Abusi, l’annuncio: “Presto una nuova legge per la difesa delle persone vulnerabili"

L'ultimo briefing dell'incontro sulla Protezione dei Minori della Chiesa, Augustinianum, Roma, 24 febbraio 2019
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Saranno tre le iniziative di Papa Francesco a seguito di questo incontro dei presidenti delle Conferenze Episcopali sulla protezione dei minori della Chiesa: un motu proprio per rafforzare la prevenzione contro gli abusi nello Stato di Città del Vaticano; un vademecum delle Congregazione della Dottrina della Fede per aiutare i vescovi nei loro compiti; e la creazione di task force competenti sul tema in ogni diocesi.

Ultimo briefing di questo primo incontro sulla “Protezione dei Minori nella Chiesa”, voluto fortemente da Papa Francesco. Padre Federico Lombardi, moderatore dei lavori, annuncia subito le tre novità. E aggiunge: “Già domani mattina alle 9, i membri del comitato organizzatore si incontreranno con i capi dicastero della Curia romana coinvolti, per impostare sin da ora il lavoro necessario per dare seguito alle proposte maturate nei giorni scorsi”. L’incontro era stato preannunciato al termine dell’ultimo Consiglio dei Cardinali.

Nello specifico, il motu proprio del Papa sarà “sulla protezione dei minori e delle persone vulnerabili, per rafforzare la prevenzione e il contrasto contro gli abusi nella Curia Romana e nello Stato della Città del Vaticano” e si accompagnerà con “una nuova legge dello Stato della Città del Vaticano e le linee guida per il Vicariato sullo stesso argomento”. Si tratta, alla fine, di tre documenti, che dovrebbero essere presentati già nei prossimi giorni.

Il vademecum sarà, nelle parole di padre Lombardi, “molto semplice, molto breve, ma preciso dal punto di vista giuridico e dal punto di vista pastorale” e permetterà ai “vescovi del mondo di comprendere chiaramente i loro doveri e i loro compti”.

Infine, la proposta di creare “task forces di persone competenti per aiutare le conferenze episcopali e le diocesi che si trovino in difficoltà per affrontare i problemi e realizzare le iniziative per la protezione dei minori”.

L’arcivescovo Charles J. Scicluna, da sempre impegnato nella lotta agli abusi , ha sottolineato che “una delle cose che maggiormente mi ha colpito nel discorso conclusivo del Papa di oggi, ma anche negli input arrivati da parte di diversi esperti, è che è molto chiaro nella Chiesa che l’abuso dei minori è un crimine oltraggioso, e non si può coprire”.

Per l’arcivescovo Scicluna “non si torna indietro da questo: prima ci concentravamo sul crimine, ora riconosciamo che la copertura è un crimine altrettanto oltraggiosa”.

L’arcivescovo Scicluna sottolinea anche che, al di là delle modifiche alla legge canonica, del vademecum che sarà pubblicato, la cosa importante da fare è il cambiamento dei cuori”.

Padre Zollner, altro membro del comitato organizzatore, che dirige il Centro della Protezione dei Minori dell’Università Gregoriana, sottolinea che dal 2012, anno in cui si organizzò il Simposio “Verso la Guarigione e il Rinnovamento”, “si è fatta una lunga strada”, e il tema è stato riconosciuto anche da continenti che sembravano non riconoscerlo all’inizio.

Padre Zollner ha detto che si continuerà già nel pomeriggio in piccoli gruppi, perché ci sono anche altre proposte da portare avanti, al di là di quanto è già stato deciso. Si parlava anche di un Pontificio Consiglio per la Protezione dei Minori, una sorta di alzamento di livello della Pontificia Commissione, ma il Cardinale Oswald Gracias, organizzatore dell’incontro ma anche membro del Consiglio dei Cardianali, ha detto che si è “discusso della possibilità di un Pontificio Consiglio per la Protezione dei Minori, ma come Pontificia Commissione c’è maggiore indipendenza”.

Ci saranno comunque degli aggiustamenti, per esempio nel motu proprio Come una madre Amorevole, che – spiega l’arcivescovo Scicluna, dovrebbe avere qualche chiarificazione sul ruolo dei superiori religiosi.

E sempre il segretario aggiunto della Congregazione della Dottrina della Fede spiega che la questione del segreto pontificio, sollevata dal Cardinale Reinhard Marx in una delle relazioni, va valutata nelle prossime riunioni, perché il segreto c'è per esempio quando si fanno investigazioni sui futuri candidati all'episcopato, per "proteggere le candidature e la libertà della Chiesa nella scelta dei possibili candidati all'episcopato". 

Padre Lombardi afferma, dal canto suo, che “responsabilità, rendere conto, trasparenza, sono le parole che sono risonate in questi giorni in cui abbiamo pregato, riflettuto e scambiato le nostre esperienze sotto la guida del Santo Padre Francesco e che ci impegniamo a tradurre in azioni concrete”.

Ma lo stesso padre Lombardi mette in luce che non è all’Anno Zero nella lotta agli abusi, né nel riconoscerli con dolore.

“Ricordiamo – dichiara - le parole che San Giovanni Paolo II pronunciava già nel 2002 e che rimangono profondamente attuali ed esprimono il nostro impegno: ‘La gente deve sapere che nel sacerdozio e nella vita religiosa non c'è posto per chi potrebbe far del male ai giovani’. Vogliamo assolutamente che tutte le attività pastorali della Chiesa cattolica e i luoghi dove esse si esercitano siano pienamente sicuri per i minori, per il rispetto della loro dignità e la loro crescita umana e spirituale”.

 

 

Ti potrebbe interessare