Mattarella al Meeting di Rimini: "Europa alimenti il dialogo tra religioni"

Il Capo dello Stato Mattarella con Papa Francesco
Foto: Presidenza della Repubblica Italiana
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I “germi di una terza guerra mondiale” scaturiscono da un “terrorismo alimentato anche da fanatiche distorsioni della fede in Dio” e che si stanno insinuando “nel Mediterraneo, in Medio Oriente, in Africa”; “sta alla nostra responsabilità fermarla”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Matterella riprende un concetto più volte espresso da Papa Francesco, secondo cui è in atto una “terza mondiale a pezzi”. Nel messaggio al Meeting di Rimini, in programma dai prossimi giorni, il Presidente lancia un monito al Vecchio Continente: “L’Europa ha il compito di grande rilievo perché il dialogo tra le religioni monoteiste può svilupparsi già all’interno delle nostre società, divenute plurali e multietniche”. Ma si rivolge anche ai semplici cittadini: “Sta a noi prosciugare l’odio, far crescere la fiducia e la cooperazione, mostrare i vantaggi della pace”, le parole del Capo dello Stato.

Nel Messaggio agli organizzatori dell’evento riminese, ampi passaggi dedicati all’immigrazione, terrorismo e corruzione.

“Personalismo e solidarietà - ha sottolineato -, valori che si trovano alla base della nostra Costituzione, hanno bisogno di essere continuamente realizzati. E chi lo fa con generosità, accresce anche agli anticorpi per affrontare le difficoltà che si presentano nelle diverse stagioni”. 

“L’umanità che mostreremo nell’accogliere i profughi disperati, l’intelligenza con cui affronteremo i fenomeni migratori, la fermezza con cui combatteremo i trafficanti di esseri umani saranno il modo con il quale mostreremo al mondo la qualità della vita democratica”, ha scritto Mattarella.

Non bisogna cedere al “rischio di chiusure settarie, o di tentazioni fondamentaliste”, che “è sempre in agguato. Basta guardare attorno a noi il riemergere di populismi e nazionalismi. Ebbene, la risposta viene offerta da tante testimonianze di moralità, di solidarietà, di impresa responsabile, di governo dei conflitti, di ricostruzione del diritto laddove la sua rete è stata lacerata”.

Scrivendo sempre a Comunione e liberazione, Mattarella spiega come “la nostra società, dopo una lunga crisi economica, che ha lasciato ferite così profonde, avverte ancora di più l’esigenza di valori e di percorsi ispirati a ideali sinceri. E ha bisogno di testimoni credibili che conducano la loro azione con coerenza e moralità rompendo l’area grigia dell’opportunismo”. E definisce la corruzione “germe distruttivo della società civile”.. 

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