capitolo della storia della Città Eterna, la chiesa del Sacro Cuore del Suffragio. E’ costruita  nel 1890 su un terreno acquistato da don Victor Jouet, missionario marsigliese, con uno stile gotico piuttosto insolito e incongruente – rispetto alla tradizione degli edifici religiosi della Capitale -   il 15 settembre 1897, pochi anni dopo la sua costruzione, scoppia un incendio nell'edificio e una piccola cappella dedicata alla Vergine del Rosario è devastata dalle fiamme. Tra le tracce lasciate dall'incendio dietro l'altare don Victor crede di riconoscere l'immagine di un volto umano dall'espressione infelice. Si convince che si tratta che dell'anima di un defunto in pena e condannata al Purgatorio, che  avrebbe tentato di  mettersi in contatto con i vivi. 

Il missionario, colpito dall'avvenimento, si mette a viaggiare per  l'Europa in cerca di documenti e testimonianze di fatti analoghi. Riesce a raccogliere parecchi oggetti che poi espone nella sagrestia della chiesa: nasce così il Museo cristiano d'Oltretomba. E oggi museo delle Anime del Purgatorio. In cui gettare un possibile sguardo sul mondo che ci attende e pregare per coloro che stanno espiando gli errori terreni. 

 

Luigi Ferraiuolo, Italia Sacra, straordinaria e misteriosa – Viaggio per esploratori con l’anima,  Edizioni San Paolo, pp. 351, euro 20.  

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