Neo cardinali, l'augurio del Papa: sì alla compassione, no all'abitudine dell'indifferenza

Papa Francesco crea 13 nuovi cardinali. Nell'omelia il Pontefice ricorda ai Fratelli Cardinali l'importanza di riconoscere sempre la compassione di Dio per noi

Papa Francesco durante il Concistoro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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L’imposizione della berretta, la consegna dell’anello, l’assegnazione del titolo che è il legame più stretto con la città di Roma. I tredici nuovi cardinali,che da oggi entrano a far parte di quel collegio che affianca il Papa nel governo della Chiesa, hanno seguito con attenzione ed emozione le parole di Papa Francesco nella Cappella Papale, durante il sesto Concistoro Ordinario Pubblico del Pontefice. 

Il rito inizia con il saluto liturgico del primo dei cardinali in ordine di creazione, Monsignor Ayso Guixot, Presidente Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso. Il neo Cardinale saluta e ringrazia Papa Francesco a nome di tutti: "Le siamo vivamente riconoscenti per averci insignito di un particolare titolo di comunione con la Chiesa di Roma che è una chiamata del Signore a diventare ancora più stretti collaboratori cum Petro e sub Petro".

Papa Francesco per la sua omelia prende spunto da un passo del Vangelo di Marco che mette al centro la parola "compassione". Per il Pontefice "nei Vangeli vediamo molte volte Gesù che sente compassione per le persone sofferenti. E più leggiamo, più contempliamo, e più comprendiamo che la compassione del Signore non è un atteggiamento occasionale, sporadico, ma è costante, anzi, sembra essere l’atteggiamento del suo cuore, nel quale si è incarnata la misericordia di Dio".

"Gesù va a cercare le persone scartate, quelli che ormai sono senza speranza - osserva Francesco - Questa compassione non è spuntata a un certo punto della storia della salvezza, no, è sempre stata in Dio, impressa nel suo cuore di Padre".

A differenza di Gesù, i discepoli e dimostrano spesso di essere senza compassione. Il Papa riporta l'esempio della folla da sfamare. "Che si arringino", commetano i discepoli. "È un atteggiamento comune a noi umani, anche quando siamo persone religiose o addirittura addette al culto". 

A questo il Pontefice domanda a tutti e soprattutto ai nuovi Cardinali : "Siamo coscienti, noi per primi, di essere stati oggetto della compassione di Dio? È viva in noi la coscienza di questa compassione di Dio per noi? Non si tratta di una cosa facoltativa, e nemmeno, direi, di un consiglio evangelico. No. Si tratta di un requisito essenziale".

 Per Francesco da questa consapevolezza dipende "la capacità di essere leale nel proprio ministero".

Papa Francesco conclude: "La disponibilità di un Porporato a dare il proprio sangue– significata dal colore rosso dell’abito – è sicura quando è radicata in questa coscienza di aver ricevuto compassione e nella capacità di avere compassione. Diversamente, non si può essere leali. Tanti comportamenti sleali di uomini di Chiesa dipendono dalla mancanza di questo senso della compassione ricevuta, e dall’abitudine di guardare da un’altra parte, dall’abitudine dell’indifferenza".

Il Papa poi legge la formula di creazione e proclama solennemente i nomi dei nuovi Cardinali, annunciandone l’Ordine presbiterale o diaconale. Il Rito prosegue con la professione di fede dei nuovi Cardinali davanti al popolo di Dio e il giuramento di fedeltà e obbedienza a Papa Francesco e ai Suoi successori.“Ego (Cæsar) Santæ Romanæ Ecclesiæ Cardinalis (Baronius)”, questa è la formula da loro pronunciata.

Dopo la consegna della Bolla di creazione cardinalizia e di assegnazione del Titolo o della Diaconia, il Papa scambia con i nuovi cardinali l’abbraccio di pace.

 Da oggi il Collegio cardinalizio sarà quindi formato in totale da 228 cardinali, di cui 128 elettori e 100 non elettori.

 

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