Concistoro, quali sono i titoli presbiterali e le diaconie da assegnare?

Ogni Cardinale creato dal Papa durante il concistoro riceve una chiesa di Roma come segno di vicinanza alla sollecitudine pastorale del Pontefice nell’Urbe

Il Papa presiede il concistoro
Foto: Daniel Ibanez CNA
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Ogni Cardinale di Santa Romana Chiesa creato dal Papa durante il concistoro riceve, oltre alla berretta rossa e all’anello, una chiesa di Roma - che sia titolo presbiterale o diaconia - come segno di vicinanza alla sollecitudine pastorale del Pontefice nell’Urbe. E ciò accadrà anche il prossimo 5 ottobre quando Papa Francesco creerà 13 nuovi cardinali nel sesto concistoro del suo pontificato.

Sono diversi i titoli presbiterali vacanti, vediamo ora quali sono. Santi Ambrogio e Carlo al Corso, fino al 2017 assegnata al Cardinale Dionigi Tettamanzi; Sant’Anastasia, vacante dal marzo scorso dopo la morte del Cardinale Daannels; Sant’Angela Merici, vacante da gennaio 2019 dopo la morte del Cardinale Aguilar; Santi Aquila e Priscilla che dal 1994 era titolo presbiterale del Cardinale Ortega y Alamino; San Gabriele Arcangelo all’Acqua Traversa che venne assegnata al Cardinale Estepa Llaurens; San Giovanni Crisostomo a Montesacro Alto, titolo del Cardinale Pimiento Rodriguez; San Giovanni Evangelista a Spinaceto di cui era titolare il Cardinale Obando Bravo; San Leone I, titolo presbiterale del Cardinale Obeso Rivera; Santi Nereo e Achilleo che venne assegnata all’ex Cardinale McCarrick; Sant’Onofrio, vacante dal 2015 dopo la morte del Cardinale Furno; Santa Sofia a via Boccea, che era sede titolare del Cardinale Husar; Santa Susanna, vacante dal 2017 in seguito alla morte del Cardinale Law; Spirito Santo alla Ferratella, di cui era titolare il Cardinale Dias.

Numerose anche le diaconie vacanti, che solitamente il Papa assegna a cardinali che operano nella Curia Romana. Iniziamo con Gesù Buon Pastore alla Montagnola, diaconia del Cardinale De Paolis morto nel 2017; Sant’Angelo in Pescheria il cui ultimo titolare è stato il Cardinale Sgreccia; Sant’Apollinare alle Terme Neroniane-Alessandrine, vacante dopo la morte del Cardinale Tauran; San Benedetto fuori Porta San Paolo di cui è stato diacono il Cardinale Silvestrini; Santi Domenico e Sisto, vacante dal 2016 dopo la morte del Cardinale Cottier; San Filippo Neri in Eurosia, assegnata al Cardinale Nicora; San Girolamo della Carità, diaconia che fu destinata al Cardinale Mejia; Santa Maria Ausiliatrice in via Tuscolana, vacante dopo la morte del Cardinale Sardi; Santa Maria in Cosmedin, vacante dall’ormai lontano 1967 quando il Cardinale Roberti optò per il titolo presbiterale dei XII Apostoli; Santa Maria in Portico, di cui il Cardinale Montezemolo fu l’ultimo diacono; San Michele Arcangelo, vacante dopo l’opzione al titolo presbiterale di Santa Dorotea esercitata dal Cardinale Barragan nel 2014; Santissimo Nome di Maria al Foro Traiano, vacante dal 2018 dopo la morte del Cardinale Castrillon Hoyos; Santi Urbano e Lorenzo a Prima Porta, di cui fu diacono il Cardinale Agustoni, morto nel 2017.

Il Papa, tuttavia, potrebbe anche decidere di elevare altre chiese di Roma a titolo presbiterale o diaconia, oltre che ad assegnare quelle già esistenti.

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