Letture, quando la preghiera è più profonda del respiro

Un libro intervista che racconta la spiritualità e la vita di un barnabita esperto nella "preghiera profonda"

Padre Antonio Gentili
Foto: Foto: gabriellieditori.it
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La "preghiera profonda", la preghiera nel silenzio come ricerca di Dio e di se stessi. La preghiera che diventa  una scelta e un metodo capace realmente di cambiare la vita. E' questa l'esperienza straordinaria che da molti anni vive il padre barnabita Antonio Gentili, esperto conoscitore di tecniche meditative e  guida spirituale, un'esperienza che vive quotidianamente, insegna, diffonde, che si snoda lungo quarant'anni di ricerca, studi, corsi, lezioni,  incontri.

La scrittrice Rosanna Brichetti Messori conosce molto bene padre Gentili e le sue metodologie, e ora in un nuovo libro, pubblicato dalla casa editrice Ares, ne offre un ritratto a tutto tondo e ricco di fascino, affrontando il tema della preghiera profonda, in forma di lunga,  articolata e densa intervista.

Il silenzio oggi è una necessità e insieme un "lusso", data la difficoltà nel trovarlo e nel  riuscire a preservarlo. Ma in questo caso non si tratta semplicemente del silenzio come una scappatoia dal logorio del mondo contemporaneo,  dal suo caos stressante, per potersi chiudere in se  stessi e non accettare più alcuna sfida o stimolo. La via del silenzio è una strada lunga, graduale,  stretta e irta di ostacoli che però permette di scendere in profondità,  ritrovare un paesaggio completamente diverso, quello del nostro io più autentico, il mondo  perduto dei ricordi e dell'infanzia,  dei desideri e delle speranze più autentiche,  sempre nuove e fresche.

In questo mondo di luce, ritrovato  dopo aver camminato lungo sentieri tortuosi e aver sfidato il buio che c'è in ciascuno di noi, possiamo ascoltare la voce di Dio, ritornare più forti e consapevoli. Oggi più che mai questo percorso ci appare necessario, per affrontare il difficile momento di passaggio epocale in ambito sociale e religioso, nelle nostre società e nella Chiesa stessa.

Rosanna Brichetti spiega che, avendo avuto la fortuna di incontrare padre Antonio quasi quarant'anni fa, mentre viveva una stagione di forte  fragilità fisica, psichica e spirituale,  è riuscita proprio grazie al suo aiuto e alla sua guida a superare  quel momento difficile, trovando sempre un valido aiuto nel metodo proposto dal sacerdote.

La preghiera silenziosa possiede varie forme, lectio divina, preghiera del cuore,  preghiera nuda, presenti nella tradizione cristiana ma oggi quasi del tutto trascurate,  tese a cercare l'unità di corpo, spirito e anima,  che invece normalmente vivono in perenne squilibrio,  con pesanti conseguenze nella vita di ciascuno. E ' ormai acquisito il dato che molti dei malanni di cui soffriamo incessantemente hanno un'origine psicosomatica, nascono da disagi interiori, da ferite mai rimarginate. E ci sono molto aspetti della vita che vengono  censurati o affrontati con superficialità e con schematicita': il cibo, il sonno, il sogno, il sesso, i rapporti interpersonali, la morte.

La preghiera profonda aiuta invece a ad affrontare tutto questo " a viso aperto", diremmo, senza preconcetti, alla luce di un reale rapporto  con Cristo, liberando le energie "buone" che sono sepolte sotto cumuli di pensieri inutili e dal fracasso quotidiano, riuscendo anche a migliorare i rapporti con gli altri. E spesso si trasforma in un cammino di guarigione: proprio perché siamo composti di questa unità di corpo, anima, psiche, il benessere delle une non può che riverberare sull'altro, e dunque si producono effetti positivi anche sul nostro sistema immunitario - come è dimostrato da numerose e accreditate ricerche scientifiche- e si riducono lo stress, le tensioni, il dolore fisico, inducendo sensazioni di benessere, di riposo.

Domanda dopo domanda, riflessione dopo riflessione, l'autrice, in colloquio con il padre, ripercorre gli anni della sua formazione, la vita familiare, la vocazione, che lo spinge ad entrare nella Casa missionaria dei barnabiti a San Martino d'Albano, l'ordinazione sacerdotale nel 1963, gli studi e la laurea in Lettere e Filosofia. Padre Gentili racconta e spiega come sia arrivato ad interessarsi, dopo aver studiato a lungo la tradizione cristiana di ascesi e mistica, alle forme di meditazione orientali, e di aver frequentato corsi di yoga. 

Non siamo assolutamente in presenza di un sincretismo religioso, non ce n'è neppure l'ombra. Semplicemente si tratta di "affinare" la ricerca della dimensione meditativa con tutti gli strumenti a disposizione,  confrontandosi con altre tradizioni.  E in effetti la preghiera profonda di padre Gentili condivide con le tecnologie di meditazione provenienti dalla spiritualità orientale alcuni aspetti: il coinvolgimento del corpo, la posizione statica e il silenzio interiore, inoltrandosi però,  successivamente,  nella via che conduce al Mistero cristiano.

Come praticare questa preghiera tanto coinvolgente? Posto che la cosa migliore sarebbe frequentare uno dei corsi proposti dal padre, nelle case di Campello sul Clitunno, di Genova, di Eupilio, perché chiaramente non è facile impratichirsi di un metodo tanto complesso  da soli, praticando un faticoso fai da te, ci vengono fornite indicazioni preziose: ripetere una o più parole tratte da un brano della Scrittura; restare in silenzio e abbandonarsi alla presenza del Signore; poi riflettere sul significato di quanto letto, passare all'orazione e alla contemplazione. Insomma, ricalcare le orme della lectio divina, con una scansione netta. 

Il corpo  deve esser coinvolto, dalla posizioni opportune, al respiro modulato, fino al momento finale con il ripensamento su quel che si è sentito nel silenzio, aprendo la nostra visione del mondo e cercando di comunicare agli altri quello che la preghiera ci ha fatto scoprire. Senza questo  rapporto  con "l'esterno", il rischio è quello di riprodurre modelli di meditazione come tanti altri, di quelli che vanno di moda ora, magari efficaci, ma esangui,  sterili.

Molto interessanti anche le pagine dedicate al digiuno e al suo profondo significato di purificazione, e sulle "escursioni peregrinanti", meditazioni in cammino, a contatto con la natura, la bellezza, la storia, l'arte,  in cui la preghiera si fa appunto cammino ed esperienza nel mondo. E nelle appendici del volume vengono riportati scritti di padre Gentili che possono essere usati come meditazioni per la preghiera.

Una lettura impegnativa,  che diventa autentica guida per tentare di trasformare la propria vita, addentrandosi nei sentieri del silenzio, nel deserto sterminato della nostra anima, la' dove il Padre aspetta, sempre, per ricondurci a noi stessi e alla vera felicità.

Antonio Gentili, Cerca il silenzio. Troverai te stesso. Intervista di Rosanna Brichetti Messori, Edizioni Ares, euro 18, pp.336

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