Migrantes ricorda la strage di Lampedusa

Un gruppo di rifugiati africani
Foto: Aid to the Church in Need
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Tre anni fa, a poche miglia da Lampedusa, un barcone carico di migranti naufragò uccidendo 366 persone.

"L’Italia - scrive la Fondazione Migrantes - reagì a quella tragedia creando l’operazione Mare nostrum, che ha dato vita a tanti uomini e donne che tentavano di raggiungere le nostre coste: 170.000 le persone salvate in un anno. Dall’ ottobre 2014 l’operazione Mare Nostrum è stata sospesa, perché l’Europa non ha voluto farsene carico, non ha voluto considerare il Mediterraneo un Mare anche europeo. Da allora sono oltre 270.000 le persone migranti salvate nel Mediterraneo, con navi anche di altri stati europei oltre che dell’Italia e con navi di Organizzazioni private, ma ancora troppi sono stati i morti: dal 3 ottobre 2013 ad oggi oltre 11.500 migranti, e il Mediterraneo è diventato un cimitero, come ha ricordato papa Francesco".

Il 3 ottobre è - per decisione del Parlamento - la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione per "conservare e rinnovare la memoria di quanti hanno perso la vita nel tentativo di emigrare verso il nostro Paese per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria. E’ una Giornata per educare le giovani generazioni a raccogliere la sfida delle migrazioni tutelando la vita e la dignità delle persone e, per chi crede, è una Giornata per pregare e gridare ancora che le persone che sbarcano non sono clandestini, ma migranti in fuga, uomini e donne come noi".

"Migrantes - conclude la nota - auspica che la celebrazione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione possa diventare anche l’occasione per condividere la volontà di costruire corridoi umanitari e vie legali che accompagnino in sicurezza i migranti e le loro famiglie nel loro cammino e che consentano l’ingresso in Italia e in Europa senza altre vittime innocenti".

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