Milano, Delpini si presenta: "Avanti nel solco di chi mi ha preceduto"

Il Cardinale Scola consegna il pastorale di San Carlo a Monsignor Delpini
Foto: Chiesa di Milano
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Con la consegna del pastorale di San Carlo dalle mani del suo predecessore, il Cardinale Angelo Scola, Monsignor Mario Delpini si è insediato ufficialmente ieri pomeriggio in Duomo quale nuovo Arcivescovo di Milano. La nomina, da parte di Papa Francesco, è arrivata lo scorso 7 luglio.

Nella sua omelia, Monsignor Delpini ha tracciato quello che sembra essere il suo programma pastorale.

"Voglio confermare la profezia stupefatta di Isaia - ha detto il nuovo Arcivescovo - tutta la terra è piena della sua gloria. La proclamazione può suonare un’espressione di euforia stonata nel nostro contesto contemporaneo incline più al lamento che all’esultanza, che ritiene il malumore e il pessimismo più realistici dell’entusiasmo, che ascolta e diffonde con maggior interesse le brutte notizie e condanna come noiosa retorica il racconto delle opere di Dio e del bene che si compie ogni giorno sulla faccia della terra. Ma il pensiero scettico e una specie di insofferenza nei confronti della rivelazione nascono forse da un malinteso. La gloria di Dio non è una sorta di irruzione trionfalistica. Ma è manifestazione dell’amore, tenacia dell’amore, ostinazione dell’amore di Dio che nel suo Figlio Gesù rivela fin dove giunge la sua intenzione di rendere ogni uomo e ogni donna partecipe della sua vita e della sua gioia. Ecco che cos’è la gloria di Dio: è l’amore che si manifesta. Perciò io sono venuto ad annunciare che la terra è piena della gloria di Dio".

"Non ho altro programma pastorale – ha aggiunto il presule – che quello di continuare nel solco segnato con tanta intelligenza e fatica da coloro che mi hanno preceduto in questo servizio, con l’intenzione di essere fedele solo al mandato del Signore, in comunione, affettuosa, coraggiosa, grata, con il Santo Padre che mi ha chiamato a questo compito e che ispira il mio ministero. Non ho altro desiderio che di incoraggiare il cammino intrapreso da coloro che mi hanno preceduto, in particolare possiamo fare memoria della responsabilità missionaria che ha caratterizzato il magistero dei Vescovi degli ultimi decenni, proprio a sessant’anni dalla conclusione della Missione di Milano indetta e vissuta da Giovanni Battista Montini nel 1957".

Ai fedeli di Milano Delpini ha ribadito "il proposito di praticare uno stile di fraternità, che, prima della differenza dei ruoli, considera la comune condizione dell’esser figli dell’unico Padre. Desidero che si stabilisca tra noi un patto, condividere l’intenzione di essere disponibili all’accoglienza benevola, all’aiuto sollecito, alla comprensione, al perdono alla correzione fraterna, al franco confronto, alla collaborazione generosa, alla corresponsabilità lungimirante".

Nell'omelia Delpini ha salutato gli appartenenti alle altre confessioni cristiane, gli ebrei e i musulmani. E ai non credenti ecco l'invito a  "trovarci insieme in opere di bene per costruire una città dove convivere sia sereno, il futuro sia desiderabile, il pensiero non sia pigro o spaventato".

Infine un appello alla speranza: "Non disperate dell’umanità, dei giovani di oggi, della società così come è adesso e del suo futuro: Dio - ha concluso il nuovo Arcivescovo di Milano - continua ad attrarre con il suo amore e a seminare in ogni uomo e in ogni donna la vocazione ad amare, a partecipare della gloria di Dio. Ecco, il mio messaggio, il mio invito, la mia proposta, l’annuncio che non posso tacere si riassume in poche parole: la gloria del Signore riempie la terra, Dio ama ciascuno e rende ciascuno capace di amare come Gesù. Vi prego: lasciatevi avvolgere dalla gloria di Dio, lasciatevi amare, lasciatevi trasfigurare dalla gloria di Dio per diventare capaci di amare".

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