“Ogni uomo vedrà la salvezza del Signore”. II Domenica di Avvento

Il commento al Vangelo domenicale di S.E. Monsignor Francesco Cavina

Giovanni Battista
Foto: pubblico dominio
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Il Vangelo di oggi si apre con un insieme di date e di nomi di autorità religiose e politiche. In tale modo l’evangelista san Luca fa scorrere davanti ai nostri occhi tutte le persone dal cui potere o capriccio dipendevano le sorti dell’umanità al tempo della nascita di Cristo. Ebbene, all’interno di questa storia di uomini cosiddetti “potenti” accade un evento, un fatto, apparentemente insignificante: La Parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria”. Dio manda la sua Parola su un uomo e nasce un profeta il quale si rivolge ai suoi contemporanei invitandoli a cambiare la loro vita. Giovanni per indicare questo cambio di rotta si serve della parola “conversione” che indica sempre un cambiamento che coinvolge il modo di pensare ed il comportamento pratico.

Giovanni, poiché si affida alla forza della Parola di Dio, diventa una persona capace di incidere nella storia. Il suo è un messaggio che rimane aperto,  cioè è  valido anche per noi e per il nostro tempo. Infatti, quando il Signore fa irruzione nella vita di una persona provoca svolte così profonde e radicali, che hanno ricadute anche sulla società. Il vangelo rappresenta una novità così assoluta che trasforma il cristiano da spettatore a protagonista della storia, perchè la trasforma in storia di salvezza. Testimonia che la vita dell’uomo non è vissuta in solitudine, ma in comunione con Dio Padre in Gesù Cristo per mezzo dello Spirito Santo. Pertanto, diviene, come Giovanni, capace di annunciare e testimoniare che le cose possono cambiare, che i sentieri tortuosi possono essere raddrizzati e le valli colmate. Si tratta di immagini che vogliono evidenziare che il Vangelo accolto e vissuto trasforma la realtà, la rende migliore perchè la libera dal condizionamento della prepotenza e dell’interesse; migliore perché pone al centro l’uomo e la sua dignità.

La reazione delle autorità alla predicazione del Battista fu violenta, perché il potere costituito non può accettare l’idea che le cose possano cambiare. La storia insegna che non c’è nulla di più rivoluzionario del desiderio del cambiamento. Ma per un cristiano tacere e lasciare le cose come stanno significa tradire la novità di Cristo.

Il forte richiamo alla conversione che troviamo nel vangelo di oggi, ci porta a riconoscere che il cambiamento di vita è l’unica e vera preparazione alla venuta del Salvatore. Prima della venuta di Gesù era il Battista a gridare: preparate la via al Signore! Ora è lo Spirito Santo che grida nel nostro cuore: preparate la via al Signore! E’ Lui che ci aiuta a consegnare al Signore le chiavi del nostro cuore perchè Lui possa aprirlo e prendere dimora in noi. E allora sarà veramente Natale.

Ogni uomo vedrà la salvezza del Signore” gridava Giovanni nel deserto, alludendo al Salvatore che stava per manifestarsi. Anche noi possiamo prepararci ad accogliere con fede e con umiltà la salvezza del Signore che viene a noi nell’Eucaristia.

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