Nasce per volontà di Papa Francesco la Fondazione Giovanni Paolo I

Presidente il cardinale Parolin, nel Consiglio di Amministrazione la nipote del Papa e la sua biografa ufficiale

Giovanni Paolo I guida la preghiera dell' Angelus
Foto: Wikipedia
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“È stato un vescovo che ha vissuto l’esperienza del Concilio Ecumenico Vaticano II, l’ha applicato e nel suo breve pontificato ha fatto progredire la Chiesa lungo le strade maestre da esso indicate”. Così il cardinale Parolin descrive Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani che dal 17 febbraio ha una fondazione vaticana a lui dedicata.

La notizia arriva oggi con un comunicato ufficiale, e la fondazione è una volontà diretta di Papa Francesco. “ Scopo della Fondazione - si legge nel testo del rescrittio è la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del pensiero, delle opere e dell'esempio di Papa Giovanni Paolo I. La Fondazione sarà retta dalle leggi canoniche, da quelle vigenti nella Città del Vaticano”.

Presidente delle Fondazione è lo stesso cardinale Pietro Parolin conterraneo di Luciani

Nello statuto ( che non è stato pubblicato) sono elencanti nel dettaglio gli obiettivi della Fondazione: “tutelare e conservare il patrimonio culturale e religioso lasciato da Papa Giovanni Paolo I;  promuovere iniziative quali convegni, incontri, seminari, sessioni di studio;  istituire premi e borse di studio; curare l’attività editoriale mediante l’edizione sia dei risultati di studi e di ricerche proprie, sia di opere di terzi;  proporsi come punto di riferimento, in Italia e all’estero, per quanti operano nello stesso ambito e con le stesse finalità”.

Il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato e Presidente ha scelto come componenti del Consiglio di Amministrazione, per 5 anni Stefania Falasca( biografa di Albino Luciani), che assume anche l’incarico di Vice-Presidente della Fondazione; il cardinale Beniamino Stella; monsignor Andrea Celli; don Davide Fiocco: Lina Petri (nipote di Albino Luciani); Alfonso Cauteruccio.

C’e anche un Comitato Scientifico, “composto di sei membri, scelti tra personalità di comprovata competenza ed esperienza, ma con la possibilità di essere temporaneamente ampliato per particolari iniziative, progetti, studi, ricerche o consultazioni” di cui non sono stati al momento pubblicati i nomi.

Ovviamente la Fondazione  ha anche lo scopo di lavorare per la beatificazione del Papa.

“Con la sua repentina morte non si è interrotta questa storia della Chiesa piegata così a servire il mondo” scrive Parolin su L’ Osservatore Romano. “La prospettiva segnata dal suo breve pontificato non è stata una parentesi. Seppure il governo della Chiesa di Giovanni Paolo I non poté dispiegarsi nella storia, tuttavia egli ha concorso – explevit tempora multa – a rafforzare il disegno di una Chiesa vicina al dolore della gente e alla sua sete di carità. Attraverso la causa di canonizzazione di Giovanni Paolo I si è oggi realizzata l’acquisizione delle fonti, avviando un lavoro di ricerca e di elaborazione importanti da un punto vista storico e storiografico”.

Parolin ricorda in particolare le parole del Papa quando all’inizio del pontificato incontrò gli ambasciatori: “Non abbiamo, certo, soluzioni miracolistiche per i grandi problemi mondiali, possiamo tuttavia dare qualcosa di molto prezioso: uno spirito che aiuti a sciogliere questi problemi e li collochi nella dimensione essenziale, quella dell’apertura ai valori della carità universale perché la Chiesa, umile messaggera del Vangelo a tutti i popoli della terra, possa contribuire a creare un clima di giustizia, fratellanza, solidarietà e di speranza senza la quale il mondo non può vivere”.

Una figura e un messaggio “straordinariamente attuali” scrive Parolin. 

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