Medio Oriente, un raduno di animatori prima della GMG di Lisbona

Foto di gruppo dei vescovi del CELRA al termine della plenaria 2019, che si è tenuta al Cairo dal 21 al 24 febbraio
Foto: Patriarcato Latino di Gerusalemme
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In vista della prossima Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, i vescovi latini dei Paesi arabi stanno pensando di organizzare un raduno mediorientale di animatori di pastorale giovanile. Una proposta discussa alla riunione annuale della Conferenza dei Vescovi Latini delle Regioni Arabe.

Si tratta di una conferenza particolarmente eterogenea, che include varie nazioni, e presieduta dall’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino di Gerusalemme. La loro plenaria si è tenuta al Cairo, dal 18 al 21 febbraio. Il tema dei giovani è stato centrale. Ma si è parlato anche del calo delle vocazioni, di famiglia, di ecumenismo, e di rapporti con il mondo islamico, anche alla luce del recente incontro sulla Fraternità Umana di Abu Dhabi, cui ha partecipato anche Papa Francesco.

L’incontro è comunque avvenuto alla vigilia del summit vaticano sulla protezione dei minori, e dunque anche questo tema è stato affrontato. La discussione ha portato alla decisione di redigere un “codice di condotta” per ogni parrocchia, da rendere pubblico e consultabile da ogni istituzione.

Critica è comunque la situazione del mondo giovanile. I giovani, si è detto, non vengono attratti dalla Chiesa, e questo porta anche ad una mancanza di vocazioni. Si è parlato del Sinodo su giovani, fede e discernimento vocazionale e della Giornata Mondiale della Gioventù di Panama, e i presuli hanno rilanciato la necessità di formare i formatori, che saranno poi chiamati a coinvolgere i ragazzi. Da qui, l’idea della pre-GMG per gli animatori pastorali del Medio Oriente.

I giovani devono trovare un ambiente favorevole in famiglia. E la situazione della famiglia è stato un altro tema di discussione, perché sono sempre più le famiglie divise, e con forme di disagio che vengono anche dalla difficile situazione del Medio Oriente. I vescovi hanno parlato della necessità di formare unioni consapevoli, e di prevenire quelle non consapevoli, e per questo si è deciso di lavorare di più sulla preparazione al matrimonio, accompagnando gli sposi sin dai primi anni di matrimonio.

Una difficoltà chiave di questo impegno formativo è dato dal modo in cui è vissuta la fede, perché – hanno notato i presuli – le persone si fanno una immagine di Dio su misura delle proprie esigenze, mentre la Chiesa è percepita come “società distributrice di servizi”, piuttosto che come madre. Per questo, i vescovi hanno deciso di esortare i sacerdoti a un rinnovato impegno nella catechesi.

L’assemblea ha anche dato mandato alla Commissione per la Liturgia di inviare alla Santa Sede una istanza per un’unica traduzione della Bibbia per uso liturgico, comune a tutte le Chiese, che permetta un rinnovato dialogo ecumenico. Dialogo che i presuli hanno portato concretamente avanti anche con un incontro con Papa Tawadros II, patriarca della Chiesa copta ortodossa, e con il Patriarca Ibrahim Isac Sidrak, della Chiesa copta cattolica.

I vescovi latini dei Paesi arabi hanno anche parlato della visita di Papa Francesco ad Abu Dhabi, e in particolare hanno discusso il documento sulla Fratellanza Umana per la pace mondiale e la convivenza comune. Un documento che diffonderanno.

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